ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 50

29 Nov 2019
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Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: EcoAct; One Ocean Foundation, Sda Bocconi, McKinsey & Company e Csic; ETicaNews e Anasf; Cdp, Cdsb, Gri, Iirc e Sasb; Pwc

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e della finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DELla classifica…

The sustainability reporting performance of the Ftse 100 (EcoAct)

ARTICOLO: Sostenibilità in Borsa, Londra è ultima

Resta alto il divario fra le aziende leader in sostenibilità e quelle ancora indietro nell’implementare adeguate misure e strategie di business. E questo abbassa pericolosamente la media anche dei listini più virtuosi: quello di Londra, ad esempio, finisce dietro Usa, Spagna e Francia. Il quadro emerge dalla classifica annuale “The sustainability reporting performance of the Ftse 100” di EcoAct, pubblicata lo scorso 25 settembre. Giunto alla sua nona edizione, lo studio della società di consulenza analizza i dati pubblici sulla sostenibilità ambientale (bilanci, rapporti di sostenibilità e altre fonti aperte) provenienti dalle società Ftse 100, in base a quattro aree tematiche di riferimento: misurazione e reporting; strategia e governance; target e riduzione; engagement e innovazione. I punteggi ottenuti dalle principali società quotate sul London Stock Exchange variano dall’1 all’87% del massimo ottenibile, fotografando quindi una situazione molto eterogenea.

ABBIAMO PARLATO del Report…

Business for Ocean Sustainability (One Ocean Foundation, Sda Bocconi, McKinsey & Company, Csic)

ARTICOLO: Quale impatto sui mari? Aziende ignoranti

Se la Blue Economy fosse un Paese, con i suoi 3mila miliardi di euro di valore complessivo, sarebbe la settima economia più grande al mondo. Solo il Mar Mediterraneo favorisce lo sviluppo di un fatturato annuo dei settori legati al mare stimato in 386 miliardi di euro, con 205 milioni di valore aggiunto lordo e circa 4,8 milioni di posti di lavoro. Tuttavia, le pressioni dirette e indirette generate dalle attività produttive stanno mettendo fortemente a rischio la salute dei mari. E la cosa più grave è che oltre la metà di queste attività produttive non sono consapevoli del proprio impatto sull’universo “blu”. Il report Business for Ocean Sustainability, focalizzato proprio sul Mar Mediterraneo, evidenzia come il 44% delle oltre 220 aziende nazionali e internazionali, startup, associazioni e Ong coinvolte sia inconsapevole e inattivo. Nel complesso, solo il 35% dell’impatto è conosciuto.

ABBIAMO PARLATO delLa ricerca…

SRI: il coinvolgimento consulente-cliente (ETicaNews e Anasf)

ARTICOLO:  Consulenti, balzo di conoscenza Esg

Il consulente finanziario sembra approdato alla fase della consapevolezza “positiva” sugli Esg. O, quanto meno, alla fase in cui punta a quella consapevolezza, in quanto deve comunque convivere con un tangibile gap di informazione e di formazione. È questa l’interpretazione che emerge da una prima analisi della ricerca “SRI: il coinvolgimento consulente-cliente”, realizzata da ETicaNews e Anasf attraverso l’osservatorio mensile Anasf Real Trend e presentata in occasione della conference di chiusura del Salone SRI 2019. Il concetto di una consapevolezza positiva si confronta con quello opposto, di consapevolezza “negativa”, che aveva caratterizzato la ricerca un paio d’anni fa, quando diverse percentuali erano peggiorate, in seguito alla scoperta che parlare di Sri significava qualcosa di più complesso del previsto. La complessità, dunque, aveva agito da fattore negativo dell’entusiasmo Sri.

ABBIAMO PARLATO DEL report…

Driving Alignment in Climate-related Reporting (Cdp, Cdsb, Gri, Iirc e Sasb)

ARTICOLO: Reporting, verso uno standard unico?

L’allineamento tra i vari standard di reporting sulla disclosure riguardante il climate change è migliore delle attese. Tuttavia, per gli stakeholder non è ancora immediata la comprensione sul grado di interconnessione e di complementarietà tra i vari standard nel fornire un supporto efficiente alla rendicontazione aziendale. Inoltre, nell’attuale caos di mercato gli stakeholder hanno avanzato l’esigenza di maggiore chiarezza, attuabile sia attraverso un framework/standard unico sia esplicitando meglio le interconnessioni tra gli standard esistenti. La direzione pare ben segnalata, ma non è a portata di mano e sarà un processo lungo e laborioso. Questo è quanto emerso dal report Driving Alignment in Climate-related Reporting, nel quale Cdp (Carbon Disclosure Project), Cdsb (Climate Disclosure Standards), Gri (Global Reporting Initiative), Iirc (International Integrated Reporting Council) e Sasb (Sustainability Accounting Standards Board) sono stati coinvolti in un lavoro di mappatura dei loro framework in tema di climate change e in relazione ai principi, raccomandazioni e metriche della Task force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd).

ABBIAMO PARLATO della ricerca…

PwC Millennials vs Generation Z 2019 (Pwc)

ARTICOLO: Csr? I Millennial la leggono sui social

C’è un legame sempre più solido tra giovani, nuovi media e sostenibilità. Il messaggio è emerso in modo chiaro da una ricerca di Pwc presentata al 24° Summit Pambianco-Deutsche Bank, secondo la quale il 90% dei giovani italiani (i Millennial e la Generazione Z) pagherebbe un premium price per prodotti fashion etici e sostenibili. La soglia critica sembra essere quella di un sovrapprezzo del 5%, capace di convincere circa la metà degli intervistati. Inoltre, il 28% dei Millennial e oltre il 40% dei GenZ sono «Attivisti Personal & PlanetaryHealth»: riconoscono P&PH come driver prioritari nelle scelte d’acquisto. Questo si traduce in altri numeri molto indicativi: il 29% cerca prodotti eco; il 25% brand “rispettosi” dell’ambiente; addirittura il 24% comincia a scegliere prodotti tracciabili (dei quali, cioè, sia possibile avere uno storytelling del percorso di produzione e vendita).

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