ET.DIRECTORIES - I PROTAGONISTI DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… fanno sostenibilità/ 108

15 Mar 2024
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Una selezione dei protagonisti della sostenibilità che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. Una parte del mondo raccolto nelle ET.directories: Luigi Conte, Elise Attal, Fabrizio Negri, Natalie Bugalski, Christina Elson

Nel corso delle ultime settimane, ETicaNews ha coinvolto o menzionato una serie di protagonisti del business sostenibile e responsabile. Di seguito, ne riportiamo alcuni, con una breve sintesi di ciò che hanno detto e delle posizioni che hanno espresso, con rimando al relativo articolo. Queste persone sono solo una minima parte delle centinaia di protagonisti che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO CON…

Luigi Conte, presidente Anasf

INTERVISTA: Conte (Anasf): «Il consulente? Gioca per la polis»

In questa intervista a ETicaNews, Luigi Conte, presidente Anasf, anticipa alcuni temi della prossima edizione di Consulentia e descrive il suo pensiero d’insieme sul sistema sociale e le strade per renderlo migliore. L’ambizione è quella di poter agire a livello di sistema, assegnando al consulente un ruolo “politico”, ossia di promozione del concetto di cittadinanza economica. «Sono convinto che la vera sfida della nostra società risieda nella differenziazione tra istruzione ed educazione. Solo attraverso un nuovo modello scolastico che educhi i cittadini ad essere più consapevoli e che generi una maggiore coscienza sociale in termini di responsabilità si potrà alzare il livello culturale del Paese», ha raccontato Conte. Una prospettiva in cui prende sostanza «l’identificazione di una dimensione platonica della professione, della responsabilità verso la polis, dove si presidia l’agorà attraverso l’impegno quotidiano e il presidio della relazione»: il consulente politico.

ABBIAMO PARLATO DI…

Elise Attal, Head of EU Policy di UnPri

ARTICOLO: Unpri detta la linea Esg alla finanza Ue

La rete delle Nazioni Unite Principles for Responsible Investment (UnPri) ha pubblicato una serie di raccomandazioni per la regolamentazione della finanza sostenibile nella prossima legislatura quinquennale dell’Unione europea. «Il prossimo mandato quinquennale sarà fondamentale e, sebbene molto sia stato raggiunto, saranno ancora necessarie ulteriori politiche per sbloccare veramente gli investimenti privati e sostenere pienamente la transizione economica sostenibile. La prossima Commissione dovrebbe concentrarsi sulla messa a punto e sul miglioramento dell’applicazione e della coerenza del quadro finanziario sostenibile esistente, sviluppandolo ulteriormente dove necessario e rafforzando i legami con le più ampie politiche del Green Deal dell’Ue. Questo è necessario per ottenere un quadro politico coerente che tenga conto dei rischi, delle opportunità e dell’impatto sulla sostenibilità da parte di investitori e aziende», ha spiegato Elise Attal, Head of EU Policy di UnPri.

ABBIAMO PARLATO DI…

Fabrizio Negri, amministratore delegato di Cerved Rating Agency

ARTICOLO: Donne nei cda, alle imprese conviene

Un’analisi di Cerved Rating Agency del profilo di rischio in base al genere nelle figure apicali di oltre 14mila società di capitali italiane, per le quali ha emesso un rating creditizio, rivela che le imprese con maggiore incidenza di donne nel cda sono più redditizie e meno rischiose, ma la combinazione vincente è quella che vede un bilanciamento di genere tra ceo e cda. Lo studio ha messo in luce che la combinazione che risulta migliore sotto il profilo di rischio è un cda a prevalenza maschile con a capo una ceo donna. Invece, le aziende a totale guida maschile e quelle a totale guida femminile affrontano rischi più alti. «Il bilanciamento di genere nelle figure apicali aziendali rappresenta un’importante leva di vantaggio competitivo che è nell’interesse del Paese promuovere e valorizzare», ha commentato Fabrizio Negri, amministratore delegato di Cerved Rating Agency.

ABBIAMO PARLATO DI…

Natalie Bugalski, senior legal and policy director di Inclusive Development International

ARTICOLO: Diritti umani, anche gli indici sotto tiro

Le tre ong Inclusive Development International, Alternative Asean Network on Burma e Blood Money Campaign Myanmar hanno presentato una denuncia all’Ocse contro Ftse Russell, Msci e S&P per violazione della responsabilità di due diligence sui diritti umani. Il caso, il primo del genere, riguarda 23 società collegate alla giunta militare del Myanmar, presenti negli indici Esg dei tre fornitori. «Msci, Ftse Russell e S&P Dow Jones custodiscono trilioni di dollari in investimenti con marchio Esg e i benefici reputazionali che le aziende traggono da questi investimenti. Nell’ambito del quadro internazionale sulle imprese e sui diritti umani, hanno la responsabilità di utilizzare questa leva per garantire che le aziende che stanno promuovendo come “investimenti responsabili” non siano coinvolte in violazioni dei diritti umani», ha spiegato Natalie Bugalski, senior legal and policy director di Inclusive Development International. «Invece, stanno indirizzando enormi somme di capitale etichettato come Esg a società che consentono la violenza e la repressione in Myanmar, senza alcun tentativo di prevenire o mitigare questo abuso».

ABBIAMO PARLATO DI…

Christina Elson, Executive Director del Center for the Study of Capitalism della Wake Forest University

ARTICOLO: Millennials e Gen Z, ok al safe capitalism

Christina Elson, Executive Director del Center for the Study of Capitalism della Wake Forest University, ha condotto uno studio su cosa i Millennials e i Gen-Z americani pensano del capitalismo. Elson spiega che i giovani sostengono il “capitalismo della sicurezza”: «nel safety capitalism, gli imprenditori prevedono audacemente il futuro e traggono profitto dallo sviluppo di modi nuovi e migliori di fare le cose. La maggior parte dei giovani americani sostiene il quadro capitalistico che collega creatività, lavoro e ricompensa. Sono favorevoli alla proprietà privata, alla concorrenza, al profitto e al diritto di decidere come utilizzare la propria ricchezza, e questo aumenta con l’età. La maggior parte vede gli imprenditori e le piccole imprese come una forza positiva». Tuttavia, i giovani americani supportano anche misure come il reddito base universale e la redistribuzione, sono dubbiosi sul laissez-faire capitalista e considerano fondamentale un equilibrio tra libertà politica ed economica.

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