Infrastrutture: meno label, più gestione del rischio Esg
L’integrazione dei criteri Esg sta diventando sempre più concreta e operativa anche nelle infrastrutture. È quanto emerge dalla Global Infrastructure Survey di bfinance, che ha coinvolto oltre 40 asset owner globali per più di 2,3 trilioni di dollari di masse. Gli investitori si concentrano meno su label e certificazioni e più su elementi sostanziali come la gestione del rischio climatico, biodiversità, governance e reputazione.
Tra le principali motivazioni emergono l’allineamento alle policy (31%), la gestione del rischio (30%), i rischi reputazionali (22%) e il miglioramento dei rendimenti (17%).
Resta però centrale la sfida legata alla qualità e alla coerenza dei dati, soprattutto negli asset della transizione energetica, dove standard di reporting disomogenei rendono sempre più decisivi l’engagement diretto e la trasparenza dei gestori.
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