messaggi "rivoluzionari" da consulentia26

Anche il consulente si dà un purpose Esg

23 Mar 2026
Editoriali ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Un sondaggio di Anasf svela la sorpresa: per i consulenti, la cosa importante non è fare più soldi, ma costruire un rapporto umano. È la consapevolezza che, con un ruolo nella polis, si potranno superare le barriere di fiducia denunciate da Esma

Domanda: cosa è davvero importante? Risposta: il rapporto umano e contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone. A rispondere non sono giovani seminaristi del Vaticano, ma soggetti della finanza. Anzi, i soggetti che, nella finanza, sono sull’ultima frontiera della proposta al pubblico: i consulenti finanziari. Il sorprendente sondaggio è stato presentato giovedì scorso a Consulentia26, l’evento nazionale di Anasf (l’associazione di riferimento, con 13mila professionisti iscritti). Anch’esso, l’evento, già notevolmente sorprendente per aver messo al centro della discussione il concetto di “agorà”, ovvero di luogo deputato al confronto sociale per la crescita della polis.

Perché sorprendente?

Anasf, sotto la guida del presidente Luigi Conte, aveva già in precedenza abbracciato il concetto di “patto sociale” entro il quale inserire la figura del consulente, come nuova dimensione per promuovere la propria ragion d’essere attuale e, soprattutto, futura.

Ma i toni di questa edizione di Consulentia, il successo di interesse ottenuto da tali argomenti e, soprattutto, gli esiti del sondaggio riportato nelle prime righe di questo articolo, possono indubbiamente essere identificati tra i segnali del grande cambiamento di modello che il sistema economico finanziario sta vivendo. Si tratta di un cambiamento nominabile in molteplici modi, ma con un innegabile carattere Esg.

UN PURPOSE “POLITICO”

Il consulente finanziario ha identificato un proprio purpose diverso dalla massimizzazione di portafoglio e guadagni (che hanno ottenuto metà e un terzo dei voti rispetto agli aspetti sociali su menzionati). E questa scelta può essere equiparata al purpose dell’azienda politica che ET.Group sta studiando da anni. Ovvero l’azienda consapevole che i propri impatti ambientali e sociali nella polis sono un driver per la propria crescita.

Indicare tra le priorità la “qualità della vita delle persone” è indubbiamente una scelta che attiene alla dimensione personale del singolo consulente finanziario. Ma, anche solo due anni fa, era difficile immaginare la consapevolezza (e l’esternazione) di una tale classifica di priorità. Tale presa di coscienza si accompagna, invece, all’accelerato cambiamento indotto dalla serie di crisi congiunturali (dal Covid in avanti) e dalle nuove minacce per la categoria (il cambio generazionale e, soprattutto, l’intelligenza artificiale). In un quadro nuovo e più complesso, in cui si innesta la crescente domanda di prodotti Esg, la consulenza ha ritrovato nel proprio patrimonio relazionale la miglior arma di difesa e di rilancio.

Dunque, svolta esistenziale. Ma, in parallelo, svolta di business.

IL VALORE DI UNA FIDUCIA DI SISTEMA

Quanto possa essere strategico il nuovo posizionamento del consulente emerge anche da un recente report di Esma che ha esaminato le trappole nel percorso di avvicinamento dell’investitore retail al mercato dei capitali. Frutto di una consultazione sviluppata lo scorso anno, il report evidenzia una serie di fattori, visti dal lato della domanda (i risparmiatori) e dal lato dell’offerta (l’industria finanziaria).

Il primo aspetto da evidenziare è che le rappresentanze dei consumatori, ma anche lo stakeholder group di Esma stessa, «sottolineano con forza la mancanza di fiducia» da parte degli investitori al dettaglio, quale ostacolo verso gli investimenti finanziari.

L’altro aspetto rilevante è che dal lato dell’offerta non c’è percezione di questo problema. L’industria finanziaria, insomma, «non vede la fiducia come un ostacolo decisivo».

Questa distonia tra domanda e offerta di servizi finanziari è il segnale che manca un importante passaggio di consapevolezza di sistema. L’analisi di Esma evidenzia la necessità promuovere la fiducia come un asset sistemico. E, di conseguenza, metterlo al centro del posizionamento identitario dell’industria finanziaria.

Insomma, ecco perché Luigi Conte lancia e rilancia il concetto di una «consulenza come architrave della fiducia» del Paese.

Appare un richiamo ecumenico di altri tempi. Ma è il moderno slogan Esg del consulente “politico”.

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