@salonesri/ Lfde: «I tre pilastri dell’impact investing»

ET.Pro
16 Mar 2021
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Le potenzialità dell’impact investing e la crescita del mercato dei Green Bond, ma anche la strategia degli Etf Esg e la conferma “empirica” della resilienza degli investimenti sostenibili. Sono alcuni dei temi toccati dai protagonisti della V edizione del @saloneSRI, che si è tenuta in versione reloaded il 24 novembre 2020, ai microfoni di ETicaNews nella serie “Pillole SRI. Cinque minuti con”.

In questo intervento Luc Olivier, Sri fund manager de La Financière De L’Échiquier (Lfde) spiega la strategia degli investimenti a impatto della società. «È importante sottolineare la possibilità di sviluppare sui mercati quotati strategie che generano un impatto positivo», sottolinea Oliver, che definisce i “tre pilastri” dell’investimento a impatto secondo Lfde. In primo luogo, alla base dell’investimento ci deve essere l’intenzionalità, «e a La Financière De L’Échiquier questa intenzione è sostenuta dal punteggio che attribuiamo a ogni società e che ci permette di definire e selezionare le aziende che generano un impatto positivo». Il secondo pilastro è quello della misurabilità, «partiamo dalla selezione delle aziende, dall’intenzione e cerchiamo poi di  misurare anno dopo anno l’impatto derivato dal nostro investimento. Ogni anno pubblichiamo un report annuale che tiene conto di  tutti gli impatti positivi delle società in cui investiamo». Il terzo pilastro dell’impact investing è infine rappresentato dalla addizionalità, «elemento che più degli altri fa la differenza in questo tipo di investimento – afferma Olivier –. Vogliamo infatti capire quali sia l’impatto aggiuntivo generato da ogni singolo euro investito in una società».

Guarda l’intervista completa

 

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