ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 53

6 Mar 2020
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Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: Kpmg, Aima, Caia e Create-Research, Esma, Università di Tilburg, Eba e Accountancy Europe

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e della finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DEL Report…

Sustainable investing: fast forwarding its evolution (Kpmg, Aima, Caia e Create-Research)

ARTICOLO: Gli istituzionali vogliono hedge fund Esg

L’evoluzione, in corso e futura, dei parametri di sostenibilità nel complesso mondo degli investimenti alternativi è al centro del report “Sustainable investing: fast forwarding its evolution” frutto di una collaborazione tra Alternative Investment Management Association (Aima), Chartered Alternative Investment Analyst Association (Caia), Create Research e Kpmg. Il report analizza le risposte a una survey che ha coinvolto 135 investitori istituzionali, gestori di hedge fund e gestori long-only, con un patrimonio complessivo di 6.250 miliardi di dollari in 13 Paesi. Emerge una crescita incrementale degli Esg (environmental, social and governance) nel settore, supportata da un’attenzione del mercato in rapida ascesa. L’84% dei gestori di hedge fund ha registrato un aumento di interesse verso gli investimenti sostenibili nell’ultimo anno, con oltre la metà (58%) che lo cita come “aumento significativo”, mentre il 16% non ha rilevato alcun cambiamento. Ma la vera notizia è che nessun gestore di hedge fund dichiara un calo di interesse.

ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…

Trends, Risks and Vulnerabilities (Esma)

ARTICOLO: Esma: Esg un freno allo short-termism

L’Autorità europea di controllo dei mercati (European Securities and Markets Authority – Esma) nell’ultimo report “Trends, Risks and Vulnerabilities”, dedica una parte consistente dell’analisi alla sostenibilità sia in termini di valutazione sia in termini di analisi dei rischi. In particolare, Esma dichiara di assistere a una crescita del mercato finanziario sostenibile, e individua nell’integrazione massiccia dei fattori Esg all’interno delle strategie di investimento un possibile argine allo short-termism. Alla base di questo incremento, l’Authority vede da un lato il tentativo di massimizzare le ricadute sociali degli investimenti, dall’altro l’utilizzo dei temi sostenibili per proteggersi dal rischio o individuare nuove opportunità di investimento, e  concentra l’attenzione su due settori: quello delle obbligazioni verdi e quello del mercato azionario.

ABBIAMO PARLATO dello studio…

Esg performance and disclosure: a cross-country analysis (Università di Tilburg)

ARTICOLO: Esg, se la disclosure conta più del rating

Uno studio franco-olandese, pubblicato a fine dicembre dall’Università di Tilburg, ha analizzato la relazione fra disclosure e rating Esg. Il working paper, dal titolo “Esg performance and disclosure: a cross-country analysis”, ha messo a confronto nel periodo 2015-2018 la quantità di informazioni non finanziarie rendicontate dalle aziende, misurata dal Bloomberg Esg disclosure score (che esamina il livello di disclosure senza considerare le performance) con i ranking Esg elaborati da Sustainalytics. Il campione comprende sei Paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Australia e Giappone), ed è composto da 4.476 società con capitalizzazioni di mercato superiori a 700 milioni di dollari. I risultati rivelano che le due misure sono fortemente correlate ma, sorprendentemente, la prima incide sulla riduzione del rischio più della seconda. Nessun effetto è stato invece riscontrato sul rendimento.

ABBIAMO PARLATO DELla Survey…

Sustainable finance market practices (Eba)

ARTICOLO: Banche Ue: lo Sri cresce, ma non sfonda

Secondo le banche europee, la finanza sostenibile è destinata a crescere nei bilanci degli istituti. Ma meno di quanto ci si potrebbe aspettare. A rivelarlo è il rapporto “Sustainable finance market practices”, pubblicato dall’European banking authority (Eba) lo scorso gennaio. I primi risultati dello studio, che analizza i dati raccolti dall’Authority con il suo “Risk assessment questionnaire” semestrale (62 istituti rispondenti), evidenziano come il 22% degli analisti nelle banche intervistate sia convinto che la percentuale di attività e passività green detenute in bilancio aumenterà durante il prossimo anno, mentre la maggioranza, ben il 72%, si aspetta soltanto un leggero aumento. Un altro 6% prevede invece che gli asset verdi andranno addirittura a diminuire nel corso del 2020.

ABBIAMO PARLATO del rapporto…

Interconnected standard setting for corporate reporting (Accountancy Europe)

ARTICOLO: Dnf, gli standard dei commercialisti Ue

International non-reporting standards board: un coordinamento globale per armonizzare gli standard di rendicontazione non finanziaria (dal Gri a Sasb) e connetterli con quelli finanziari. È questa la proposta, ambiziosa, formulata da Accountancy Europe nel suo ultimo rapporto “Interconnected standard setting for corporate reporting”, pubblicato lo scorso dicembre. La federazione dei commercialisti europei, che riunisce 51 organizzazioni professionali nazionali (fra le quali il Consiglio nazionale dei commercialisti italiani), si posiziona in maniera netta nel dibattito sulla standardizzazione della disclosure: «Cambiamenti climatici, degrado ambientale, diritti umani e squilibri sociali» sono al centro dell’attenzione di aziende, investitori, policy maker e società civile. «Centinaia di framework e standard di rendicontazione, oltre che regolamenti legislativi», mirano a rendere pubblicamente disponibili le informazioni relative a questi problemi. Tuttavia, prosegue il report, il proliferare di iniziative eterogenee sulla disclosure non finanziaria, non coordinate fra loro, «sta generando confusione e aumentando le potenzialità di greenwashing».

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