dal 1 gennaio 2021, obbligazioni verdi sdoganate

La Bce accetterà i green bond come collateral

23 Set 2020
Finanza SRI Commenta Stampa Invia ad un amico
L'istituto di Francoforte accetterà titoli legati a questioni climatiche o ambientali, come garanzia per i propri finanziamenti. Se non, addirittura, come asset acquistabili nel quantitative easing. Una spinta alla finanza Sri

La Banca centrale europea dà una spinta senza precedenti agli investimenti Sri. E, nello stesso tempo, alla finanza sostenibile aziendale. Infatti, le obbligazioni con cedole legate a performance di sostenibilità ambientale saranno accettate, a partire dal 1 Gennaio 2021, come garanzie da parte della European Central Bank. Questo è quanto emerge dalla decisione della Bce, diffusa nella giornata di ieri attraverso un comunicato stampa (leggi comunicato).

Gli obiettivi di carattere climatico e ambientale, cui dovranno essere legate le cedole dei “Sustainability Linked Bonds”, faranno riferimento a uno o più target disciplinati dalla regolazione europea sulla Tassonomia e/o uno o più Sdgs delle Nazioni Unite, relativi al climate change o al degrado ambientale. Questa tipologia di titoli obbligazionari diventerà idonea come “collateral” sia per le operazioni di credito dell’Eurosistema sia (fermo restando la validità di tutti gli altri criteri di idoneità) per gli acquisti a titolo definitivo da parte dell’Eurosistema, all’interno dei programmi App (Asset Purchase Programme) e Pepp (Pandemic Emergency Purchase Programme), per favorire una politica monetaria espansiva, attraverso iniezioni di liquidità.

Questa decisione della Bce si inserisce all’interno di una strategia, intrapresa dalla Presidente Christine Lagarde, volta non solo al perseguimento di una “Agenda Green”, ma diretta ad affermare e dimostrare il ruolo cruciale ed imprescindibile dell’Eurosistema nel contrasto al climate change. La posizione presa dalla Bce infatti permetterà di ampliare il paniere delle attività negoziabili ammissibili all’Eurosistema, favorendo un forte sostegno da parte della European Central Bank al mercato della finanza sostenibile.

Al di là degli aspetti tecnici, significa che le obbligazioni sostenibili entrano a tutti gli effetti tra gli asset che il sistema finanziario può portare a garanzia nelle proprie operazioni di rifinanziamento. Ergo, che investire in questi strumenti diventa meno rischioso per i bilanci bancari, in quanto comunque “monetizzabili” presso Francoforte.

Del resto, una simile mossa era stata indicata nella ricerca “Study on the potential of green bond finance for resource-efficient investments” della Commissione europea del novembre 2016. In un capitolo dedicato alle possibili misure di incentivo ai green bond, il documento spiegava che «le banche centrali potrebbero fornire liquidità più a buon mercato alle banche che si affacciano sul mercato delle obbligazioni verdi. Potrebbero anche fornire un trattamento preferenziale per le obbligazioni verdi come collateral se le banche cercano finanziamenti dalle banche centrali. […] Infine, le banche centrali potrebbero includere le obbligazioni verdi nei loro programmi di quantitative easing. […] Finora – si legge nel documento del 2016 -, poche banche centrali si sono impegnate in attività legate alle obbligazioni verdi. La banca centrale cinese è l’unica che ha emesso linee guida dedicate alle obbligazioni verdi. Altre banche centrali, tuttavia, sono state attive nel campo della finanza verde in generale».

Tra le banche centrali che, nel frattempo, hanno iniziato ad agire sui green bond, c’è anche Banca d’Italia (vedi articolo Banca d’Italia pronta a lanciare portafoglio Esg sui bond).

Stefano Ferrari

 

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