L’aula magna dell’Università Statale era piena. Lui, il giornalista d’agenzia, era circondato da centinaia di persone attente e affascinate dal dibattito. La più parte giovani e con uno smartphone in mano. L’attenzione era tale che nemmeno un lungo blackout ha sconsigliato di lasciare la sala.
«Live da Ferrara @Internazionale la finanza è disconnessa dall'economia reale @ubiggeri @bancaetica ». È un tweet inviato nel corso del Festival del settimanale Internazionale svoltosi nel week end a Ferrara, dove era presente anche Banca Etica e il suo presidente Ugo Biggeri. Quello della “finanza disconnessa” è un tema cruciale
Ancora un colpo di genio da Ponzano Veneto, sede del gruppo Benetton. La campagna “Disoccupato dell’anno” ha ottenuto un risalto che non si registrava dai tempi dei messaggi provocatori e iconoclasti di Oliviero Toscani. Ma apre, o meglio, riapre una questione cruciale per chi crede in un modello nuovo e diverso di fare impresa
C’è un Italia dietro le quinte che ha voglia di proporre e di fare. Che ha voglia di etica. Purtroppo, si tratta di un dietro le quinte dispersivo e confuso, dove continua a essere difficile guardarsi in faccia. Nasce probabilmente da questo desiderio di accendere la luce anche quanto avvenuto la scorsa settimana: un imprenditore
«Chi cerca l’etica può trovarla in chiesa». Era sta questa la risposta di un investitore italiano, riportata dalla ricerca Pensions Intelligence promossa da Aberdeen, e condotta nell’estate 2010. Quell’analisi, che aveva monitorato il sentiment sui criteri Esg di fondi pensione corrispondenti a qualcosa come 290 miliardi di euro
Per chi si occupa di social business, di csr e di finanza responsabile, questa estate è stata foriera di segnali interessanti. Lascia prevedere un autunno piuttosto caldo che, in prospettiva, potrebbe rivelarsi una primavera - anche italiana - per l’economia sostenibile. Ci sono stati i segnali ufficiali della politica.
Quella trascorsa è stata un’altra settimana bollente per le banche italiane. E, alla luce delle manovre in campo, è assai probabile che le turbolenze siano destinate a non cessare tanto rapidamente. Le ragioni del clima torrido sono legate ai pesanti piani di ristrutturazione con i quali gli istituti di credito nazionali cercano
Sulla previdenza complementare, cioè sui fondi pensione, cioè sul patrimonio accantonato dagli italiani per la propria vecchiaia, «non si riesce a togliersi di dosso la fastidiosa sensazione di subire il gioco pesante delle lobbies del potere economico e finanziario». Così, in un’interessante intervista pubblicata nei giorni scorsi
La finanza affida la propria rifondazione alle Carte. Un termine molto evocativo (dalla Magna Charta Libertatum alla Carta costituzionale) per indicare un documento contente dichiarazioni di principio. Le quali dichiarazioni, proprio perché scripta manent, quando imprigionate in una Carta, diventano impegni morali.
Il liberismo trasparente. Potrebbe essere un ossimoro. Ma potrebbe anche essere il compromesso per evitare la completa e immediata negazione dei principi finanziari improntati agli epigoni della supply side economics. Senza dubbio, “liberismo trasparente” è una sintesi dei concetti espressi nel report pubblicato ieri da Consob