ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 48

11 Ott 2019
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Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: Schroders, Carbonsink, Accenture Strategy, Un Global Compact, Mit, Itinerari previdenziali

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e della finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DELl’indagine…

Schroders global investor study 2019 (Schroders)

ARTICOLO: Investimenti sostenibili, ancora distanza tra il dire e il fare

Oltre 25mila investitori provenienti da 32 Paesi del mondo sono stati coinvolti nell’indagine annuale di Schroders. I dati rilevano che, mentre il 29% degli investitori italiani (32% a livello globale) dichiara interesse e propensione verso gli investimenti sostenibili, soltanto il 12% (16% a livello globale) dà seguito alle intenzioni, scegliendo effettivamente soluzioni Esg. Ancor più contraddittorie risultano le dichiarazioni del 28% degli intervistati in Italia (25% a livello globale) che, pur dicendosi genericamente interessati al tema, non intendono investirci. Sono gli investitori che si considerano esperti/avanzati quelli che tendono a investire di più in modo sostenibile e quasi due terzi degli investitori italiani affermano che investirebbero di più in modo sostenibile a fronte di eventuali modifiche alla legislazione volte a incentivare questo tipo di investimenti.

ABBIAMO PARLATO del report…

La percezione del rischio climatico delle società quotate al Ftse Mib (Carbonsink)

ARTICOLO: Aziende italiane alla prova carbon risk

Carbonsink ha pubblicato un report in cui valuta la rendicontazione di informazioni legate al rischio climatico delle imprese quotate sul Ftse Mib. L’analisi prende in considerazione cinque aree tematiche di rendicontazione connesse al climate risk: governance, strategia, gestione del rischio, metriche e obiettivi (i quattro elementi chiave individuati dalla Tcfd) e climate advocacy (che riguarda la sensibilizzazione degli stakeholder). Per ogni area, Carbonsink ha assegnato un punteggio qualitativo sviluppato su tre livelli (sì, no, parzialmente) che valuta la qualità delle informazioni rendicontate e pubblicamente disponibili. Dai risultati, emerge una lacuna generale nella disclosure che riguarda l’analisi dei rischi e la strategia delle aziende. Si riscontrano valutazioni basse anche per l’area inerente all’analisi dei rischi, mentre è più positivo il quadro tracciato sulla rendicontazione delle metriche e sull’integrazione dei climate risk nella governance aziendale.

ABBIAMO PARLATO delLa ricerca…

The Decade to Deliver: A Call to Business Action (Accenture Strategy e United Nations Global Compact)

ARTICOLO: Accenture, meno della metà dei ceo spinge sulla sostenibilità

Uno studio realizzato da Accenture Strategy e dal Global Compact delle Nazioni Unite analizza il contributo delle aziende al raggiungimento degli Obiettivi Onu al 2030 (SDGs) e, nello specifico, indaga l’atteggiamento dei Ceo riguardo a sostenibilità e sfide globali. La ricerca raccoglie le intuizioni di oltre mille amministratori delegati delle principali organizzazioni globali. Ed emergono dati interessanti: soltanto il 21% dei Ceo ritiene che le imprese stiano svolgendo un ruolo fondamentale nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità; il 71% afferma che le imprese dovrebbero impegnarsi di più per avere un ruolo cruciale; eppure, la quasi totalità dei Ceo (99%) concorda nell’affermare che l’attenzione alla sostenibilità sia fondamentale per il successo della propria azienda.

ABBIAMO PARLATO DELLo studio…

Aggregate Confusion: The Divergence of Esg Ratings (Mit Sloan School of Management)

ARTICOLO: Rating Esg, il Mit spiega la divergenza

Lo studio del Mit Sloan di Cambridge, business school del Massachusetts Institute of Technology, rileva la discrepanza fra le valutazioni assegnate nel 2014 da cinque provider Esg: Kld, Sustainalytics, Vigeo-Eiris, Asset4 e RobecoSam. La correlazione fra i rating attribuiti allo stesso titolo dalle diverse agenzie è stata, in media, pari a 0,61: un valore piuttosto basso, se confrontato con la correlazione pari a 0,99 fra i rating di credito forniti da Moody’s e S&P. Il gruppo di ricerca del Mit, dopo aver verificato la divergenza, ha cercato di spiegare anche l’origine di questa bassa correlazione e ha identificato tre cause principali: la differenza degli aspetti Esg selezionati come rilevanti da ogni agenzia provoca una «scope divergence» che da sola spiega il 44% della differenza fra i rating; la «weight divergence», ossia la differenza fra i pesi che il provider assegna ai diversi attributi selezionati, che incide di appena il 3% ; mentre la «measurement divergence» su uno stesso attributo che può essere valutato utilizzando differenti tipologie di indicatori, provenienti da diverse fonti, pesa per il 53% della differenza nei punteggi.

ABBIAMO PARLATO dell’indagine…

Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2018 (Itinerari previdenziali)

ARTICOLO: Quanto sono Sri le pensioni italiane?

I parametri ambientali, sociali e di governance (Esg) fanno il loro ingresso nell’analisi dedicata alle scelte di investimento degli istituzionali italiani. Giunto alla sesta edizione, il report realizzato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari previdenziali, fornisce un quadro di insieme sul numero di operatori, aderenti, asset in gestione, composizione e diversificazione dei patrimoni dell’universo previdenziale nel nostro Paese. Al centro dell’analisi della realtà indipendente che, da un decennio, opera in formazione e ricerca nel settore previdenziale, in particolare i fondi pensione negoziali, quelli preesistenti, le casse di previdenza e le fondazioni di origine bancaria. L’analisi ha riguardato 55 soggetti (16 fondi pensione negoziali, 17 preesistenti, 13 casse di previdenza e nove fondazioni di origine bancaria) a cui è stato somministrato un questionario di 44 domande suddivise in due parti: una incentrata sulle caratteristiche dell’ente e una focalizzata sui suoi «comportamenti Esg».

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