MORNINGSTAR ANALIZZA IL CONTROVERSY RATING extra BORSA

Private markets, i rischi Esg delle Unicorn

7 Lug 2026
Notizie ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Lo studio ha esteso il monitoraggio delle controversie ESG alle principali società private globali. Ancora assenti eventi gravi, ma crescono i segnali di attenzione su AI, sicurezza dei prodotti, privacy e proprietà intellettuale

Le grandi società private stanno diventando un tema sempre più rilevante anche per gli investitori sostenibili. La crescente esposizione degli investitori istituzionali ai mercati privati (dove investono in media tra il 20% e il 30% degli asset) e il numero sempre maggiore di aziende che posticipano la quotazione in Borsa raggiungendo nel frattempo dimensioni rilevanti, rendono sempre più necessaria un’analisi Esg strutturata anche nella fase che precede l’Ipo.

È quanto emerge dal report Expanding ESG Transparency in Private Markets di Morningstar Sustainalytics, che ha esteso la copertura delle controversie Esg (misurate dal Controversy Rating) alle società incluse nel Morningstar PitchBook Unicorn 30 Index, l’indice che replica l’andamento delle maggiori società “unicorno”, ossia aziende non quotate che hanno raggiunto una valutazione di mercato superiore a un miliardo di dollari.

L’analisi evidenzia un quadro apparentemente rassicurante: le società mostrano una limitata esposizione a controversie Esg gravi. Tuttavia, la limitata disclosure tipica dei mercati privati potrebbe contribuire a sottostimare l’effettiva esposizione ai rischi Esg.

Le controversie si concentrano soprattutto nelle aree Quality & Safety, Data Privacy e Intellectual Property, riflettendo i rischi tipici dei modelli di business digitali e basati sull’intelligenza artificiale.

 

Per quanto riguarda Quality and Safety, i casi si concentrano in particolare su Discord, OpenAI e SpaceX. OpenAI è inoltre al centro della maggior parte delle controversie sulla Intellectual Property, insieme a Perplexity AI e Anthropic, con accuse relative al potenziale uso improprio dei sistemi di AI. OpenAI è anche l’unica società per cui sono state rilevate criticità relative al Social Impact dei prodotti, con accuse sul possibile utilizzo improprio di ChatGpt.

Pur non configurandosi ancora come controversie materiali, questi elementi evidenziano rischi Esg emergenti che potrebbero diventare più rilevanti dal punto di vista finanziario con la crescita delle aziende e un più intenso scrutinio, rendendo essenziale un monitoraggio continuo in vista di una Ipo e di una potenziale inclusione in un indice.

GOVERNANCE CENTRALE PER LE SOCIETÀ PRE-IPO

Per le aziende private late-stage che si preparano alla quotazione in Borsa, la governance rappresenta un elemento cruciale nella gestione dei rischi Esg.

Come evidenziato dagli autori, sebbene gli eventi di Corporate Governance siano ancora limitati tra le società dell’Unicorn 30, indagini recenti mostrano che gli investitori considerano i fattori legati alla governance come prioritari rispetto ai fattori ambientali e sociali nelle decisioni di investimento. Una governance debole può tradursi in sconti di valutazione o persino compromettere un’Ipo, come dimostrato dal caso WeWork, costretta a ritirare la quotazione nel 2019 dopo che gli investitori avevano espresso preoccupazioni riguardo alle super‑voting shares e alla scarsa indipendenza degli organi di controllo.

Il passaggio ai mercati quotati richiede pertanto significativi adeguamenti ai propri framework di governance, tra cui una maggiore trasparenza nella disclosure e un rafforzamento dell’indipendenza e della responsabilità del consiglio di amministrazione.

TRASPARENZA PER COLMARE IL GAP

Secondo Morningstar, l’estensione degli strumenti di analisi Esg ai private markets (come l’introduzione del Controversy Rating per l’indice Unicorn 30) contribuisce a ridurre il divario tra “l’opacità” dei private markets e gli standard richiesti dai mercati quotati.

Tale approccio consente agli investitori di monitorare l’esposizione complessiva al rischio di portafoglio, rafforzare la due diligence, migliorare il confronto tra società quotate e non quotate, e anticipare la valutazione pre‑Ipo e il rischio di esclusione da indici.

«Una maggiore trasparenza, applicata in modo precoce e coerente – concludono gli esperti -, può contribuire a processi di investimento più solidi».

Noemi Primini

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