ESG.litigation - Accusata di "discriminare i bianchi"
Respinta la causa anti-Dei contro Starbucks
Una Corte distrettuale degli Stati Uniti ha respinto la causa intentata dal Procuratore Generale repubblicano del Missouri contro Starbucks per le sue politiche di diversità , equità e inclusione (Dei).
Il caso
L’11 febbraio 2025, l’allora Procuratore Generale del Missouri, Andrew Bailey, ha citato in giudizio Starbucks presso il tribunale distrettuale del Missouri con l’accusa di discriminazione, sostenendo che le politiche Dei erano usate dal gigante del caffè come pretesto per discriminare sistematicamente e illegalmente in base a razza, genere e orientamento sessuale. Le vittime di queste pratiche discriminatorie sarebbero stati i dipendenti bianchi, maschi ed eterosessuali.
Il Procuratore dello Stato a guida repubblicana ha argomentato che le politiche Dei di Starbucks violano le leggi che vietano la discriminazione razziale, come il Titolo VII del Civil Rights Act del 1964. Secondo la causa, la multinazionale statunitense avrebbe applicato pratiche di assunzione basate sulla razza e sul sesso, segregato illegalmente i dipendenti e fornito ulteriori prospettive di formazione e di avanzamento professionale solo ai gruppi preferiti in base ai criteri di razza, genere e orientamento sessuale. La società è stata anche accusata di impiegare un sistema di quote per garantire che il proprio consiglio di amministrazione avesse una varietà di background etnici.
In particolare, la causa si è concentrata sui programmi Dei lanciati da Starbucks nel 2020, tra cui figurano anche obiettivi rivolti alla rappresentanza di minoranze e donne nei ruoli aziendali e l’istituzione di programmi di tutoraggio tra i dipendenti di colore e i dirigenti senior dell’azienda.
Il querelante ha chiesto al tribunale di costringere Starbucks a porre fine alle presunte discriminazioni, a riassumere i dipendenti discriminati e a pagare danni non specificati.
La sentenza
Il 5 febbraio 2026, il tribunale distrettuale federale del Missouri ha respinto la causa per discriminazione, stabilendo che il Procuratore Generale del Missouri non è riuscito a provare le accuse e che «la discriminazione abbia effettivamente avuto luogo».
Nella sentenza, il giudice ha affermato che «non è chiaro dalla denuncia se alcun abitante dello Stato sia stato effettivamente danneggiato dalle pratiche» di Starbucks. La causa, infatti, «non indicava nemmeno un singolo residente del Missouri a cui mancavano «le caratteristiche razziali o sessuali preferite da Starbucks» e che di conseguenza avrebbe subito una discriminazione lavorando presso la catena di caffetterie o facendo domanda per un lavoro lì.
Inoltre, la corte ha sottolineato che le accuse del querelante erano «molto al di sotto» dello standard richiesto per far avanzare il caso per motivi costituzionali.
Le cause anti-Dei
La causa fa parte di una serie di azioni anti-Dei portate avanti negli ultimi anni dai politici repubblicani negli Stati Uniti. Ad aprire le porte a questo tipo di litigation è stata una sentenza della Corte Suprema nel 2023 che ha sanzionato l’uso di criteri di azione positiva basati sulla razza nelle ammissioni da parte dell’Università di Harvard. Il ritmo della campagna anti-Dei ha poi ripreso vigore dalla rielezione a presidente di Donald Trump che, subito dopo essere entrato in carica, ha firmato un ordine esecutivo che elimina la preferenza Dei nei contratti federali e richiede agli appaltatori di non impegnarsi in «illegali discriminazioni Dei».
L’ufficio del Procuratore Generale del Missouri ha dichiarato che lo Stato continuerà fare causa contro le aziende con pratiche di assunzione basate sulla razza e sul sesso.
Di recente, la Equal Employment Opportunity Commission, un’agenzia federale degli Stati Uniti, ha intentato un’azione legale contro Nike per discriminazione nei confronti dei dipendenti bianchi attraverso i programmi Dei, molto simile a quella intentata dal Missouri contro Starbucks.
Alessia Albertin
ET.litigation
