La presidenza belga non ha al momento fissato una data per l’adozione della direttiva. «Rimetteremo il voto in agenda - spiega una fonte diplomatica - non appena avremo la certezza di avere la maggioranza qualificata». Il rischio è di passare alla prossima legislatura
Venerdì è stata rimandata la votazione per evitare la bocciatura. La Germania ha preso una posizione contraria, poi altri Paesi hanno deciso l'astensione. A dicembre l'accordo politico sembrava aver spianato la strada alla direttiva. Che ora è tutta in salita
Il rischio affondamento della norma sulla due diligence segue il pasticcio di ottobre relativo agli Esrs, ma anche l'esito negativo della consultazione sulla disclosure finanziaria. C'è un malessere di base, ma anche una rischiosa amplificazione politica
Il Partito Liberale Democratico tedesco ha annunciato l’intenzione di forzare l’astensione della Germania al voto sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive al Consiglio dell’Ue del 9 febbraio. L'accordo di governo con i Verdi e i Socialdemocratici gliene dà il potere. Si teme che altri Paesi seguano l'esempio tedesco
È stato raggiunto un accordo tra Parlamento Ue e Consiglio sulla Csddd. Il settore finanziario sarà temporaneamente escluso dal campo di applicazione della direttiva, ma ci potrebbe essere un'eventuale futura inclusione. La decisione ha suscitato preoccupazioni da parte di diversi stakeholders
Continua la ricerca di un compromesso tra Parlamento e Paesi europei sulla proposta di direttiva relativa alla value chain. Il nodo da sciogliere resta l'inclusione della finanza. Aggiornamento a metà dicembre
Sembra ancora lontana l'intesa per la Corporate sustainability due diligence europea. Si cerca un compromesso in Consiglio, ma ci sono posizioni molto distanti sull'inclusione nella normativa del settore finanziario. La Francia convinta sul no. Attesa sui confronti di novembre
La mozione in Parlamento che mirava a stoppare Esrs e Csrd è stata respinta. Ma lascia strascichi profondi sulla credibilità dell'intera impalcatura, visto che i dubbi di fattibilità erano già emersi in estate. E visto che nel 2024 ci saranno le elezioni europee
Gli eurodeputati intervistati temono che l'iter non si chiuderà entro fine anno. Al centro dei negoziati, il tema della finanza. Ma anche quello che sembrava già superato, ossia l'estensione della norma all'intera value chain (e non solo alla supply chain)
Il segretario al Tesoro dichiara pubblicamente che gli Usa temono gli effetti della normativa Ue. Certo, c'è la pressione anti-Esg dei Repubblicani. Ma è impressionante la quota di imprese che Gs calcola sarà coinvolta dalle leggi europee sulla sostenibilità di filiera