RISULTATI DELLA SURVEY DI ETICANEWS SU 18 GESTORI GLOBALI

Sondaggio: Sfdr 2.0 promossa con riserva

9 Giu 2026
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La proposta della nuova Sfdr convince (quasi) tutti: i 18 asset manager che hanno partecipato all'indagine hanno espresso un giudizio positivo, anche se resta ancora aperta qualche incertezza applicativa

La maggior parte dei gestori considera necessaria una modifica del Regolamento attualmente in vigore. Tuttavia la versione proposta della Commissione europea, pur soddisfacendo le aspettative, presenta ancora qualche punto di incertezza.

È quanto emerge dall’indagine “Gli effetti della nuova Sfdr” condotta da ETicaNews che ha visto il coinvolgimento di 18 Asset Manager globali (le risposte sono state raccolte tra gennaio e febbraio 2026). Il giudizio finale sulla Sfdr 2.0 è complessivamente positivo: la proposta viene considerata un passo avanti, una riforma apprezzata soprattutto per l’impianto complessivo e per le prospettive di maggiore chiarezza e razionalizzazione, pur con margini di miglioramento e con alcune incognite applicative ancora da chiarire.

I numeri confermano quanto già emerso dalle serie di interviste (vedi articolo Sfdr 2.0, la parola a 18 gestori), ossia che una revisione fosse fisiologica e necessaria, alla luce dei limiti concreti dell’impianto originario.


Nel dettaglio, è stato chiesto alle case di gestione di assegnare un giudizio complessivo da 1 a 5 alla proposta della Commissione, dove 1 è il voto più basso e 5 è quello più alto. La maggioranza dei rispondenti (56%) ha assegnato un voto medio-alto, mentre uno su tre da un giudizio intermedio. Solo l’11% si colloca su un giudizio più critico e non si registrano né valutazioni massime né giudizi fortemente negativi.

LE NUOVE CATEGORIE

Una delle novità principali riguarda sicuramente l’introduzione di vere e proprie categorie, rese tali in base al rispetto di determinati criteri.

I risultati dell’indagine delineano un sostanziale apprezzamento di queste ultime, soprattutto per la capacità di semplificare il confronto tra prodotti e per la chiarezza dei criteri. Tuttavia, emergono margini di miglioramento in termini di aderenza agli interessi dei clienti, risposta alle preferenze di sostenibilità e completezza complessiva, aspetti su cui si concentra una quota significativa di valutazioni intermedie o medio-basse.

Per quanto riguarda la capacità di rispecchiare l’interesse dei clienti, il giudizio è tendenzialmente favorevole: il 44% assegna un giudizio medio e il 39% un giudizio medio-alto. Non emergono posizioni estreme, segno che le nuove categorie sono considerate nel complesso coerenti con le aspettative del mercato, pur senza suscitare un consenso pieno o un marcato entusiasmo.

I dati suggeriscono inoltre una percezione discreta ma non pienamente convincente delle categorie rispetto alla capacità di intercettare le preferenze di sostenibilità dei clienti.

L’aspetto meglio valutato è la semplificazione del confronto tra prodotti: il 67% attribuisce un giudizio medio-alto e un ulteriore 6% attribuisce un giudizio alto, mentre solo il 6% esprime un giudizio molto negativo. È questo il punto di forza più evidente, con un ampio consenso sulla capacità delle nuove categorie di rendere più chiara e immediata la comparazione tra i diversi prodotti.

Sul tema della completezza prevalgono invece valutazioni intermedie (59% dei rispondenti): le categorie sono quindi considerate sufficientemente complete, ma senza un riconoscimento netto di eccellenza.

Per quanto riguarda la chiarezza dei criteri, il giudizio è complessivamente positivo: la maggioranza riconosce un buon livello di definizione e trasparenza, pur con margini di miglioramento.

Infine, rispetto al contributo all’eliminazione del greenwashing, un rispondente su tre indica un voto medio-alto. La percezione è moderatamente favorevole: l’efficacia delle nuove categorie nel contrastare pratiche fuorvianti è riconosciuta, anche se non in modo unanime.

I PARTECIPANTI ALLA SURVEY

Tra i gestori che hanno partecipato alla survey figurano: Raiffeisen Capital Management, Algebris Investments, Nordea Asset Management, Golding Capital Partners, IMPact SGR, Rothschild & Co Asset Management, Allianz Global Investors, BancoPosta Fondi SGR, Schroders, DPAM e NEAM SA.

Tra i manager che hanno risposto compaiono Portfolio Manager, Head of Corporate Responsibility, Head of Strategic Products, Head of Responsible/ Sustainable Investments, ESG/Sustainability Specialist e Risk Analyst.

Noemi Primini

 

 

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