Le proposte per il fondo sovrano di oslo

Norges: meno esclusioni e più “guerra”

23 Ott 2026
Notizie SRI Finance Commenta Invia ad un amico
Una commissione nominata dal governo norvegese ha presentato nuove regole etiche per il fondo sovrano del Paese, il più grande al mondo. Tra le raccomandazioni proposte, un ruolo più defilato per il Comitato etico, disinvestimenti in mano a Norges Bank e via libera agli investimenti nelle società della difesa dei Paesi Nato

Una commissione nominata dal governo norvegese ha raccomandato di consentire al suo fondo sovrano di investire in importanti gruppi del settore della difesa occidentale. La proposta è contenuta insieme ad altre in un documento di 432 pagine presentato lo scorso 15 ottobre e rientra una revisione complessiva delle linee guida e delle norme etiche che regolano il più grande fondo sovrano al mondo, gestito da Norges Bank Investment Management. Le attuali regole del fondo sovrano della Norvegia, da 2,3 mila miliardi di dollari, attualmente escludono dal portafoglio 14 aziende del settore della difesa, tra cui Airbus, Boeing, Bae Systems e Lockheed Martin, perché sviluppano o fabbricano armi nucleari o relativi componenti. Se venisse adottata dal parlamento norvegese, la modifica proposta potrebbe aprire la strada all’acquisizione di partecipazioni per decine di miliardi di dollari in società che producono armamenti.

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 463 “La Norvegia apre agli investimenti in difesa nel fondo sovrano”), le organizzazioni della società civile hanno criticato questo e altri suggerimenti avanzati dalla commissione, definendoli un indebolimento delle norme etiche del fondo e ammonendo che creerebbe un precedente per altri investitori internazionali. Anche alcune forze politiche di sinistra hanno criticato il rapporto, anche se il governo di minoranza laburista avrebbe un sostegno sufficiente in parlamento per far approvare le proposte. Le raccomandazioni contenute nel rapporto saranno ora sottoposte a consultazione pubblica fino al 15 gennaio. La prossima primavera, il ministero delle Finanze dovrebbe presentare le proprie valutazioni al parlamento. Anche il governo pubblicherà la sua risposta alla revisione degli esperti ad aprile e la sua proposta dovrà poi essere discussa ed eventualmente approvata dal parlamento.

CRITERI ETICI SGRADITI

La revisione delle linee guida è stata disposta dal governo norvegese il 7 novembre dell’anno scorso. Contemporaneamente il parlamento norvegese ha sospeso i disinvestimenti basati su criteri etici da parte del fondo statale, in attesa dell’esito della revisione. Poche settimane prima, l’amministrazione Trump aveva aspramente criticato il fondo sovrano norvegese per aver disinvestito dalla società statunitense Caterpillar a causa dell’uso dei suoi bulldozer nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata, minacciando anche ripercussioni economiche contro il Paese nordico. La mossa, infatti, aveva ispirato altri fondi a fare altrettanto (Leggi l’articolo “Gaza, il fondo pensione olandese Abp esce da Caterpillar”). Inoltre, il Consiglio indipendente per l’etica del fondo aveva indicato che stava per valutare l’esclusione di aziende tecnologiche, come Amazon, Microsoft e Alphabet, sempre a causa della loro collaborazione con il governo israeliano (Leggi l’articolo “Norges sospende regole etiche per non disinvestire dalle big tech”).

Si tratta di una serie di mosse con possibili ripercussioni significative dal momento che più della metà delle attività del fondo sovrano norvegese sono investite negli Stati Uniti. In particolare, le 10 maggiori società del portafoglio sono proprio aziende tecnologiche come Nvidia, Apple e Amazon, che rappresentano oltre il 20% del valore delle partecipazioni azionarie del fondo. Il ministro delle Finanze Jens Stoltenberg, ex segretario generale della Nato, era quindi intervenuto, incaricando una commissione presieduta dall’ex governatore della banca centrale, Svein Gjedrem, di rivedere le regole etiche del fondo, per adattarle alla corrente situazione geopolitica più frammentata, ai cambiamenti nella sicurezza globale e alla dipendenza della Norvegia dall’ombrello nucleare della Nato. Stoltenberg aveva spiegato che la trasparenza del fondo nel pubblicare i motivi alla base dei disinvestimenti suscitava «reazioni all’estero» e «un rischio maggiore di contromisure», senza però menzionare esplicitamente gli Stati Uniti o altre grandi potenze.

LE NUOVE REGOLE

Prima della sospensione, le vecchie regole prevedevano che il “Consiglio per l’etica”, un organo di vigilanza etica indipendente del fondo sovrano norvegese, formulasse raccomandazioni per il disinvestimento e le inviasse al consiglio di amministrazione della banca centrale, che aveva l’ultima parola, anche se di solito il cda seguiva le raccomandazioni del Consiglio. Poi, una volta che il fondo aveva venduto le azioni di una determinata società, la motivazione veniva pubblicata integralmente. Storicamente, molti importanti investitori istituzionali globali hanno seguito l’esempio del più grande fondo sovrano al mondo.

Secondo la revisione proposta dalla commissione incaricata, il Consiglio per l’etica continuerà ad esistere ma non potrà più raccomandare l’esclusione di una società dal fondo. I suoi compiti si limiteranno ad analizzare singole violazioni etiche da parte delle aziende, caso per caso, senza però fornire alla gestione del fondo consulenza su una linea di condotta generale da adottare. Le nuove regole prevedono che spetti alla banca centrale che gestisce il fondo, Norges Bank, decidere non solo se disinvestire da una società, ma anche se pubblicare le valutazioni dell’organismo di vigilanza, quando farlo e in quale forma.

VIA LIBERA AGLI INVESTIMENTI IN DIFESA

Le nuove norme proposte prevederebbero anche la possibilità per il fondo sovrano di acquisire partecipazioni in società della difesa attualmente escluse per il loro ruolo nella produzione di armi nucleari. Il comitato incaricato dal governo ha raccomandato di revocare l’embargo per le società con sede in uno Stato dotato di armi nucleari ai sensi del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e alleato della Norvegia all’interno della Nato. Questa eccezione aprirebbe la strada all’ingresso di 13 delle 14 società della difesa attualmente escluse nelle partecipazioni del fondo, tutte tranne la società indiana Larsen & Toubro.

Le esclusioni potranno comunque essere confermate per altri motivi etici. La commissione ha precisato che rimarranno in vigore altri criteri di esclusione etica, come quelli relativi alla produzione di armi biologiche e chimiche, mine antiuomo e bombe a grappolo, oltre a quelli riguardanti il ​​carbone, il tabacco e la cannabis.

Alessia Albertin

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