ET.DIRECTORIES - I PROTAGONISTI DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… fanno sostenibilità/ 98

12 Mag 2023
Directories Commenta Invia ad un amico
Una selezione dei protagonisti della sostenibilità che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. Una parte del mondo raccolto nelle ET.directories: Simone Gamberini, Frank Elderson, Mairead McGuinness, Sultan Ahmed Al Jaber, Giuseppe Ungherese

Nel corso delle ultime settimane, ETicaNews ha coinvolto o menzionato una serie di protagonisti del business sostenibile e responsabile. Di seguito, ne riportiamo alcuni, con una breve sintesi di ciò che hanno detto e delle posizioni che hanno espresso, con rimando al relativo articolo. Queste persone sono solo una minima parte delle centinaia di protagonisti che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO CON…

Simone Gamberini, presidente di Legacoop

INTERVISTA: Gamberini (Legacoop): «Viviamo gli Esg in modo bipolare»

In un’intervista a ETicaNews, Simone Gamberini, da inizio marzo presidente di Legacoop nazionale, racconta che le cooperative italiane vivono «in modo bipolare l’attuale fase di affermazione del modello Esg». Gamberini spiega che «le cooperative sono storicamente un attore economico che ha come funzione e missione l’interesse verso la comunità e l’ambizione al governo democratico dell’impresa», ma paradossalmente non vengono valorizzate dall’attuale sistema di metriche Esg. Il problema individuato dal presidente è duplice: la narrazione e i rating. «Oggi abbiamo necessità di trasformarci anche cambiando la narrazione, cioè nelle modalità di rappresentare ciò che siamo, raccogliendo i dati che rappresentano tutte le azioni che sviluppiamo verso la polis», ragiona. «Noi siamo ben convinti della nostra identità Esg, dobbiamo imparare a convincere gli altri». Sul secondo punto,  Legacoop ha aperto un tavolo di confronto direttamente con l’Efrag.

ABBIAMO PARLATO DI…

Frank Elderson, vicepresidente del Consiglio di vigilanza della Bce

ARTICOLO: Bce: banche Ue non pronte sul Pillar 3 Esg

La Banca centrale europea ha pubblicato la sua terza review annuale sulla disclosure dei rischi climatici e ambientali da parte delle banche dell’Ue. Emerge che nell’ultimo anno il reporting è migliorato nella quantità, ma la qualità delle informazioni è ancora troppo bassa. «Riconosciamo che le banche hanno fatto progressi, ma sono urgentemente necessari ulteriori miglioramenti», ha spiegato Frank Elderson, vicepresidente del Consiglio di vigilanza della Bce. Inoltre, solo il 6% degli istituti di credito europei è pronto per soddisfare tutti i requisiti degli Implementing Technical Standards sui rischi Esg del Pillar 3 dell’European Banking Authority, fatte proprie dalla Commissione Ue, che entreranno in vigore quest’anno. Elderson ha ribadito che l’Eurotower verificherà la conformità: «Regole di divulgazione più severe entreranno in vigore quest’anno. Se necessario, prenderemo le misure di vigilanza appropriate per garantire che le banche si conformino».

ABBIAMO PARLATO DI…

Mairead McGuinness, commissaria europea per i servizi finanziari

ARTICOLO: Sfdr, arrivano nuove linee guida dall’Ue

La Commissione ha pubblicato alcuni emendamenti alle linee guida che spiegano come interpretare il Sustainable Finance Disclosures Regulation. I chiarimenti arrivano dopo l’ondata di declassamenti di fondi Articolo 9 e rispondono alle domande sollevate sugli investimenti sostenibili dalle autorità europee di vigilanza. «L’Sfdr è il primo Regolamento a stabilire norme su come i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero divulgare le informazioni relative alla sostenibilità. L’applicazione dei requisiti del Sfdr rappresenta una sfida per l’industria e le autorità di regolamentazione e queste Q&A (domande e risposte) mirano a offrire una guida per facilitare la corretta implementazione delle regole», ha commentato la commissaria europea per i servizi finanziari, Mairead McGuinness. «Parallelamente, continueremo la nostra valutazione complessiva del Sfdr, focalizzandoci nel garantire la certezza del diritto, una maggiore applicazione e la mitigazione del greenwashing. Una consultazione pubblica è prevista per l’autunno».

ABBIAMO PARLATO DI…

Sultan Ahmed Al Jaber, ceo di Abu Dhabi National Oil Company e presidente della Cop28

ARTICOLO: Un ceo dell’oil spinge Cop28 verso i promessi 100 mld $

Sultan Ahmed Al Jaber, ceo del gigante petrolifero statale Abu Dhabi National Oil Company e presidente designato della Cop28, ha definito un’agenda per “potenziare” i finanziamenti globali per il clima e raggiungere finalmente i 100 miliardi di dollari promessi per aiutare i Paesi più poveri ad adattarsi al cambiamento climatico, un obiettivo che è sfuggito ai suoi predecessori. «In una transizione energetica pragmatica, giusta e ben gestita, dobbiamo concentrarci sull’eliminazione graduale delle emissioni di combustibili fossili e sull’introduzione graduale di alternative a zero emissioni di carbonio praticabili ed economicamente accessibili», ha dichiarato Al Jaber. «Dobbiamo potenziare i finanziamenti per il clima, rendendoli più disponibili, più accessibili e più convenienti per promuovere la realizzazione di tutti i pilastri del clima. I settori pubblico, multilaterale e privato devono essere mobilitati in modi nuovi e innovativi sulla questione critica dei finanziamenti per il clima».

ABBIAMO PARLATO DI…

Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia

ARTICOLO: Greenpeace accusa il fast fashion di greenwashing

In un nuovo rapporto, che controlla la veridicità delle informazioni riportate nelle etichette dei capi d’abbigliamento di noti marchi internazionali, Greenpeace Germania lancia un’accusa di greenwashing contro le aziende del fast fashion. «Oggi proliferano sul mercato vestiti che le stesse aziende del fast fashion etichettano come eco, green, sostenibili, giusti, ma il più delle volte è solo greenwashing. Si pubblicizza una sostenibilità inesistente mentre in realtà sono in costante aumento gli abiti fatti di plastica usa e getta derivante dal petrolio, non riciclabili e per lo più prodotti in condizioni di lavoro inaccettabili», ha commentato Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. Pochi i brand che hanno ottenuto buoni risultati tra tutte le aziende esaminate, accusate di evitare «di pubblicare informazioni che permettano di valutare l’effettivo impatto ambientale. Ciò genera confusione nelle persone, spinte a credere di acquistare prodotti sostenibili ma che in realtà non lo sono».

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