ESG.litigation - Clima, sentenza rivoluzionaria

Olanda colpevole per danni alle isole

6 Feb 2026
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ET.litigation propone ogni settimana un esempio particolarmente interessante di contenzioso legato agli Esg, ossia le "Esg litigation". In questa rubrica si trovano anche gli aggiornamenti dei casi più importanti, magari accompagnati da contributi legali. Selezionati per chi vuole approfondire questo specifico fronte

Il Tribunale distrettuale dell’Olanda Settentrionale a L’Aia ha stabilito che il governo olandese ha discriminato gli abitanti dell’isola di Bonaire sull’adattamento climatico e ha ordinato ai Paesi Bassi di fare di più per proteggere la popolazione caraibica nel suo territorio dagli impatti della crisi climatica.

Il caso. La causa contro lo Stato olandese è stata intentata l’11 gennaio 2024 da un gruppo di otto cittadini olandesi residenti nell’isola di Bonaire, insieme a Greenpeace Nederland, la filiale olandese della ong ambientalista. Nella denuncia, i querelanti accusavano il governo olandese di non fare abbastanza per aiutare i residenti del suo territorio caraibico ad adattarsi e per proteggerli dagli effetti dei cambiamenti climatici (Leggi il caso nella rubrica ET.litigation “Clima, ex colonia fa causa all’Olanda“).

Il 6 settembre 2024, la Corte ha respinto le denunce presentate da singoli individui, ma ha ammesso quella di Greenpeace come organizzazione.

Bonaire, nel sud dei Caraibi, è un’ex colonia dei Paesi Bassi ed è diventata un comune olandese speciale nel 2010. I suoi circa 20mila abitanti sono cittadini olandesi. Il territorio è particolarmente vulnerabile all’innalzamento del livello del mare, al caldo estremo e ad altri impatti legati al clima, ma le autorità locali non hanno abbastanza persone, risorse o conoscenze specialistiche per affrontarli pienamente. I residenti di Bonaire hanno raccontato in tribunale che i cambiamenti climatici hanno reso la vita sull’isola insopportabilmente calda e secca e questo ha influito sulle colture e sulla salute degli abitanti.

La sentenza. Il 28 gennaio 2026 il tribunale distrettuale dell’Olanda Settentrionale a L’Aia ha stabilito che il governo olandese ha discriminato le persone in uno dei suoi territori più vulnerabili non aiutandole ad adattarsi ai cambiamenti climatici. La sentenza ha riconosciuto che i Paesi Bassi hanno trattato i cittadini olandesi dell’isola di Bonaire in modo diverso dai cittadini olandesi che abitano nella parte europea del Paese.

La corte ha dato ragione ai querelanti sul fatto che i rischi climatici per l’isola caraibica erano stati chiari per decenni, ma nonostante ciò i piani nazionali per il clima dei Paesi Bassi non affrontano sufficientemente i problemi nei Caraibi olandesi. Questo viola gli articoli 8 e 14 della Convenzione europea sui diritti umani, che proteggono il diritto al rispetto della vita privata e familiare e vietano la discriminazione.

Il tribunale ha quindi imposto ai Paesi Bassi di elaborare un piano separato e coerente di adattamento e mitigazione degli effetti del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare a Bonaire.

Inoltre, la corte ha stabilito che Amsterdam non sta facendo abbastanza per ridurre le emissioni nazionali di gas serra e ha imposto allo Stato di fissare nuovi obiettivi vincolanti per raggiungere il Net zero entro il 2050. La sentenza concede ai Paesi Bassi 18 mesi per istituire un piano giuridicamente vincolante per ridurre le sue emissioni, come concordato nei trattati internazionali sul clima.

Le ripercussioni. Il caso è uno dei primi a testare gli obblighi climatici a livello nazionale stabiliti in una storica sentenza europea sul clima del 2024 e nell’influente parere consultivo della Corte mondiale dell’anno scorso.

Pur essendo ancora impugnabile, la sentenza a favore di Greenpeace è stata  salutata dagli attivisti climatici come una vittoria rivoluzionaria e potrebbe ispirare un’ondata di simili contenziosi sul clima in tutto il mondo.

Alessia Albertin

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