I sustainability-linked bond: una valida alternativa ai green bond?

4 Giu 2021
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La loro popolarità ha reso i green bond i principali protagonisti quando si tratta di investimenti a reddito fisso sostenibili. Ma quali le soluzioni possibili per quelle società che non sono in grado di trovare abbastanza progetti sostenibili per poter emettere un green bond? I sustainability linked-bond possono rappresentare una risposta promettente, a patto di valutarne attentamente, oltre ai vantaggi, anche i rischi, come mostra un’analisi di NN IP.

I sustainability-linked bond sono definiti dalla International Capital Markets Association come «ogni tipo di strumento obbligazionario le cui caratteristiche di finanziamento possono variare a seconda che l’emittente raggiunga obiettivi Esg e di sostenibilità predeterminati». Si tratta quindi di uno strumento flessibile che permette all’emittente di fissare obiettivi di sostenibilità generali e non legati a specifici progetti. Una flessibilità che comporta però dei rischi.

In primo luogo, la struttura di finanziamento non si basa sull’impiego dei proventi, come per i green bond: questo significa che gli investitori non conoscono l’uso preciso che sarà fatto dei loro soldi e che impatto potrà avere il loro finanziamento. Secondo elemento da considerare: la struttura standard di un sustainability-linked bond prevede che la cedola per gli investitori aumenti nel momento in cui l’emittente non raggiunga gli obiettivi di sostenibilità prefissati. Questo crea un azzardo morale per gli investitori, dal momento che questi beneficerebbero dal fatto che la società emittente non riesca a ottemperare i suoi impegni sulla sostenibilità. Infine, la struttura flessibile del bond, con KPI personalizzati, potrebbe indurre gli emittenti a pratiche di “sustainability washing”, rivedendo i propri obiettivi e priorità a seconda dei bisogni.

In particolare risulta di primaria importanza analizzare i KPI per valutare se e in che modo questi siano affidabili e ambiziosi. Elenchiamo qui 4 punti fondamentali che gli investitori dovrebbero tenere presente nella valutazione dei KPI sustainability-linked bond.

Obiettivi climatici – Molti sustainability-linked bond presentano KPI legati agli obiettivi climatici, dal momento che questi sono accettati dal programma di acquisto di titoli della Bce. Ogni KPI riferito al clima dovrebbe essere allineato al raggiungimento degli obiettivi di azzeramento delle emissioni di carbone entro il 2050. Gli emittenti dovrebbero stabilire questo target minimo e garantire una verifica dei loro progressi da parte di organismi terzi, come lo Science Based Target Initiative.

Tipologie di emissione – I KPI dovrebbero chiarire le tipologie di emissione chiave cui si rivolgono, chiarendo se si tratti di emissioni scopo 1 e 2 (direttamente generate dalle aziende nella loro attività) o di scopo 3 (quelle che sono indirettamente collegate all’attività dell’azienda e non sono direttamente controllabili da essa, come la CO2 emessa da un consumatore quando utilizza i suoi prodotti.

Riflettere questioni di sostenibilità legate nello specifico all’azienda – i KPI dovrebbero riflettere con accuratezza i problemi di sostenibilità che gli emittenti affrontano concretamente nella loro attività. Un esempio recente è quello del gruppo farmaceutico Novartis, che ha emesso un sustainability-linked bond con KPI collegati all’accessibilità dei propri prodotti ai pazienti, o alla catena di distribuzione alimentare Ahold Delhaize, che ha emesso bond con KPI legati alla riduzione degli sprechi alimentari.

Una verifica indipendente – Infine, i KPI dovrebbero essere dettagliati e sottoposti a verifica da parte di soggetti terzi indipendenti, come Sustainalytics o ISS. Gli emittenti dovrebbero rendicontare periodicamente i loro progressi in base ai KPI, e garantire un audit esterno.

Gli investitori devono quindi prestare maggiore attenzione agli obiettivi di sostenibilità presentati. In particolare risulta di primaria importanza analizzare i KPI per valutare se e in che modo questi siano affidabili e ambiziosi. Ma è ancora più importante che l’emittente sia effettivamente impegnato per la costruzione di un futuro più sostenibile: un impegno di cui i sustainability-bond devono essere un riflesso. In questo senso la trasparenza e accessibilità delle informazioni sulle attività dell’azienda a 360 gradi sono elementi chiave. Una sfida aperta, come evidenziano gli esperti di NN IP, secondo cui «i dati e la reportistica sulla sostenibilità rappresentano problemi che le società e gli investitori stanno affrontando, e nonostante i nuovi requisiti normativi stiano migliorando gli standard nel settore, c’è ancora molta strada da fare».

 

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