Legg Mason spiega perché agire sull'azienda

Fare impact premiando un titolo

29 Ago 2018
Contributi Notizie Extra Commenta Stampa Invia ad un amico

Per analizzare l’impatto di un investimento occorre partire dalla identificazione degli attori presenti sul mercato. E le grandi aziende quotate, per quanto non siano gestite con l’intenzione primaria di creare un impatto, in virtù delle loro dimensioni e delle relazioni con stakeholder, catene di fornitura, reti di distribuzione e comunità in cui operano, hanno un impatto sociale e ambientale a tutti i livelli. Parte da questo assunto l’analisi “Impact investing through stock” di Nikita Singhal, Portfolio Analyst, ESG di Legg Mason, che definisce le economie come «costruite da imprese», siano esse private o governative, e le imprese come «agenti del cambiamento» delle economie stesse.

Una volta stabilita l’importanza delle imprese nella determinazione di un sistema, gli investitori che cercano di avere un impatto sulle questioni sociali e ambientali dovrebbero rivolgersi, dunque, a gestori con le dimensioni e l’esperienza necessarie per influenzare le politiche aziendali e l’allocazione del capitale. «Spingendo il capitale verso le imprese gestite in modo responsabile e allontanandolo da quelle che puntano solo al profitto, gli asset owner possono guidare il cambiamento», scrive Singhal.

Le decisioni di investimento possono, dunque, “impattare” in diversi modi e seguire differenti ambiti di riferimento. Legg Mason individua, a questo proposito, diverse analisi di impatto: “Impatto determinato dal prodotto finale”, “Impatto per contributo netto all’ambiente e alle parti interessate”, “Impatto tramite allocazione di capitale”, “Impatto come strategia di influenza”, “Impatto sui diritti umani”.

Uno strumento utile per comprendere la strategia Esg sottostante lo fornisce l’impact report di ClearBridge Investments, global equity manager controllato da Legg Mason, “Making an Impact through Active Equity Ownership”. «La nostra esperienza – scrive ClearBridge – dimostra che un impegno attivo e a lungo termine per l’integrazione Esg è un buon affare e può offrire ai clienti un ritorno sui loro investimenti e un impatto», e a conferma del suo operato, la società sottolinea che l’investimento tipico su un’azienda ha una durata media di sette anni.

IMPATTO PER PRODOTTO

Nell’analizzare i diversi canali per ottenere un positive impact, Legg Mason utilizza come esempio in termini di prodotto finale, l’industria dell’illuminazione, in particolare il risparmio di elettricità che potrebbe essere prodotto dall’utilizzo dei Led. «Secondo il Dipartimento dell’Energia, entro il 2027, l’uso diffuso dei Led potrebbe far risparmiare circa 348 TWh di elettricità. Si tratta della produzione elettrica annua equivalente di 44 grandi centrali elettriche (mille megawatt ciascuna), con un risparmio totale di oltre 30 miliardi di dollari ai prezzi attuali dell’elettricità».

Source: Department of Energy, 2011 Buildings Energy Data Book, March 2012.

Altro esempio lo fornisce il settore dei veicoli elettrici (VE). «Secondo l’Istituto per la Ricerca Energetica, il petrolio attualmente soddisfa il 36% della domanda energetica degli Stati Uniti, con il 71% destinato ai carburanti utilizzati nei trasporti (benzina, diesel e jet fuel)». L’incremento dei VE potrebbe portare un calo della dipendenza dal carbone dall’attuale 40% della produzione mondiale di energia elettrica al 13% entro il 2030, nonché spingere la crescita delle energie rinnovabili (solare ed eolica) dall’attuale 5% al 40% del totale di energia generato entro il 2030. «Una strategia azionaria che riduca l’esposizione alle società ad alta intensità di combustibili fossili e aggiunga l’esposizione alle attività legate ai veicoli elettrici può spostare l’ago della bilancia nella lotta contro i cambiamenti climatici».

IMPATTO PER CONTRIBUTO NETTO ALL’AMBIENTE

Un altro impatto connesso all’ambientale è legato ai processi di produzione, ai legami sociali, alle politiche lavorative e ai rapporti con la supply chain. L’esempio portato da Legg Mason in questo caso è quello di Unilever, azienda Usa da 150 miliardi di dollari. L’impegno della società verso l’approvvigionamento sostenibile di tè, minestre, gelati, detersivi per bucato e prodotti di bellezza, può aiutare a trasformare industrie potenzialmente sfruttatrici di risorse naturali, e generare un circolo virtuoso anche con i peers che operano sullo stesso mercato.

Costco è un altro modello convincente. Attiva nella vendita al dettaglio (settore che occupa circa il 10% dei 146 milioni di persone che lavorano negli Stati Uniti) è un esempio di come sia possibile ottenere sia solide prestazioni finanziarie sia un migliore servizio al cliente rispetto ai concorrenti. Gli investitori in aziende come Costco incoraggiano gli sforzi compiuti dall’azienda per migliorare la vita dei lavoratori attraverso iniziative come il pagamento di salari di sussistenza (rispetto ai salari minimi), una copertura sanitaria sponsorizzata dalla società per la maggior parte dei dipendenti e opportunità di promozione interna. Questi sforzi hanno portato a una maggiore produttività dei lavoratori e a una riduzione del turnover, caratteristiche che favoriscono i risultati finanziari.

ALLOCAZIONE DI CAPITALE E STRATEGIE DI INFLUENZA

Un altro canale per determinare un impatto positivo segue una logica strettamente finanziaria, legata all’equazione per cui l’aumento della domanda di un’azione ne fa salire il prezzo, riducendo automaticamente il costo del capitale della società. In questo modo si premiano le aziende virtuose. Al contrario «riducendo il capitale disponibile per le imprese che sono contribuenti netti negativi alla società, i proprietari di azioni possono aumentare implicitamente il costo del capitale di tali imprese, rendendo loro più difficile competere sul mercato». Un’altra strada perseguita da Legg Mason è legata alla proprietà del capitale e all’esercizio dei propri diritti di azionisti: «In qualità di investitori attivi nei mercati, possiamo impegnarci con la direzione aziendale su una serie di questioni ambientali, sociali e di governance (Esg) e sollecitarla a cambiare le politiche e le pratiche».

«Le imprese quotate in Borsa – conclude l’analisi – esercitano un forte impatto in tutto il mondo. Esaminando i vari aspetti del loro impatto e impegnandoci con il management aziendale su questioni materiali, siamo in grado di guidare un cambiamento positivo su scala globale, contribuendo al tempo stesso ai ritorni finanziari».

Lascia un commento