Rapporto banche etiche Ue: aumentano attivi e qualità credito

12 Ott 2026
In breve SRI Finance Commenta Invia ad un amico

Oggi in Europa esistono 26 banche etiche che gestiscono più di 120 miliardi di euro di attivo (nel 2018 erano poco più di 51 miliardi) e contano oltre 90 miliardi di euro di depositi. Si tratta di banche che destinano al credito una quota più consistente della loro raccolta rispetto alle banche tradizionali (67% vs 61%), con l’obiettivo di produrre positivi impatti sull’ambiente e sulle comunità, mantenendo al contempo  elevata solidità finanziaria, economica e patrimoniale.

I dati emergono dal  9° Rapporto sulla Finanza Etica in Europa. Lo studio, curato da Fondazione Finanza Etica e Febea (Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative), è stato presentato nei giorni scorsi a Milano, nell’ambito del Festival dell’Economia Critica promosso da Fondazione Feltrinelli. Il rapporto approfondisce il confronto tra banche etiche e grandi banche europee (le cosiddette “banche significative”, ossia gli istituti sottoposti alla vigilanza diretta della Banca centrale europea); analizza l’accessibilità degli strumenti finanziari per le imprese sociali e avanza alcune proposte per migliorare la competitività dell’Europa attraverso il sostegno alla social economy.

I numeri della finanza etica. I dati confermano che solidità e orientamento sociale e ambientale possono procedere insieme: le banche etiche europee presentano infatti una maggiore solidità patrimoniale e una qualità del credito migliore rispetto alle banche significative. Destinano al credito una quota più elevata delle proprie attività, confermando una maggiore attenzione al finanziamento dell’economia reale. Il 98,36% di credito erogato dalle banche etiche va ad attività con finalità ambientali o sociali, contro il 18,5 % delle principali banche europee analizzate. Dei prestiti erogati dagli istituti etici solo il 2,11% presenta problemi di rimborso, rispetto al 2,28% nelle principali banche europee e questo dimostra che la maggiore attenzione al credito verso progetti sociali e ambientali non si traduce in una peggiore qualità dei prestiti. Il Rapporto analizza inoltre la dinamica del cost-to-income ratio (il rapporto tra costi operativi e reddito operativo degli intermediari) che è cresciuto maggiormente nelle banche etiche rispetto alle grandi banche. Il rialzo dei tassi ha portato infatti a una crescita del reddito operativo per tutte le banche, ma ciò che differenzia le banche etiche dalle banche più grandi è il modo in cui sono stati usati i maggiori profitti: nelle banche più grandi i redditi più elevati si sono trasformati in utili da distribuire agli azionisti o da impiegare in operazioni di fusione e acquisizione; nelle banche etiche una porzione maggiore dei ricavi è stata invece utilizzata per rafforzare la banca e la sua presenza sui territori, per destinare più risorse al personale, per distribuire una porzione più elevata del valore aggiunto ai clienti. Lo studio evidenzia anche come la differenza retributiva tra donne e uomini nelle banche etiche, seppur presente, è circa un terzo di quella degli enti tradizionali, 8% contro il 29% delle principali banche europee.

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