Finanza sostenibile, nel Sud-est asiatico pesa il costo del funding

22 Set 2026
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La sostenibilità mantiene un’elevata rilevanza strategica per le organizzazioni del Southeast Asia (Sea) e della Greater Bay Area (Gba). È quanto emerge dalla seconda edizione del report The Asian Way: Sustainable Finance Market Outlook in Southeast Asia and the Role of Hong Kong, realizzato da Hong Kong Financial Research Institute of Bank of China, Msci Institute e Hku Jockey Club Enterprise Sustainability Global Research Institute.

La survey ha raccolto 117 risposte tra Sea, Gba e resto della Cina continentale. Nel complesso, l’84% dei rispondenti considera la sostenibilità di importanza alta o molto alta per strategia e attività operative nei prossimi tre anni. Nel Sea la quota supera l’82%, con la metà del campione (50%) che la considera di importanza “very high”.

Anche la finanza sostenibile registra un’elevata rilevanza: l’82% dei rispondenti la considera di importanza alta o molto alta, rispetto al 76% del 2025 (nel Sea la quota è del 78%).

 

Sul fronte degli investimenti, il 63% delle organizzazioni ha aumentato la spesa in sostenibilità negli ultimi 12 mesi, in linea con il 62% del 2025. Nel Sea la quota è però scesa dal 75% al 59%, mentre il 20% ha dichiarato una riduzione, contro nessuna organizzazione nel 2025.

Il costo dei finanziamenti è il principale fattore considerato nelle decisioni di finanziamento delle attività legate alla sostenibilità: lo indica il 94% del campione, contro il 56% del 2025. Seguono gli obblighi di disclosure, al 58%, e la flessibilità e prevedibilità dei requisiti normativi (43%). Nel Sea, il costo dei finanziamenti è salito dal 44% al 91%, seguito dalle raccomandazioni di banche o istituzioni finanziarie partner (46%). Nel 2025, invece, le dimensioni del mercato e la flessibilità normativa erano in testa a pari merito, entrambe al 69%, seguite dagli obblighi di informativa al 63 per cento.

 

Tra le operazioni sui mercati esteri, la principale barriera è la scarsa familiarità con le pratiche di mercato, indicata dal 58% dei rispondenti complessivi. Seguono gli incentivi governativi poco chiari, al 43%. Nel SEA, la scarsa familiarità con le pratiche di mercato è indicata dal 52%, mentre il 50% segnala difficoltà nel soddisfare i requisiti «green».

 

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