l'ente previdenziale aggiorna la politica di voto

Nest “minaccia” aziende su disimpegno clima

26 Mar 2026
Notizie ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Il maggior fondo pensione britannico sanzionerà i board che ridimensionano gli impegni climatici senza motivazioni convincenti. Spinta su net zero, trasparenza e investimenti sostenibili per ridurre i rischi e i favorire rendimenti di lungo periodo degli azionisti

Il fondo pensione britannico Nest ha aggiornato la propria politica di voto assembleare introducendo misure più stringenti nei confronti delle società partecipate che ridimensionano i propri impegni climatici. Come riportato da ESG Today, il cuore della nuova strategia è la possibilità di votare contro il presidente del consiglio di amministrazione di quelle imprese che rivedono i propri commitment senza fornire agli azionisti giustificazioni chiare e basate su evidenze concrete.

L’iniziativa si inserisce nella politica di Nest volta a ridurre i rischi climatici dei propri investimenti, che include l’obiettivo di allineare il portafoglio al limite di riscaldamento globale di 1,5°C, incrementare gli investimenti in rinnovabili e tecnologie verdi, e utilizzare la stewardship come leva per responsabilizzare le imprese verso la net-zero. L’aggiornamento chiarisce come, d’ora in avanti, il fondo agirà a modifiche sostanziali dei target climatici, dei piani di investimento e delle tempistiche di transizione, secondo una logica di un investitore di lungo periodo. Nest ritiene infatti che le aziende gestite responsabilmente e che investono in sostenibilità siano più resilienti e meglio posizionate per generare rendimenti solidi e duraturi per gli azionisti. Affrontare proattivamente i rischi climatici e ridurre l’esposizione al rischio degli asset le rende capaci di creare valore nel tempo.

La strategia di investimento di Nest prevede specifici criteri per i settori ad alta intensità di carbonio. Il fondo voterà contro i piani di transizione che non includano un impegno al net zero entro il 2050, target di riduzione delle emissioni a breve, medio e lungo termine. Disclosure delle spese in conto capitale destinate sia ad attività carbon-intensive sia a soluzioni climatiche, saranno requisiti fondamentali.

Diandra Soobiah, Director of Responsible Investment di Nest, ha sottolineato che «la revisione mette nero su bianco un approccio già consolidato. La trasparenza delle nuove linee guida stimolerà un dialogo costruttivo con le aziende, offrendo ai board maggiore chiarezza sulle modalità di valutazione adottate dal fondo, la cui priorità rimane la tutela degli interessi futuri degli iscritti».

L’impatto dei rischi climatici sui portafogli è particolarmente sentito dagli asset owner, ne abbiamo parlato nell’articolo “Asset owner: 5 ultimatum Esg ai gestori“. Un gruppo di 35 fondi pensione, tra cui figura Nest, ha firmato un documento in cui denuncia il divario tra aspettative e comportamenti messi in atto degli asset manager. Chiede a questi ultimi di impegnarsi a sviluppare e applicare strategie di gestione responsabili, solide e indipendenti. I gestori che non si allineano possono incorrere in downgrade, revisioni o perdite del mandato. Recentemente anche la Nzaoa, l’alleanza che riunisce investitori istituzionali impegnati nella riduzioni delle emissioni, ha rafforzato le proprie linee guida introducendo vincoli più stringenti su target, soluzioni climatiche e gestione dei mandati affidati agli asset manager.

Matteo Russo

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