Esg nel 2026? Per gli istituzionali è vantaggio competitivo

27 Nov 2025
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Gli investitori istituzionali mantengono un certo ottimismo per il 2026, nonostante timori economici e geopolitici. In questo contesto, il 58% degli investitori ritiene che gli investimenti Esg offrano un vantaggio competitivo, sia per un miglior controllo del rischio sia per la generazione di alpha.

Questo è quanto emerge dalla Global 2026 Institutional Outlook Survey di Natixis IM, che, nel mese di ottobre, ha coinvolto 515 investitori istituzionali provenienti da 28 Paesi del Nord America, dell’America Latina, del Regno Unito, dell’Europa continentale, dell’Asia e del Medio Oriente che gestiscono complessivamente 29.900 miliardi di dollari.

L’Esg è ormai integrato stabilmente nei processi di investimento. E sembra funzionare, visto che tra l’89% delle istituzioni che implementano criteri Esg, l’86% prevede di aumentare o mantenere i propri investimenti Esg nel 2026.

Gli approcci attraverso i quali le istituzioni implementano gli investimenti Esg/sostenibili nel loro processo di investimento sono molteplici: il 51% applica l’Esg integration, il 39% utilizza un approccio best-in-class, il 37% adotta l’impact investment, il 37% utilizza l’active ownership e il 36% adotta strategie tematiche. In contrasto con le percezioni superate legate agli investimenti socialmente responsabili, si legge nel report, solo il 35% delle istituzioni utilizza criteri di esclusione.

Nonostante anni di scetticismo e accuse di greenwashing, gli investitori istituzionali stanno trovando un contesto più favorevole per gli investimenti Esg: per il 68% degli intervistati, infatti, il passaggio alla standardizzazione sta rendendo più semplice l’adozione di strategie Esg. Il 44% afferma che la propria istituzione è disposta a pagare un premio per asset con punteggi Esg elevati. Infine, il 51%, afferma che l’Esg è ancora importante per il processo e la strategia di investimento, ma ne hanno ridotto l’enfasi a livello pubblico.

Per quanto riguarda l’Italia, gli investitori istituzionali continuano a mostrare una propensione strutturale verso gli investimenti Sri, considerati un pilastro strategico di lungo periodo.

In particolare, emerge un rinnovato interesse verso i fondi infrastrutturali dedicati alla Energy Transition, ritenuti uno degli strumenti più efficaci per combinare impatto ambientale, resilienza dei portafogli e visibilità sui flussi di cassa futuri.

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