Industria europea in crisi, attacca il Green Deal
Auto Ue, stop alla Cina per non cambiare
L’industria automobilistica europea è in grave crisi da tempo. Le difficoltà si intrecciano con la transizione ecologica. Da un lato, le normative green dell’Unione europea sono spesso additate delle case automobilistiche europee come troppo restrittive e onerose. Fin dal suo esordio, sei anni fa, infatti, il Green Deal europeo è stato ostacolato dalle società europee dell’automotive, che sostengono che le norme Ue per ridurre drasticamente le emissioni ed eliminare gradualmente veicoli con motore a combustione interna rischiano di distruggere la competitività del settore.
Dall’altro lato, però, il mercato europeo dei veicoli elettrici a batteria è stato inondato da marchi cinesi a basso costo e l’industria europea lamenta di non riuscire a sostenere la concorrenza considerata sleale di Pechino, diventato nel giro di pochi anni il principale esportatore globale. Per salvaguardare l’industria automobilistica europea, quindi, nelle stanze dei bottoni di Bruxelles si stanno combattendo due battaglie: una per restringere le importazioni dalla Cina e l’altra per allentare le norme Ue sulle emissioni.
LA NORMA SULLE EMISSIONI
Secondo un documento visionato da Bloomberg, i principali gruppi del Parlamento europeo hanno siglato un’intesa per allentare le norme sulle emissioni per il settore automobilistico. In base al pacchetto proposto dalla Commissione europea, le case automobilistiche europee sarebbero tenute a ridurre le proprie emissioni del 100% entro il 2035. Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 464 “Emissioni, verso una deroga per l’automotive”), i legislatori del Partito Popolare Europeo, dei Socialisti e del gruppo liberale Renew hanno raggiunto un accordo per concedere una deroga ai costruttori automobilistici europei: una riduzione dell’87,5%, rispetto ai livelli del 2021, con un ulteriore 7,5% da compensare attraverso l’uso di acciaio “verde”.
Le modifiche eliminerebbero l’obbligo, previsto per le nuove auto vendute a partire dal 2035, di essere a impatto climatico zero, consentendo ai veicoli con motore a combustione di rimanere sul mercato anche dopo questa scadenza. L’accordo è sostenuto e voluto dalle case automobilistiche, che ritengono che la maggiore flessibilità sia necessaria per salvaguardare il settore. Per i critici, invece, l’indebolimento degli obiettivi climatici potrebbe far restare l’Europa ancora più indietro rispetto alla Cina nella corsa all’elettrificazione del parco veicoli.
L’accordo è stato favorito dall’intesa storica, raggiunta da Francia e Germania durante il vertice dei leader dell’Ue del 15 e 16 ottobre, per abbassare l’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2035 da una riduzione del 100% a una del 90% rispetto ai livelli del 2021 e nessuna compensazione per il restante 10 per cento. L’Europarlamento e il Consiglio che rappresenta i 27 Paesi dell’Ue dovranno ora concordare le rispettive posizioni prima di negoziare la forma finale dell’accordo. Il voto finale è previsto entro la fine dell’anno.
LA CONCORRENZA CINESE
A ottobre la Commissione europea ha anche raggiunto un accordo storico con la Cina per limitare il numero di veicoli elettrici ibridi importati dalla Cina a 350mila auto all’anno. Tutte le auto importate al di sopra della quota annuale non saranno soggette a dazi, ma rimarranno bloccate nelle dogane dei porti europei. I veicoli cinesi assemblati all’interno dell’Ue non saranno soggetti alla quota, mentre lo saranno le aziende dell’Ue che producono auto in Cina. La quota, che entrerà in vigore a dicembre, sarà soggetta alle misure di salvaguardia dell’Organizzazione mondiale del commercio.
L’obiettivo dell’accordo, che ha una durata di quattro anni, è di dimezzare la quota di mercato di Pechino. Le importazioni di auto elettriche e ibride cinesi in Europa, infatti, sono aumentate vertiginosamente negli ultimi due anni e nella prima metà di quest’anno sono triplicate, raggiungendo i 6,7 miliardi di euro rispetto ai 2,2 miliardi di euro dell’anno scorso. Si prevede che quest’anno la vendita di veicoli ibridi a batteria e plug-in cinesi raggiunga circa le 800mila unità nel mercato europeo.
Alessia Albertin
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