spietata ricostruzione di euractiv

Olimpiadi, un boomerang di green claims

11 Feb 2026
Notizie Compliance Commenta Invia ad un amico
Una inchiesta della testata europea evidenzia la scivolata dei giochi invernali: nel documento di candidatura, la parola "sostenibilità" c'è 96 volte. Ma i riscontri sono negativi. Difficile prevedere interventi Antitrust, ma appare un caso di green claims fuorvianti

«I Giochi invernali più sostenibili e memorabili di sempre». C’è una frase, contenuta nel dossier di candidatura delle Olimpiadi Milano Cortina, che rischia di diventare il boomerang più pericoloso (e clamoroso) della storia olimpica. La frase, infatti, è indicata come il simbolo di un pericoloso “greenwashing” di Stato. Nel documento ufficiale di 127 pagine con cui l’Italia ha espresso i propri impegni e le proprie promesse al Comitato olimpico, la parola sostenibilità è contenuta ben 96 volte. Le parole riconducibili alla sostenibilità, conta la testata Euractiv, salgono a oltre quota 160.

Forse, è proprio quest’ultimo aspetto, cioè essere diventati oggetto di un’inchiesta a livello europeo, da parte di una testata semi-istituzionale, il fattore più preoccupante. Del resto, le polemiche sugli eventi sportivi di queste dimensioni ci sono sempre state. E le Olimpiadi Milano-Cortina hanno già segnato più di un titolo giornalistico per effetto di iniziative anche giudiziarie da parte di comitati locali.

Ma leggere la ricostruzione di Euractiv, peraltro un giornale non espressamente focalizzato sulla sostenibilità, rende evidente la scivolata. Non si tratta solo di un’occasione persa, come hanno sottolineato alcune associazioni ambientaliste (forse in modo cauto). Ma del mancato rispetto delle promesse su più fronti. «Non solo le recenti immagini satellitari mostrano un aumento del consumo di suolo intorno ai siti olimpici nelle Alpi – si legge nell’articolo – ma anche le cause legali e le denunce presentate da residenti e organizzazioni suggeriscono che in molti casi le valutazioni dell’impatto ambientale e dei rischi siano state insufficienti».

Sembra corretta, quindi, una delle interpretazioni emerse nei blog in merito al messaggio sostenibile delle Olimpiadi. Le comunicazioni del comitato organizzatore, e poi del Cio e quindi dei soggetti istituzionali che hanno messo a terra i progetti, si profilano come green claims del tutto fuorvianti. Di fatto, sono messaggi che ingannano i consumatori, e sono contrari a quanto richiesto espressamente dalla Direttiva Empowering, nonché la legge italiana che quella direttiva ha recepito lo scorso novembre. Con la previsione che «il mancato rispetto delle nuove disposizioni sarà oggetto di vigilanza da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che potrà applicare le sanzioni previste per le pratiche commerciali scorrette».

Il recepimento è arrivato dopo il dossier di candidatura?
Forse questa è un’attenuante. Ma il dossier di candidatura è ancora pubblicato sul sito delle Olimpiadi.

0 commenti

Lascia un commento

Translate »