Competitività sostenibile 2025 (Gsci): Cina guida cambiamento

16 Gen 2026
In breve Sustainability Trend Commenta Invia ad un amico

La sostenibilità emerge sempre più come fattore chiave della competitività economica globale. Lo conferma il Global Sustainable Competitiveness Index 2025 (Gsci), che valuta le performance dei Paesi sulla base di oltre 250 indicatori quantitativi elaborati da fonti internazionali, proponendosi come alternativa al Pil per misurare sviluppo, rischi e opportunità in chiave di lungo periodo.

La competitività sostenibile è la capacità di una nazione di generare e sostenere una ricchezza inclusiva, preservando al contempo (e idealmente migliorando) le basi naturali, sociali, intellettuali e istituzionali che consentono la creazione di ricchezza.

L’edizione 2025 vede la Scandinavia consolidare il proprio primato: la Finlandia conquista il primo posto per la prima volta, seguita da Danimarca e Svizzera, mentre l’Europa del Nord domina la top 20. Sul fronte dell’innovazione, però, è l’Asia a guidare il cambiamento: Cina, Corea del Sud, Giappone e Singapore primeggiano nel capitale intellettuale. La Cina supera ancora gli Stati Uniti (42° posto), che mostrano criticità su efficienza delle risorse e capitale sociale.

Pur in presenza di alcuni segnali incoraggianti, con il 52% dei trend in miglioramento, il report evidenzia come il sistema globale sia ancora lontano da una piena sostenibilità: il punteggio medio mondiale si ferma a 47 su 100, a fronte di un valore massimo di 60,4. Particolarmente critico resta il deterioramento del capitale naturale, mentre l’indice mette in luce l’inadeguatezza dei rating sovrani tradizionali nel cogliere rischi e opportunità legati alla sostenibilità, lasciando emergere un significativo margine di miglioramento per politiche più inclusive ed efficienti.

0 commenti

Lascia un commento