Talvolta, basta una parola. Se quella parola viene pronunciata o meno, può cambiare il senso o la profondità di un intero progetto. Ebbene, la scorsa settimana, in occasione dell’incontro annuale della Consob con il mercato finanziario (la Commissione nazionale per le società e la Borsa), ancora una volta quella parola è rimasta
Un intervento firmato, pubblicato in questi giorni su The Guardian, pone una domanda provocante: “Perché tutti vogliono uscire dalla City per andare a lavorare nella finanza sociale?”. La provocazione sta nell’assumere che sia in atto qualcosa di definibile come una fuga dalla capitale del credito europea.
Circa a metà di aprile, Zara ha segnato, questa volta suo malgrado, un passaggio chiave nel mondo della moda globale. Il marchio spagnolo del gruppo Inditex, infatti, si è visto respingere dai tribunali brasiliani il tentativo di “discolparsi” da una delle accuse più infamanti: quella di “schiavitù”. Per di più, è stata accusata di
Da paradiso fiscale a paradiso della sostenibilità. È forse un po’ presto per parlare di vera e compiuta metamorfosi. Ma il messaggio è pari a quello di una scoperta scientifica di rilievo storico: il Lussemburgo vuole proporsi come benchmark della «finanza sociale e inclusiva». Il segnale lanciato nei giorni scorsi dal Granducato
Cara classe dirigente, sulla sostenibilità proprio non ci siamo. È la denuncia lanciata dal Worldwatch Institute, organizzazione indipendente di Washington che da quarant’anni si occupa di monitorare la salute del globo. Il 29 aprile, l’istituto presenterà la sua pubblicazione annuale State of the world 2014.
Continua a essere una sfida complessa fornire una risposta compiuta alla domanda: che cos’è la corporate social reponsibility? Ci sono aspetti strategici che mutano, c’è un ambiente sociale che si evolve, ci sono analisi e teorie accademiche che, talvolta, si traducono in concreti passi avanti. Al contrario, talvolta è piuttosto
Fondazione Cariplo la scorsa settimana ha presentato un sondaggio che, pur nella sua semplicità, segna la direzione di quelle che dovrebbero essere le nuove scelte del Paese. In occasione del convegno “Horizon 2020 e altri fondi europei per il non profit e le imprese sociali”, la Fondazione è andata a sollecitare 1.500 organizzazioni
C’è voglia di credere alla finanza etica. E, in qualche modo, comincia a esserci la possibilità di farlo. Nell’ultima classifica “Rate the raters” di GlobeScan e SustainAbility (riportata nei giorni scorsi da greenbiz.com) emerge una tendenza piuttosto interessante. Le due organizzazioni, dal 2010, chiedono a un panel di 700
Enel ancora una volta all’avanguardia nelle iniziative di engagement. Enel, tuttavia, ancora una volta apparentemente incompleta nel salto mortale in avanti. Col rischio di sprecare un’altra ottima idea. Nei giorni scorsi, il colosso energetico guidato da Fulvio Conti ha presentato il progetto Eidos Market, una sorta di Borsa
Eurispes Rapporto Italia 2014 è un rapporto duro, che non lascia tregua alle responsabilità politiche, alle compiacenze giornalistiche, alla commiserazione nichilistica del Paese. Ma, soprattutto, l’aspetto da sottolineare della ricerca presentata due settimane fa a Roma, è che si tratta di un rapporto profondamente intriso di una