in consultazione fino al 31 ottobre
Esrs, ridotti (con dubbi) per le extra-Ue
La revisione del quadro europeo sulla rendicontazione di sostenibilità non riguarda soltanto il perimetro della Csrd e la semplificazione degli Esrs. Nel percorso avviato con l’Omnibus I, Bruxelles sta intervenendo anche sugli obblighi destinati alle imprese e ai gruppi con sede fuori dall’Unione europea, con l’obiettivo di ridurre gli oneri e favorire una maggiore interoperabilità con i framework internazionali. È in questo contesto che si inserisce la consultazione pubblica avviata da Efrag il 23 luglio 2026 sull’Exposure Draft dell’Esrs-40a, lo standard destinato a determinati gruppi extra-Ue soggetti agli obblighi di rendicontazione previsti dall’articolo 40a della Accounting Directive. Il termine per inviare osservazioni è fissato al 31 ottobre 2026, mentre Efrag dovrà trasmettere il proprio parere tecnico alla Commissione europea entro gennaio 2027.
Lo standard riguarda le società capogruppo ultime non-Ue che generano un fatturato netto nell’Unione superiore a 450 milioni di euro per ciascuno degli ultimi due esercizi consecutivi e che dispongono di una controllata nell’Ue o, in assenza di questa, di una branch, con oltre 200 milioni di euro di fatturato netto nell’esercizio precedente. Secondo le stime di Efrag, il nuovo perimetro interesserà circa 1.200 gruppi extra-Ue, una forte riduzione rispetto alle circa 10mila realtà precedentemente stimate (leggi l’articolo “Csrd, Omnibus taglia 88% società extra-Ue“).
Il tema dell’evoluzione degli Esrs sarà approfondito in un articolo dedicato nel prossimo numero di Esg Business Review n.16 in uscita a ottobre.
UNO STANDARD PIÙ MIRATO
L’Esrs-40a mantiene l’architettura di base degli Esrs, con due standard trasversali e dieci standard tematici relativi agli ambiti ambientale, sociale e di governance. Cambia però la logica della rendicontazione: lo standard è infatti costruito secondo un approccio “impacts only”, coerente con quanto previsto dall’articolo 40a della direttiva. Le imprese interessate non dovranno quindi effettuare una valutazione di doppia materialità e vengono eliminate le informazioni relative a rischi, opportunità, resilienza e dipendenze. Rimangono tuttavia alcune informazioni finanziarie, quando necessarie a fornire il contesto per comprendere gli impatti rendicontati.
Tra le novità figura inoltre una maggiore possibilità di incorporazione per riferimento: a determinate condizioni, le imprese potranno rinviare a informazioni contenute in un report di sostenibilità già predisposto secondo standard allineati agli Ifrs, evitando di duplicare informazioni. A differenza delle imprese soggette agli Esrs completi, inoltre, per l’Esrs-40a non è previsto l’obbligo di rendere il report leggibile anche in formato digitale machine-readable.
IL NODO DEL “MIXED APPROACH”
Il punto più discusso dell’Exposure Draft è però il cosiddetto “mixed approach”, introdotto per consentire una maggiore flessibilità nella rendicontazione dei gruppi internazionali (leggi l’articolo “Efrag, via libera con riserve agli Esrs per le società extra-Ue“). La proposta mantiene una rendicontazione globale per le informazioni relative al clima, mentre per gli altri temi consente, a determinate condizioni, di concentrarsi sugli impatti collegati all’Unione europea. L’impresa potrebbe quindi focalizzarsi sugli impatti derivanti dai prodotti e servizi venduti nel mercato europeo, dalle attività svolte nell’Ue e da alcuni impatti collegati alla catena del valore.
La proposta è stata inserita da Efrag su richiesta della Commissione europea, ma ha suscitato riserve all’interno dello stesso organismo. La soluzione punta a rendere più praticabile l’applicazione dell’articolo 40a per i gruppi internazionali, consentendo, per gli aspetti diversi dal clima, di concentrare la rendicontazione sugli impatti collegati all’Ue. Al tempo stesso, Efrag riconosce la necessità di verificare se questo approccio garantisca informazioni sufficientemente rilevanti e comparabili: proprio su questo aspetto si concentrano alcune delle domande della consultazione.
Giulia Bandini
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