l'authority analizza LE PASSIVITÀ DI ASSICURAZIONI E previdenza

Eiopa: l’effetto clima sul “vita” e pensioni

20 Ott 2026
Notizie ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Le ondate di calore sono il principale rischio climatico per mortalità, salute e longevità, con possibili conseguenze sulle passività di assicuratori vita e salute e fondi pensione. Al momento, l’impatto finanziario del cambiamento climatico non è materiale, ma potrebbero aumentare nei prossimi decenni

Le ondate di calore rappresentano il principale rischio climatico per la salute in Europa e possono avere conseguenze sulle passività degli assicuratori vita e salute e degli enti pensionistici aziendali o professionali (Iorp). È quanto emerge dal rapporto Climate change impacts on life and health and potential emerging risks for the insurance and IORP sectors, pubblicato da Eiopa, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali.

Come evidenzia il documento, le temperature estreme incidono soprattutto sulla mortalità e, di conseguenza, sui rischi legati alla vita, alla salute e alla longevità.

L’Eiopa sottolinea che, al momento, l’impatto del cambiamento climatico sui settori assicurativo vita e salute e sui fondi pensione non è considerato materiale dal punto di vista finanziario. Il report segnala tuttavia che la rilevanza di questi impatti potrebbe aumentare in futuro, considerando il progressivo riscaldamento dell’Europa e l’evoluzione demografica caratterizzata da una crescita particolarmente sostenuta della popolazione di età pari o superiore a 80 anni. Questi fattori infatti potrebbero accrescere la rilevanza degli impatti climatici, soprattutto qualora tale fascia di popolazione assumesse un peso maggiore per il business assicurativo.

I RISCHI PER ASSICURAZIONI E PREVIDENZA

Il report evidenzia che il cambiamento climatico non costituisce soltanto un rischio dal lato degli attivi, ma rappresenta anche un rischio sul lato delle passività per i (ri)assicuratori operanti nei rami vita e salute e per gli enti pensionistici. L’aumento della mortalità associata alle alte temperature, gli effetti sulla salute degli incendi e del fumo e la diffusione di malattie trasmesse da vettori possono influire sulle ipotesi di mortalità, morbilità e longevità utilizzate nei business model delle compagnie assicurative e degli enti pensionistici.

Per le assicurazioni, i rischi possono tradursi in un aumento dei sinistri per mortalità anticipata, malattia o disabilità, in una maggiore frequenza e gravità delle richieste di rimborso e in perdite correlate quando gli eventi climatici colpiscono contemporaneamente una determinata area geografica.

Gli effetti finanziari dipendono dalle caratteristiche dei prodotti. L’aumento della mortalità può avere conseguenze negative per le polizze che prevedono prestazioni in caso di decesso e positive per i prodotti esposti al rischio di longevità, come le rendite vitalizie. Le compagnie che offrono entrambe le tipologie possono beneficiare di una parziale compensazione tra le esposizioni.

L’Eiopa segnala inoltre che l’aumento dei rischi climatici per la salute potrebbe mettere in discussione l’accessibilità economica e l’assicurabilità di alcuni prodotti vita. Secondo il rapporto, gli assicuratori potrebbero rispondere al cambiamento climatico aumentando i premi, riducendo le prestazioni o limitando le coperture.

Per gli Iorp, il cambiamento climatico può modificare le ipotesi di longevità su cui si basano i sistemi pensionistici, influenzando mortalità, durata della vita lavorativa in buona salute e pensionamento. Questi effetti incidono sull’adeguatezza delle pensioni, sulle passività e sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali, rendendo quindi «necessario integrare i rischi climatici nelle ipotesi di longevità, nelle analisi di scenario e nei framework di risk management».

VALUTAZIONI ANCORA PARZIALI

Il report evidenzia che, negli ultimi cinque anni, il settore assicurativo ha mostrato una crescente attenzione agli effetti del cambiamento climatico sui rischi vita e salute. Tuttavia, questa maggiore attenzione non si riflette ancora pienamente nelle valutazioni dei rischi delle imprese assicurative.

In particolare, per quanto riguarda le valutazioni ORSA (Own Risk and Solvency Assessment), soltanto pochi assicuratori vita menzionano esplicitamente i rischi climatici per la vita e la salute negli scenari di breve e lungo termine, mentre altri considerano l’impatto non materiale.

A livello di vigilanza, il tema sta suscitando crescente attenzione. Diverse autorità stanno infatti conducendo analisi e collaborando con le imprese assicurative per valutare i rischi legati al clima e comprendere in che modo vengono definiti i rischi di sostenibilità, quali analisi siano alla base delle valutazioni delle imprese e quale rilevanza venga attribuita a questi rischi.

Noemi Primini

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