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Rassegna stampa aumentata ESG/ 437
La “Rassegna stampa aumentata ESG” di ETicaNews, è un resoconto di analisi e commenti, principalmente orientato a livello internazionale, che punta la lente su alcuni dei principali snodi dell’informazione sui temi di sostenibilità negli ultimi sette giorni. Dando la precedenza agli argomenti su cui l’attenzione di ETicaNews è costante.
ipcc: il net zero non è ideologia
- OGGETTO – Per Ipcc il Net zero non è una scelta politica, ma l’unica opzione disponibile per fermare il riscaldamento globale
- DATA – 13 febbraio 2026
- FONTE – Net zero is ‘not a political choice’, says UN climate body lead scientist
- PAROLE CHIAVE: Ipcc, Jim Skea, Net zero, riscaldamento globale, scienza del clima, politica
Jim Skea, presidente del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), ha difeso gli sforzi per raggiungere le zero emissioni nette come l’unica opzione disponibile per fermare il riscaldamento globale. Skea ha criticato gli sforzi per disassociare l’azione per il clima dagli obiettivi Net zero, definendoli fuorvianti. «È una questione di chimica e fisica: se si vuole fermare il riscaldamento globale, bisogna raggiungere zero emissioni nette, e questa non è una scelta politica», ha detto al Financial Times. Secondo il più autorevole organismo mondiale per la scienza del clima «politiche molto impegnative dovrebbero essere attuate per raggiungere l’obiettivo Net zero»: non è una questione di ideologia, anche se non sorprende che ci sia un dibattito in corso. L’intervento giunge in un momento in cui il sostegno politico e imprenditoriale all’azione per il clima si è indebolito, sotto la guida dell’amministrazione Trump e aggravato dalle pressioni economiche.
ue, Shareholder Rights Directive sotto la lente
- OGGETTO – La Commissione europea ha pubblicato una richiesta di feedback sulla Shareholder Rights Directive in vista di un’eventuale revisione
- DATA – 12 febbraio 2026
- FONTE – European Commission seeks feedback on ‘shortcomings’ of Shareholder Rights Directive
- PAROLE CHIAVE: Commissione europea, Shareholder Rights Directive, consultazione, investitori, aziende, engagement, governance, voto, competitivitÃ
La Commissione europea ha pubblicato una richiesta di feedback sulla Shareholder Rights Directive (Srd), emanata nel 2007. La consultazione chiede a investitori e imprese di condividere le proprie opinioni, in particolare sulle sfide e su eventuali carenze della Direttiva, concepita per migliorare la governance aziendale e promuovere l’engagement a lungo termine degli azionisti con le società dell’Ue. La Srd è stata aggiornata nel 2017 per includere una maggiore attenzione alle politiche di engagement e alle strategie di investimento da parte di investitori e consulenti in materia di voto. L’obiettivo della consultazione è di capire come la direttiva può essere ulteriormente aggiornata, anche attraverso «soluzioni digitali», per rafforzare la competitività delle imprese dell’Ue attraverso la creazione di un «sistema più semplice, più adeguato e più efficiente». Le risposte saranno usate nella valutazione d’impatto in vista di un’eventuale revisione della direttiva.
usa, abrogato pilastro della regolamentazione climatica
- OGGETTO – L’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti ha finalizzato l’abrogazione della base legale per la regolamentazione federale del clima
- DATA – 13 febbraio 2026
- FONTE – Trump EPA ends emissions limits for US automakers; state rules, lawsuits could follow
- PAROLE CHIAVE: Epa, Stati Uniti, abrogazione, emissioni, veicoli, salute, combustibili fossili, clima, Donald Trump, case automobilistiche, azioni legali
L’Agenzia per la Protezione Ambientale (Epa) degli Stati Uniti ha finalizzato l’abrogazione della “constatazione di pericolo” per i veicoli, una determinazione del 2009 secondo cui le emissioni di gas serra mettono a repentaglio la salute umana. La constatazione aveva conferito all’Epa l’autorità di regolamentare le emissioni del settore automotive e di altri settori che bruciano o producono combustibili fossili. L’abrogazione della base per la regolamentazione federale del clima, voluta dal presidente Donald Trump, libererà immediatamente le case automobilistiche dalle costose norme sulle emissioni allo scarico. Trump ha commentato che la deregolamentazione farà risparmiare alle aziende oltre mille miliardi di dollari in costi di conformità . Le associazioni ambientaliste hanno denunciato la mossa, che è stata accolta con favore da alcuni gruppi industriali ma con cautela da altri. L’abrogazione infatti potrebbe innescare un’ondata di azioni legali, oltre a costringere le aziende a destreggiarsi tra le molteplici normative statali e regionali.
usa, regole esg sotto revisione della sec
- OGGETTO – La Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti ha posto sotto esame le norme anti-greenwashing sui fondi Esg introdotte durante l’amministrazione Biden
- DATA – 12 febbraio 2026
- FONTE – SEC Chair Says Commission to Review ESG Fund Names Rule
- PAROLE CHIAVE: Sec, Stati Uniti, Paul Atkins, greenwashing, fondi Esg, sostenibilità , Names Rule
La Securities and Exchange Commission (Sec) degli Stati Uniti ha posto sotto esame le norme anti-greenwashing introdotte nel 2023 dall’agenzia, durante l’amministrazione Biden. Lo ha annunciato Paul Atkins, l’attuale presidente della Sec durante un’audizione della Commissione Servizi Finanziari della Camera Usa, senza fornire dettagli o tempistiche in merito alla revisione. Le norme sotto esame stabiliscono i criteri per i fondi di investimento con certificazione Esg e di sostenibilità e, quando sono state introdotte, hanno modificato la “Names Rule”, la regola adottata nel 2001 per impedire che i nomi dei fondi travisassero i loro investimenti, stabilendo che i fondi con nomi che suggeriscono un focus su una determinata tipologia di investimento devono dedicare almeno l’80% del valore dei loro asset a questi investimenti. La regola non si applica solo ai fondi incentrati sulla sostenibilità , ma si è concentrata in particolare sui fondi Esg, rilevando il crescente potenziale di greenwashing.
rischio climatico, la bce multa crÉdit agricole
- OGGETTO – La Banca centrale europea ha imposto una multa di 7,55 milioni di euro a Crédit Agricole per inadempienza sul rischio climatico
- DATA – 13 febbraio 2026
- FONTE – ECB fines Crédit Agricole over non-compliance on climate-related risk
- PAROLE CHIAVE: Bce, Crédit Agricole, multa, rischio climatico, materialità , gestione del rischio, cambiamento climatico
La Banca centrale europea ha multato Crédit Agricole per inadempienza sul rischio climatico. La multa imposta all’istituto di credito francese ammonta a 7,55 milioni di euro. La seconda maggiore banca della Francia è stata sanzionata dopo che l’Eurotower ha concluso che non era riuscita a gestire adeguatamente i rischi finanziari rilevanti legati al clima e all’ambiente, come richiesto invece dal regolatore europeo. Nello specifico, «Crédit Agricole non ha valutato a sufficienza la materialità » dei rischi climatici entro la scadenza stabilita. La violazione riguarda un periodo di 75 giorni nel 2024. La decisione potrebbe ora essere impugnata presso la Corte di giustizia dell’Unione europea. La multa rientra in un’escalation di indagini sull’esposizione delle banche del blocco al rischio climatico da parte delle autorità di vigilanza della Bce, dopo aver intensificato le richieste agli istituti di adattare il loro approccio alla gestione del rischio per prepararsi alle conseguenze del cambiamento climatico.
acciaio verde, banchettate le banche finanziatrici
- OGGETTO – Secondo un’analisi di BankTrack, quasi tutte le principali banche che si sono impegnate a finanziare l’acciaio “verde” stanno invece sostenendo iniziative inquinanti
- DATA – 11 febbraio 2026
- FONTE – Banks Backing Green Steel Fund ‘False Solutions,’ Report Says
- PAROLE CHIAVE: BankTrack, banche, acciaio verde, finanziamenti, emissioni di carbonio, Lloyds Banking Group, quadri di finanza sostenibile, decarbonizzazione
Secondo un’analisi di BankTrack, quasi tutte le principali banche che si sono impegnate a finanziare l’acciaio “verde”, a basse emissioni di carbonio, stanno invece sostenendo iniziative che porteranno a un ulteriore inquinamento da gas serra. L’organizzazione no-profit con sede nei Paesi Bassi ha rilevato che tutti i 20 principali istituti di credito oggetto dell’indagine stanno finanziando aziende o progetti che perseguono quelle che definisce “false soluzioni”. Si tratta di approcci come la riduzione del minerale di ferro mediante l’utilizzo di gas naturale o l’iniezione di idrogeno negli altiforni, che secondo BankTrack rischiano di prolungare i processi ad alta intensità di carbonio o di favorire la deforestazione. Solo una delle banche nel campione fa eccezione: Lloyds Banking Group. Inoltre, dal report emerge che solo sette delle banche valutate dispongono di quadri di finanza sostenibile espliciti per la decarbonizzazione dell’acciaio, che definiscono quali progetti e tecnologie rientrano negli standard di riduzione delle emissioni.
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