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Retail: rating Esg conta meno dei sentimenti

26 Feb 2026
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Secondo uno studio di Zew - Leibniz Centre, l'investitore retail si fa guidare meno dai rating Esg e più da convinzioni personali ed emozioni. Però, il “rumore” causato dalla divergenza tra rating influisce negativamente sugli investimenti e diminuisce la fiducia sul prodotto

Gli investitori retail non sembrano farsi guidare ciecamente dai numeri dei rating Esg: la maggior parte si affida più alle proprie convinzioni personali, alle emozioni e alle aspettative individuali, che ai rating di sostenibilità. Questi spunti emergono dal “Do Retail Investors Care About Esg Ratings?”, realizzato dagli economisti di Zew – Leibniz Centre for European Economic Research.

Lo studio si pone l’obiettivo di capire se i rating Esg (Msci e Lseg) e, soprattutto, la loro divergenza influenzino davvero le scelte di investimento dei privati, e per farlo i ricercatori hanno condotto un esperimento su un campione rappresentativo di 2025 investitori retail tedeschi.

SAI COSA SONO I RATING ESG?

Circa due investitori su tre dichiarano di possedere fondi azionari sostenibili, tuttavia il 45% non ha mai sentito parlare di rating Esg, mentre un altro 31% ne ha sentito parlare ma non sa cosa siano. Solo il sei percento dei retail incorpora attivamente i rating Esg nelle proprie decisioni di portafoglio. Secondo i ricercatori, «queste osservazioni suggeriscono che i rating Esg abbiano attualmente un valore limitato per gli investitori al dettaglio».

DIVERGENZA TRA RATING

Quando le agenzie di rating non concordano sulla sostenibilità di un investimento, l’effetto sugli investitori retail è negativo. Gli autori spiegano che «la divergenza dei rating Esg agisce come un segnale rumoroso di sostenibilità, riducendo la probabilità che un investitore scelga quel determinato fondo», ovvero, quando due rating Esg danno voti molto diversi a un prodotto, l’investitore medio percepisce incertezza e preferisce ritirarsi o investire meno. Tuttavia, lo studio evidenzia una differenza tra i profili degli investitori: chi ha già una forte esposizione ai temi Esg, o convinzioni radicate, è meno influenzato dalla divergenza dei rating Esg; al contrario, per gli investitori con minore esperienza, o con una sensibilità meno marcata, la divergenza aumenta scetticismo ed esitazione nell’investire in prodotti sostenibili.

CONVINZIONI ED EMOZIONI

Secondo i risultati, ciò che guida davvero gli investitori privati è un mix di fattori psicologici e previsioni economiche, con la maggioranza degli investitori retail che scelgono prodotti Esg perché credono che siano meno rischiosi o perché ne traggono una “utilità emotiva” (warm glow), indipendentemente da quanto accurato sia il rating Esg.

Secondo i ricercatori, i risultati del paper «hanno importanti implicazioni sia per la politica sia per la pratica: dal punto di vista normativo, una maggiore conformità e trasparenza nelle metodologie di rating Esg potrebbe contribuire a ridurre la confusione e migliorare il valore informativo dei rating per gli investitori al dettaglio; dal punto di vista pratico, le preferenze sociali e la credibilità percepita sono fattori chiave nelle decisioni di investimento sostenibile degli investitori al dettaglio, più dei rating Esg».

Alessandro Fenili

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