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Rassegna stampa aumentata ESG/ 447

4 Mag 2026
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In questo numero: Usa, nuova stretta anti-Dei di Trump - Usa, repubblicani contro i rating per declassamenti Esg - CA100+ taglia la disclosure climatica - New York, i fondi pensione pubblici dimezzano le emissioni - Net zero, nuove polemiche su Sbti - Ghg Protocol, aziende contro l'inasprimento delle regole

Quadrato_ETpro_OBLa “Rassegna stampa aumentata ESG” di ETicaNews, è un resoconto di analisi e commenti, principalmente orientato a livello internazionale, che punta la lente su alcuni dei principali snodi dell’informazione sui temi di sostenibilità negli ultimi sette giorni. Dando la precedenza agli argomenti su cui l’attenzione di ETicaNews è costante.

usa, nuova stretta anti-dei di trump

Il Consumer Financial Protection Bureau ha ridimensionato le normative dell’era Biden per contrastare la discriminazione nei prestiti alle piccole imprese, riducendo il numero di banche obbligate a raccogliere dati su razza e genere dei richiedenti prestito. Le modifiche alla normativa, imposta dal Congresso in seguito alla crisi finanziaria del 2008, rappresentano l’ennesimo passo indietro dell’amministrazione Trump rispetto alle normative volte a prevenire i pregiudizi nei confronti delle minoranze razziali e sociali. Secondo la nuova versione, solo le banche che erogano almeno 1.000 prestiti alle piccole imprese in ciascuno dei due anni precedenti saranno tenute a rispettare la norma antidiscriminazione, un aumento rispetto al precedente limite di 100 prestiti. La nuova norma elimina anche i riferimenti all’identità di genere o all’orientamento sessuale o identità di genere (Lgbtqi+) dei proprietari dell’azienda.

usa, repubblicani contro i rating per declassamenti esg

  • OGGETTO – 23 procuratori generali repubblicani hanno denunciato l’utilizzo di fattori Esg nelle decisioni di declassamento delle principali agenzie di rating
  • DATA – 28 aprile 2026
  • FONTE – Red-State AGs Call Out Credit-Rating Companies Over ESG
  • PAROLE CHIAVE: Stati Uniti, procuratori generali, repubblicani, Sec, agenzie di rating, fattori Esg, Fitch Ratings, Moody’s Corp e S&P Global Ratings, combustibili fossili

Un gruppo di 23 procuratori generali repubblicani ha scritto alla Securities and Exchange Commission (Sec) degli Stati Uniti e alle principali agenzie di rating, esprimendo preoccupazione per l’utilizzo di fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) nelle decisioni di declassamento. I funzionari hanno affermato che Fitch Ratings, Moody’s Corp e S&P Global Ratings presentano «conflitti di interesse materiali non dichiarati» perché si sono impegnate con un’organizzazione sostenuta dall’Onu a integrare i criteri Esg nelle loro analisi. I procuratori di Stati a guida repubblicana, tra cui Texas, Florida e Oklahoma, hanno aggiunto che le agenzie di rating hanno intrapreso azioni contro Stati e municipalità basandosi su «ipotesi Esg speculative che non si sono mai concretizzate» e «si sono discostate dalle proprie metodologie nel declassare, o minacciare di declassare, Stati e municipalità con entrate derivanti dalla produzione di combustibili fossili».

ca100+ taglia la disclosure climatica

  • OGGETTO – Climate Action 100+ ha interrotto l’utilizzo del benchmark sulle disclosure relative al clima nella sua valutazione sui progressi delle aziende target
  • DATA – 30 aprile 2026
  • FONTE – CA100+ discontinues climate disclosures indicator in benchmark update
  • PAROLE CHIAVE: Climate Action 100+, disclosure climatica, engagement, normativa, Net zero, Task Force on Climate-related Financial Disclosures, Issb

Climate Action 100+ ha interrotto l’utilizzo del suo benchmark di riferimento sulle disclosure relative al clima, citando sviluppi normativi, «in particolare nell’Ue». L’indicatore sulle disclosure relative al clima valutava se le aziende si fossero allineate pubblicamente e avessero accettato di redigere rapporti in linea con le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd) o con lo standard Ifrs S2 sul clima dell’International Sustainability Standards Board (Issb). Il benchmark faceva parte di una valutazione ampiamente utilizzata dei progressi compiuti dalle 169 aziende target del gruppo di engagement collaborativo in una serie di indicatori climatici, tra cui obiettivi Net zero, investimenti in conto capitale, policy engagement e riduzione delle emissioni. Secondo l’annuncio di CA100+, il quadro rivisto è stato progettato per migliorare la chiarezza e l’usabilità per gli investitori, pur «mantenendo lo stesso livello di ambizione e attenzione ai progressi significativi delle aziende».

new york, i fondi pensione pubblici dimezzano le emissioni

  • OGGETTO – I sistemi pensionistici pubblici della città di New York hanno quasi dimezzato le emissioni di gas serra dei loro portafogli entro la fine dell’anno fiscale 2025
  • DATA – 30 aprile 2026
  • FONTE – NYC Pension Funds Cut Portfolio Carbon Footprint in Half
  • PAROLE CHIAVE: New York, Comptroller, Mark Levine, fondi pensione pubblici, gestori patrimoniali, Net zero, engagement

Il Comptroller della città di New York, Mark Levine, ha annunciato che i sistemi pensionistici pubblici della città hanno quasi dimezzato le emissioni di gas serra dei loro portafogli entro la fine dell’anno fiscale 2025. Il New York City Employees’ Retirement System, il Teachers’ Retirement System e il Board of Education Retirement System, che rappresentano quasi 300 miliardi di dollari di patrimonio, hanno superato di gran lunga gli obiettivi intermedi per il raggiungimento del Net zero entro il 2040. Oltre ai risultati relativi alla riduzione delle emissioni finanziate, Levine ha anche rivelato significativi progressi sul fronte dell’engagement: quasi tutti i gestori di patrimoni hanno accettato di allinearsi alle aspettative dei fondi pensione di adottare un obiettivo Net zero, obiettivi basati su criteri scientifici o un approccio alternativo accettabile per sostenere la transizione verso un’economia Net zero. I fondi pensione della città di New York collettivamente formano uno dei più grandi sistemi pensionistici pubblici degli Stati Uniti.

net zero, nuove polemiche su sbti

  • OGGETTO – La Science Based Targets Initiative è finita di nuovo al centro delle critiche per aver improvvisamente cambiato il suo quadro di riferimento per il Net zero
  • DATA – 28 aprile 2026
  • FONTE – SBTi faces criticism over ‘silent’ change to net-zero framework
  • PAROLE CHIAVE: Sbti, Net zero, obiettivi climatici, aziende, emissioni Scope 1 e 2

La Science Based Targets Initiative (Sbti) è finita di nuovo al centro delle critiche per aver improvvisamente cambiato il suo quadro di riferimento per il Net zero. Il 22 aprile, Sbti ha modificato il quadro per la riduzione assoluta delle emissioni, concedendo alle aziende più tempo per raggiungere gli obiettivi climatici intermedi, nell’ambito di una «revisione non sostanziale». L’ente di certificazione climatica aveva precedentemente fissato il 2030 come scadenza per dimezzare le emissioni aziendali e raggiungere gli obiettivi a medio termine. Le aziende erano tenute a ridurre le emissioni Scope 1 e 2 di almeno il 42% entro il 2030, indipendentemente dalla data di approvazione degli obiettivi climatici. Sbti ha rimosso la data del 2030 e ha chiesto alle aziende di stabilire il proprio anno per il raggiungimento degli obiettivi climatici a medio termine, con un requisito minimo di riduzione delle emissioni del 4,2% all’anno. Sono state informate delle modifiche solo le aziende che si trovavano in una fase avanzata di definizione degli obiettivi climatici a breve termine.

ghg protocol, aziende contro l’inasprimento delle regole

Un gruppo di aziende, istituti finanziari, organizzazioni ambientaliste ed esperti di sostenibilità hanno pubblicato una lettera in cui avvertono che le modifiche proposte dal Protocollo sui gas serra rallenteranno l’adozione di energie pulite da parte delle imprese e ridurranno il ritmo della decarbonizzazione. L’anno scorso, infatti, il Ghg Protocol ha avviato una consultazione su alcune proposte di modifica alle sue linee guida del 2015 relative allo Scope 2. Una delle modifiche più significative proposte è di inasprire i criteri di contabilità del carbonio alla base degli standard per la rendicontazione delle emissioni derivanti dagli acquisti di energia elettrica da parte delle aziende, introducendo nuovi requisiti di corrispondenza oraria e di consegna sul mercato locale. La lettera è stata firmata da 48 aziende che rappresentano oltre 4.700 miliardi di dollari di fatturato annuo, tra cui Amazon, Apple, FedEx, Gm, Mars, Salesforce e Schneider Electric.

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