Da paradiso fiscale a paradiso della sostenibilità. È forse un po’ presto per parlare di vera e compiuta metamorfosi. Ma il messaggio è pari a quello di una scoperta scientifica di rilievo storico: il Lussemburgo vuole proporsi come benchmark della «finanza sociale e inclusiva». Il segnale lanciato nei giorni scorsi dal Granducato
Cara classe dirigente, sulla sostenibilità proprio non ci siamo. È la denuncia lanciata dal Worldwatch Institute, organizzazione indipendente di Washington che da quarant’anni si occupa di monitorare la salute del globo. Il 29 aprile, l’istituto presenterà la sua pubblicazione annuale State of the world 2014.
Continua a essere una sfida complessa fornire una risposta compiuta alla domanda: che cos’è la corporate social reponsibility? Ci sono aspetti strategici che mutano, c’è un ambiente sociale che si evolve, ci sono analisi e teorie accademiche che, talvolta, si traducono in concreti passi avanti. Al contrario, talvolta è piuttosto
Fondazione Cariplo la scorsa settimana ha presentato un sondaggio che, pur nella sua semplicità, segna la direzione di quelle che dovrebbero essere le nuove scelte del Paese. In occasione del convegno “Horizon 2020 e altri fondi europei per il non profit e le imprese sociali”, la Fondazione è andata a sollecitare 1.500 organizzazioni
C’è voglia di credere alla finanza etica. E, in qualche modo, comincia a esserci la possibilità di farlo. Nell’ultima classifica “Rate the raters” di GlobeScan e SustainAbility (riportata nei giorni scorsi da greenbiz.com) emerge una tendenza piuttosto interessante. Le due organizzazioni, dal 2010, chiedono a un panel di 700
Enel ancora una volta all’avanguardia nelle iniziative di engagement. Enel, tuttavia, ancora una volta apparentemente incompleta nel salto mortale in avanti. Col rischio di sprecare un’altra ottima idea. Nei giorni scorsi, il colosso energetico guidato da Fulvio Conti ha presentato il progetto Eidos Market, una sorta di Borsa
Eurispes Rapporto Italia 2014 è un rapporto duro, che non lascia tregua alle responsabilità politiche, alle compiacenze giornalistiche, alla commiserazione nichilistica del Paese. Ma, soprattutto, l’aspetto da sottolineare della ricerca presentata due settimane fa a Roma, è che si tratta di un rapporto profondamente intriso di una
Non esistono premi o classifiche al mondo che non suscitino dubbi o perplessità. Figurarsi quando le graduatorie riguardano una tematica come la Csr. In questo ambito, ancora "giovane" e spesso sperimentale, chi stila elenchi gioca col fuoco, e sa di doversi confrontare con le polemiche per quanto possa garantire trasparenza
Crowdfunding per il giornalismo. Anzi, no. Crowdfunding per il giornalismo sociale. Anzi, no. Crowdjournalism per la società. Mettetela come volete, ma sono giorni piuttosto felici per chi aspetta un nuovo giornalismo italiano. Ma anche per chi, attraverso il giornalismo, scommette sull’opportunità di un rinnovo di modello
Nella recente mutazione genetica del Dna italiano, provocata dal crollo di un modello socio-economico ritenuto inossidabile e nel quale ha trovato campo libero il free riding generalizzato (in concreto: lo sfruttamento dell’impegno altrui), sembra prendere corpo una necessaria rivalutazione dell’impresa. Che diventa strumento per