Feedback negativo alla proposta della commissione

Climate disclosure, Nasdaq contro la Sec

22 Giu 2022
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Il Nasdaq ha respinto la proposta della Securities and Exchange Commission statunitense che vorrebbe imporre la disclosure climatica obbligatoria a tutte le società americane quotate. L'operatore di Borsa ammonisce il regolatore che, secondo un suo sondaggio, il 64% delle quotate preferisce un approccio comply-or-explain

L’ultimo a esprimersi sulla proposta della Securities and Exchange Commission (Sec) sul clima, che introdurrebbe la disclosure obbligatoria delle emissioni da parte delle società americane quotate, è il Nasdaq. Dopo un sondaggio tra le società nel suo paniere, infatti, la Borsa statunitense ha inviato una lettera al regolatore in cui respinge la proposta, spiegando che finirebbe per costare agli investitori, ed esorta l’Authority a non andare avanti con il piano.

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 302 “Nasdaq contro la proposta Sec sul clima”), il Nasdaq ha intervistato 263 aziende pubbliche quotate sul suo listino. Dalla rilevazione emerge che il 64% preferisce un approccio comply-or-explain e il 79% è favorevole a un periodo di inserimento delle divulgazioni sul clima più graduale. La Sec si è impegnata a prendere in considerazione tutti i feedback che riceverà durante il periodo in cui la sua proposta sarà aperta ai commenti da parte dei vari stakeholder.

LE RICHIESTE

Il piano climatico proposto dal regolatore lo scorso marzo obbligherebbe le società quotate in Borsa a rivelare informazioni dettagliate sul loro inquinamento da gas serra e sui loro rischi climatici. Tra le critiche che il Nasdaq muove alla proposta, in primis, c’è quella che le divulgazioni obbligatorie imporrebbero oneri indebiti sulle aziende e finirebbero per costare agli investitori. L’operatore di borsa ha esortato l’Authority ad accantonare i suoi piani per richiedere alle imprese di delineare i rischi che il cambiamento climatico comporta per le operazioni nelle dichiarazioni di registrazione, nelle relazioni annuali e in altri documenti.

In più, il listino ha specificamente chiesto all’autorità di regolamentazione di non imporre alle aziende più grandi la disclosure delle cosiddette emissioni di Scope 3, quelle sono generate dalle altre aziende nella loro catena di fornitura o dai clienti che utilizzano i loro prodotti, poiché sono informazioni particolarmente difficili da quantificare. Al contrario, il Nasdaq chiede alla Sec di prendere in considerazione la possibilità di consentire alle imprese di adottare un approccio più volontario. Inoltre, l’operatore di Borsa vuole anche che l’Authority offra alle aziende porti sicuri legali ed esenzioni per le società di acquisizione a scopo speciale.

Bloomberg riporta che, nella lettera inviata alla Sec, il Nasdaq incoraggia «vigorosamente» il regolatore a «prendere in considerazione l’adozione di un framework comply-or-explain, o di una disclosure obbligatoria solo per alcuni emittenti, piuttosto che di una disclosure strettamente obbligatoria per tutti gli emittenti». E aggiunge: «Temiamo che la proposta imporrebbe ulteriori complessità, costi e oneri agli emittenti, ai fornitori e, in ultima analisi, agli investitori, compromettendo così gli obiettivi fondamentali della Commissione».

Alessia Albertin

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