ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 82

8 Apr 2022
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Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: InfluenceMap, Global Standard on Responsible Climate Lobbying project, Assonime, Esma, Douglas Farquhar

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e della finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…

Finance and Climate Change” (InfluenceMap)

ARTICOLO: Clima, troppo “fumo” dai big della finanza

Le attività di finanziamento e di lobbying delle grandi istituzioni della finanza non sono allineate con gli obiettivi e gli impegni in materia di clima dichiarati dal settore. A bocciare le big finanziarie è InfluenceMap, think tank indipendente che analizza come le imprese e la finanza stanno influenzando la crisi climatica. Nel report “Finance and Climate Change”, l’organizzazione valuta le 30 maggiori istituzioni finanziarie quotate al mondo. Dalla ricerca emerge una chiara disconnessione tra gli obiettivi e le azioni, concreti e a breve termine, necessarie per affrontare l’emergenza climatica e gli obiettivi, limitati e a lungo termine, attualmente fissati dal settore finanziario. Solo 11 su 30 hanno stabilito obiettivi concreti e affidabili per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030. Tutte sono membri di associazioni industriali che hanno esercitato pressioni per indebolire le politiche finanziarie sostenibili. Solo sette hanno in programma di uscire dal business del carbone termico e solo quattro si sono impegnate a ridurre la loro esposizione a petrolio e gas entro il 2025.

ABBIAMO PARLATO DELLO STANDARD…

Responsible climate lobbying: The global standard” (Global Standard on Responsible Climate Lobbying project)

ARTICOLO: Uno standard per la lobbying responsabile sul clima

Un gruppo di investitori ha pubblicato il Global Standard on Responsible Climate Lobbying (Rcls), un nuovo piano d’azione in 14 punti per intensificare la pressione sulle lobby aziendali sul clima. Il nuovo standard esorta le aziende a impegnarsi in una lobbying responsabile sul clima, a rivelare il sostegno dato ai gruppi commerciali che fanno lobbying per loro conto e ad agire se ciò è contrario agli obiettivi climatici globali stabiliti dall’Accordo di Parigi. Il network di investitori dietro all’iniziativa, che lavora con oltre 3.800 membri e rappresenta oltre 130 trilioni di dollari di asset, ha anche avvertito le aziende che non si atterranno al piano che rischiano di veder sottoposte le proprie azioni al voto degli azionisti nelle assemblee. Il Rcls è stato sviluppato dal regime pensionistico svedese Ap7, Bnp Paribas Asset Management e il Church of England Pensions Board. Inoltre, è sostenuto da gruppi di investitori che sostengono che le lobby che hanno cercato di ritardare, diluire o bloccare l’azione per il clima da parte dei governi sono contrarie ai loro interessi.

ABBIAMO PARLATO DEL MONITORAGGIO…

Il monitoraggio di Assonime” (Assonime)

ARTICOLO: Ecco chi dialoga con gli azionisti (con policy)

Sono 94 le aziende che hanno pubblicato la propria policy per il dialogo con gli azionisti secondo il monitoraggio di Assonime. L’Associazione tra le società italiane per azioni ha avviato un anno fa, a marzo 2021, l’Osservatorio sulle Politiche di Dialogo con gli Azionisti, aperto alla partecipazione di tutte le società che aderiscono o intendono aderire al Codice di Corporate Governance. Il Codice, aggiornato nel gennaio 2020 ed in vigore nella nuova versione dall’esercizio 2021 (con rendicontazione nel 2022), ha infatti affidato all’organo di amministrazione il compito di promuovere il dialogo della società con gli azionisti e gli altri stakeholder rilevanti. A luglio 2021 Assonime ha pubblicato le Linee guida per le politiche di engagement delineando i ruoli e le responsabilità nella definizione della politica e nella gestione del dialogo in coerenza con le funzioni e i compiti che il Codice attribuisce ai diversi attori del sistema di governance. A marzo 2022, l’Associazione ha esaminato il framework Assogestioni sull’engagement tra investitori e consiglieri.

ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…

ESMA report on trends, risks and vulnerabilities No.1 2022” (Esma)

ARTICOLO: Più rischio inflazione per i fondi Esg

La composizione dei portafogli dei fondi può essere utilizzata per prevedere la performance futura. I fondi Esg, con più growth stocks rispetto alle value, dovrebbero essere svantaggiati in un mercato di maggiore inflazione e aumento dei tassi di interessi, rispetto alle controparti tradizionali. La previsione arriva da un report dell’European Securities and Markets Authority (Esma), la Consob europea, in un capitolo del suo recente studio “ESMA report on trends, risks and vulnerabilities No.1 2022”, questi risultati suggeriscono che «gli attuali sviluppi di mercato potrebbero creare un clima più favorevole per i fondi non-Esg». Confrontando 1.400 fondi azionari large cap europei, Esg e non, Esma ha misurato una esposizione media alle growth stocks simile, rispettivamente del 24,6% e del 23,6%, contro un’esposizione maggiore verso le value stocks nei fondi tradizionali, 30,4 per centro, rispetto al 22,1% dei fondi sostenibili. Anche la composizione settoriale dei portafogli può influenzare la loro performance.

ABBIAMO PARLATO DELL’ANALISI…

Shifting the emphasis to the Social factor in ESG” (Douglas Farquhar)

ARTICOLO: I social bond battono i “tradizionali”

I social bond, a parità di maturità e rating, hanno mediamente uno yield dell’1,03%, contro un 0,66% dei bond tradizionali. È quanto emerge dallo studio “Shifting the emphasis to the Social factor in ESG”, presentato ieri da Douglas Farquhar, Client Portfolio Manager di Nn Ip, in occasione di un press event internazionale. L’analisi mette a confronto l’indice iBoxx Euro Social Bond dei social bond con il Bloomberg Euro Aggregate Index di quelli tradizionali. Emerge il vantaggio di rendimento delle obbligazioni sociali rispetto a quelle tradizionali. Lo yield maggiore dei social bond rispetto ai tradizionali porta poi a riflettere sul confronto con i green bond. In base a queste indicazioni, i social bond avrebbero ancora un vantaggio di rendimento rispetto ai green bond. Lo studio mostra anche come l’esplosione dei social bond sia avvenuta nel 2020, con il passaggio degli investimenti da circa 20 a 130 miliardi di euro. In generale, Nn Ip si aspetta che il mercato cresca a quota 200 miliardi di euro entro fine 2022.

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