una scelta che trasforma lo scenario dei voti assembleari

Proxy advisor, Jp Morgan li cambia con l’AI

14 Gen 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Il gruppo Usa ha sorpreso il mercato annunciando che non utilizzerà più le indicazioni di soggetti come Glass Lewiss e Iss. Per gli advisor è l'ennesimo colpo dopo un anno di attacchi politici americani

Se il 2025 è stato un anno di forti attacchi ai proxy advisor, il 2026 parte con mossa che potrebbe ridisegnare del tutto il rapporto tra finanza e consulenti di voto assembleare. Nei giorni scorsi, infatti, Jp Morgan Chase ha annunciato che non intende più avvalersi di consulenti di voto negli Stati Uniti. Secondo una nota interna visionata da Reuters, la stessa banca ha descritto la scelta come una novità assoluta nel settore.

Jp Morgan ha dichiarato nella nota che non ha più bisogno di raccogliere dati da terzi o di raccomandazioni di voto. Intende affidarsi a un nuovo strumento interno basato sull’intelligenza artificiale, chiamato Proxy IQ, che aggrega e analizza i dati proprietari provenienti da oltre 3.000 assemblee aziendali annuali.

UNA FASE DI GRANDE TURBOLENZA

La decisione del colosso finanziario arriva in una fase, come detto, in cui i grandi proxy advisor sono sotto forte pressione politica, per via delle indicazioni di voto spesso improntate alla valorizzazione di tematiche Esg.

Non a caso, Glass Lewis, una delle maggiori società di consulenza sul voto per delega, a fine ottobre, ha cercato di giocare d’anticipo, annunciando (vedi articolo Glass Lewis, proxy voting sarà ad personam) che non offrirà più raccomandazioni di proxy voting a partire dal 2027. Passerà quindi da un approccio basato su linee guida di riferimento uniche a «un quadro altamente personalizzato e incentrato sul cliente» che, anche grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale, offrirà una serie di prospettive multiple da cui i clienti potranno attingere. In altri termini, i clienti potranno creare i propri quadri di voto e l’advisor produrrà ricerche a sostegno di varie prospettive di voto, comprese quelle incentrate sulle opinioni del management, sulla governance o sulle priorità di sostenibilità.

La stessa Glass Lewis, attraverso un portavoce, aveva spiegato che il cambiamento è stato indirettamente il risultato degli attacchi e delle pressioni che la società ha dovuto affrontare da parte dei politici repubblicani negli Stati Uniti, allineati con i dirigenti aziendali, poiché argomenti come la retribuzione dei dirigenti e la politica climatica hanno attirato maggiore attenzione durante le assemblee annuali delle società.

In Texas, ad esempio, la società (assieme a Iss) è oggetto di un’indagine da parte del procuratore generale repubblicano dello Stato per verificare se abbia violato le leggi sulla tutela dei consumatori, comprese le norme sulla divulgazione di fatti rilevanti. I due advisor hanno negato qualsiasi illecito e hanno ottenuto separatamente delle ingiunzioni preliminari che bloccano una nuova legge statale che avrebbe richiesto loro di comunicare ai clienti che i loro consigli in materia ambientale, sociale e di governance non servono esclusivamente gli interessi finanziari degli azionisti.

LA RISPOSTA MINIMA

«Siamo orgogliosi dei nostri quarant’anni di esperienza al servizio della comunità globale degli investitori istituzionali con ricerche indipendenti e di alta qualità in materia di governance, raccomandazioni e soluzioni di voto, e continueremo a farlo», ha dichiarato un portavoce di Iss in una dichiarazione inviata via e-mail a Reuters.

Glass Lewis non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di Reuters sulla mossa di Jp Morgan.

LA CONVINZIONE DI JP MORGAN

«Sebbene i gestori patrimoniali e gli investitori istituzionali abbiano la responsabilità fiduciaria di prendere le proprie decisioni, è sempre più chiaro che i consulenti in materia di voto esercitano un’influenza indebita», scriveva nella lettera agli Investitori Jamie Dimon, il più grande banchiere del mondo, presidente e ceo di Jp Morgan, secondo un articolo de Il Sole-24Ore, nell’aprile 2024. Nella sostanza, questa influenza, diceva Dimon, è guidata da due soggetti. «Uno si chiama Institutional Shareholder Services (Iss) e il secondo si chiama Glass Lewis. Questi consulenti in materia di voto hanno iniziato fornendo risme di dati provenienti da società per aiutare i loro clienti investitori istituzionali a votare su questioni relative alle deleghe (informazioni sulla retribuzione dei dirigenti, rendimenti azionari, dettagli sugli amministratori, politiche e così via). Tuttavia – proseguiva Dimon – presto hanno anche iniziato a fornire consigli su come gli azionisti dovrebbero votare su questioni di delega. E, in effetti, gli investitori istituzionali generalmente eseguono il loro voto su una piattaforma Iss o Glass Lewis, che spesso include una chiara dichiarazione della posizione del servizio di consulenza».

 

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