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Rassegna stampa aumentata ESG/ 458
La “Rassegna stampa aumentata ESG” di ETicaNews, è un resoconto di analisi e commenti, principalmente orientato a livello internazionale, che punta la lente su alcuni dei principali snodi dell’informazione sui temi di sostenibilità negli ultimi sette giorni. Dando la precedenza agli argomenti su cui l’attenzione di ETicaNews è costante.
omnibus, commissione “denunciata” all’Ombudsman ue
- OGGETTO – Un gruppo di cinque organizzazioni ambientaliste ha presentato un reclamo al Mediatore Europeo contro la Commissione europea per la revisione delle norme in materia di acque
- DATA – 8 settembre 2026
- FONTE – EU faces complaint over plan to simplify more environmental laws
- PAROLE CHIAVE: World Wildlife Fund, l’European Environmental Bureau, organizzazioni ambientaliste, Mediatore Europeo, Commissione europea, normative verdi, acque, cattiva amministrazione, omnibus, imprese
Il World Wildlife Fund, l’European Environmental Bureau e altre tre organizzazioni ambientaliste hanno presentato un reclamo al Mediatore Europeo contro la Commissione europea. Il reclamo presentato all’organo di controllo indipendente dell’Ue riguarda il piano di Bruxelles di revisionare, nel corso dell’anno, la principale normativa Ue in materia di acque. I gruppi accusano l’esecutivo Ue di star procedendo alla revisione delle norme sulla tutela e la gestione delle acque senza aver raccolto prove sufficienti né consultato le parti interessate. Secondo l’accusa, tale mancanza configura un caso di cattiva amministrazione. La mossa rientra in una serie di iniziative intraprese da gruppi ambientalisti per ostacolare i tentativi dell’Unione europea di semplificare e ridimensionare le politiche verdi e sostenibili nell’ambito della cosiddetta strategia “omnibus”, in risposta alle lamentele delle imprese, secondo le quali le normative sono eccessivamente onerose e penalizzano la competitività.
reporting, londra prepara il taglio dei requisiti
- OGGETTO – Il Regno Unito ha lanciato una profonda revisione del sistema di rendicontazione per le società, riducendo drasticamente le informazioni non finanziarie su cui vige l’obbligo di riferire e il numero di società tenute a farlo
- DATA – 7 settembre 2026
- FONTE – UK Proposes Major Overhaul of Corporate Sustainability Reporting Requirements
- PAROLE CHIAVE: Regno unito, consultazione, reporting, aziende, disclosure finanziaria, informazioni non finanziarie, ambiente, diritti umani, responsabilità sociale
Il governo del Regno Unito ha annunciato l’avvio di una profonda revisione del sistema di rendicontazione per le società, che prevede modifiche sostanziali ai requisiti di disclosure non finanziaria. La nuova consultazione delinea una vasta serie di proposte con l’obiettivo di semplificare e modernizzare il quadro normativo che disciplina il reporting aziendale, sostenere la crescita e a rafforzare la competitività del Paese. Tra le misure proposte c’è l’eliminazione dell’obbligo di riferire sulle questioni ambientali, sull’impatto dell’attività aziendale sull’ambiente, sulla diversità della forza lavoro, sulle tematiche sociali e sul rapporto con la comunità, sulla responsabilità sociale, sulla tutela dei diritti umani e sulla prevenzione della corruzione, a meno che l’informazione non sia finanziariamente rilevante. Il governo sta anche valutando di modificare il numero di società tenute a fornire informazioni non finanziarie, introducendo una nuova soglia dimensionale per le imprese di grandissime dimensioni.
rating esg, 109 fornitori in attesa di autorizzazione
- OGGETTO – L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha ricevuto richieste di autorizzazione da 109 società per la distribuzione di rating Esg nell’Ue
- DATA – 10 settembre 2026
- FONTE – More than 100 ESG rating firms seek EU authorisation
- PAROLE CHIAVE: Esma, rating Esg, Ue, autorizzazione, fornitori, S&P Global, London Stock Exchange Group, Iss Stoxx, RepRisk, Bloomberg, Cdp, BeZero Carbon, Glass Lewis, Global Canopy, Equileap, Climate Arc, EcoVadis
L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) ha ricevuto richieste di autorizzazione da 109 società per la distribuzione di rating Esg nell’Ue, ai sensi del nuovo quadro normativo entrato in vigore il 2 luglio. Ora i fornitori devono comunicare all’Esma l’intenzione di richiedere l’autorizzazione prima di presentare la domanda ufficiale, entro la scadenza del 2 novembre. Il rilascio delle autorizzazioni è previsto nel corso del 2026 e del 2027. Un primo elenco di società richiedenti, pubblicato a luglio, indicava 12 fornitori. Nell’elenco più recente figurano importanti operatori quali S&P Global, London Stock Exchange Group, Iss Stoxx, RepRisk, Bloomberg, la divisione a scopo di lucro di Cdp, BeZero Carbon, Glass Lewis, Global Canopy, Equileap, Climate Arc ed EcoVadis. L’Italia è in testa alla classifica dei richiedenti, con 25 società, pari a quasi un quarto del totale, seguita dalla Germania con 18 società e dalla Francia con 13. 19 società provengono da Paesi terzi extra Ue.
Fattore climatico, le banche chiedono più trasparenza alla bce
- OGGETTO – La decisione della Banca centrale europea di tenere conto degli impatti del cambiamento climatico sulle attività che le banche offrono in garanzia sta incontrando resistenze a causa della mancanza di trasparenza
- DATA – 9 settembre 2026
- FONTE – ECB Faces Pushback as Climate-Risk Formula Hits Collateral
- PAROLE CHIAVE: Bce, rischio climatico, garanzie, banche, liquidità, cambiamento climatico, obbligazioni, crediti, rischi di transizione, rischi fisici
La Banca centrale europea sta incontrando resistenze riguardo alla decisione di non rendere pienamente noti i criteri di calcolo del rischio climatico delle garanzie utilizzate dalle banche per accedere alla sua liquidità, dopo aver deciso di tenere conto degli impatti del cambiamento climatico sulle attività che le banche offrono in garanzia. La Bce sta estendendo l’applicazione del cosiddetto “fattore climatico” a una gamma più ampia di categorie: oltre alle obbligazioni societarie, anche ai crediti, che rappresentano quasi il 30% del totale delle garanzie costituite nell’Eurosistema. La decisione, che entrerà in vigore alla fine del prossimo anno, comporta per le banche la possibilità di subire un ulteriore riduzione del valore delle garanzie depositate, fino al 5 per cento. Per il momento, il calcolo riguarda solo i cosiddetti rischi di transizione, ma la banca centrale riesaminerà costantemente l’ambito di applicazione e potrebbe prendere in considerazione anche il rischio climatico fisico dei debitori.
Usa, carbone in calo come fonte energetica
- OGGETTO – Il declino del carbone come fonte energetica negli Stati Uniti si sta accentuando
- DATA – 10 settembre 2026
- FONTE – Donald Trump’s US coal revival push fails to reverse fuel’s long decline
- PAROLE CHIAVE: Carbone, Stati Uniti, energia, Donald Trump, rinnovabili, gas naturale, elettricità
Il declino del carbone come fonte energetica negli Stati Uniti si sta accentuando, nonostante i tentativi del presidente Donald Trump di rilanciarlo. I gestori degli impianti stanno continuando a ridurre l’attività delle unità più datate, mentre fonti concorrenti più economiche, come le rinnovabili e il gas naturale, stanno guadagnando quote di mercato. Secondo i dati della Us Energy Information Administration, nel primo semestre del 2026, la produzione di elettricità da carbone è diminuita dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’agenzia ha previsto che il calo proseguirà, sebbene a un ritmo più lento, per il resto dell’anno e per il 2027, quando la produzione da carbone scenderà rispettivamente del 4% e del 3 per cento. Il trend va avanti da decenni: la quota del carbone nel mix di generazione elettrica degli Usa è passato dal 52% del 1990 al 17% del 2025. Per invertire la tendenza, Trump ha firmato due ordini esecutivi per sostenere il settore, ha ospitato numerosi eventi alla Casa Bianca con dirigenti dell’industria e minatori, ha prorogato la vita operativa di sette impianti destinati alla chiusura e ha aperto nuove aree pubbliche all’attività estrattiva.
clima, le aziende non hanno dati sufficienti
- OGGETTO – Secondo un’indagine condotta da Capgemini e Sweep, il 94% delle aziende ha subito perdite legate al clima negli ultimi due anni, ma il 79% dichiara di non disporre dei dati necessari per rafforzare la propria strategia aziendale
- DATA – 10 settembre 2026
- FONTE – Firms failing to address climate losses due to data shortfalls, survey finds
- PAROLE CHIAVE: Capgemini, Sweep, perdite, clima, aziende, dati, sostenibilità, fornitori, emissioni Scope 3
Secondo un’indagine condotta da Capgemini e Sweep, il 94% delle aziende ha subito perdite legate al clima negli ultimi due anni, ma il 79% dichiara di non disporre dei dati necessari per rafforzare la propria strategia aziendale. Il sondaggio ha coinvolto mille dirigenti aziendali di alto livello appartenenti a cinque settori: energia, scienze della vita, manifatturiero, vendita al dettaglio e trasporti. Il 36% degli intervistati ha concordato pienamente sul fatto che i propri dati sulla sostenibilità siano insufficienti, in aumento rispetto al 17% registrato nel 2024. Il 34% ha dichiarato di aver integrato i dati sulla sostenibilità nei processi di pianificazione, finanza e approvvigionamento. Tra i principali ostacoli infrastrutturali all’integrazione dei dati sulla sostenibilità figurano la incompletezza dei dati relativi ai fornitori e alle emissioni Scope 3. Solo il 18% delle imprese raccoglie informazioni sulla sostenibilità esclusivamente in modo manuale, mentre il 44% ha affermato di utilizzare l’intelligenza artificiale per la raccolta dei dati.
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