Msci apre la scatola nera dei mercati privati
I mercati privati sono cresciuti più rapidamente dell’infrastruttura che li supporta. È questa la premessa del primo outlook annuale pubblicato da Msci sui mercati privati, intitolato “The State of Private Markets 2026“, che segna un passaggio rilevante per un settore storicamente caratterizzato dall’opacità.
Come scrive Luke Flemmer, Head of Private Assets di Msci, «l’opacità è stata a lungo parte integrante della proposta di valore dei mercati privati, premiando il capitale paziente e creando barriere che giustificavano il premio di illiquidità. Quel patto è oggi sotto pressione: l’espansione verso i canali wealth e previdenziali, la diffusione di strutture semi-liquide e la crescente aspettativa di valutare gli asset privati nell’ambito di un framework di portafoglio totale rendono la trasparenza non più un optional, ma un prerequisito.
Msci avverte che un’integrazione senza qualità dei dati non produce chiarezza, ma falsa precisione: un esito potenzialmente più pericoloso. Marchi uniformi, trattamento trasparente delle commissioni e reporting standardizzato sono condizioni necessarie perché i mercati privati scalino in modo responsabile. È su questi principi che Msci dichiara di voler applicare ai mercati privati la stessa disciplina analitica da decenni utilizzata sui mercati pubblici.
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