Il report di Moody's Ratings

Tutti i costi dell’IA nel prossimo decennio

2 Ott 2026
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L'agenzia analizza i costi dell'aumento della domanda di elettricità necessaria per sostenere l'espansione dei data center negli Stati Uniti nei prossimi 10 anni. Stima circa 110 miliardi di dollari di investimenti solo per realizzare nuova capacità energetica. Il fornitore analizza tutti i rischi e i vantaggi sul lungo periodo

La rapida crescita del cloud computing e dell’intelligenza artificiale sta generando la più significativa ondata di aumento della domanda di elettricità degli ultimi decenni. Ed è proprio la disponibilità di energia a frenare l’espansione dei data center negli Stati Uniti. Il ritmo di sviluppo dei data center, infatti, supera la velocità con cui la rete elettrica riesce ad aumentare la capacità di generazione, trasmissione e interconnessione. È quanto emerge dal report di Moody’s Ratings “Power grid constraints, affordability-driven regulatory pushback create potential delays”, pubblicato il 14 settembre 2026. Secondo il fornitore di ricerche, è probabile che l’aumento della domanda dei data center diventi uno dei principali fattori di crescita del carico elettrico statunitense per il resto del decennio.

L’analisi è basata sui dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), che stima che, entro il 2030, i data center negli Stati Uniti arriveranno a consumare circa 426 terawattora (TWh) all’anno, pari a circa il 10% della domanda totale di elettricità del Paese. Si tratta di un valore quasi doppio rispetto ai 224 TWh previsti per il 2025. La stragrande maggioranza della nuova fornitura, oltre 30 gigawatt, proverrà da unità alimentate a gas naturale, comportando circa 113 milioni di metri cubi di fornitura di gas in più. La fornitura rimanente verrà principalmente dall’energia solare e dallo stoccaggio di energia, mentre il nucleare fornirà meno del 5% del fabbisogno. La realizzazione della nuova capacità energetica necessaria richiederà investimenti stimati da Moody’s in circa 110 miliardi di dollari.

ENERGIA A CARO PREZZO

Il report evidenzia che i costi per la costruzione di nuove centrali elettriche sono solo il primo passo. Moody’s stima che l’aggravio per il sistema potrebbe far aumentare i costi dell’elettricità negli Stati Uniti di una cifra compresa tra i 25 e i 30 miliardi di dollari all’anno. Inoltre, le organizzazioni regionali di trasmissione stimano che il potenziamento pluridecennale delle infrastrutture di trasmissione nei mercati elettrici statunitensi richiederà investimenti per circa 100 miliardi di dollari. Il problema, sottolineato nell’analisi, è come tutti questi costi saranno trasferiti ai consumatori.

I data center sosterranno direttamente fino a 15 miliardi di dollari di questi costi, perché pagheranno per la costruzione di centrali elettriche nei loro campus dedicati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, questi progetti rappresentano circa il 30% delle costruzioni totali previste fino al 2030. Il resto dell’impatto economico rischia di ricadere su famiglie e imprese attraverso l’aumento delle bollette. A questi costi più immediati si aggiungono poi quelli legati all’inquinamento, alla carenza idrica e alle minacce ai terreni pubblici e alle proprietà private.

TUTTI I RISCHI DEGLI INVESTIMENTI

Le preoccupazioni relative ai costi per gli utenti possono influenzare le politiche sui data center e le dinamiche del mercato energetico, causando ritardi, nota Moody’s. E aumentano la probabilità di interventi normativi e riforme del mercato. In più, gli squilibri tra domanda e offerta stanno facendo lievitare i prezzi dell’energia e le bollette in alcune regioni, portando all’adozione di procedure di autorizzazione più rigorose per i data center e persino a moratorie temporanee sui nuovi allacciamenti alla rete. A questi vanno poi aggiunti i  rischi legati a sovradimensionamento e volatilità delle materie prime e quelli di sovradimensionamento delle infrastrutture. Infine, va messa in considerazione una maggiore esposizione alla volatilità dei prezzi del gas naturale.

Nonostante tutti questi rischi analizzati nel report, Moody’s ritiene che gli investimenti infrastrutturali contribuiranno a migliorare l’affidabilità della rete elettrica e che, se gestita in modo efficace, l’espansione della rete potrebbe portare anche convenienza economica nel lungo periodo.

Alessia Albertin

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