l'ente spiega le attività di ingaggio e verifica dei gestori
Fondo pensione Onu: sgr riprese sugli Esg
Anche il fondo pensione dell’Onu (Unjspf) ha alzato l’asticella nel rapporto con i gestori. L’ente ha pubblicato i report sull’engagement e sul voto 2025, e nel primo documento ha messo in chiaro anche l’attività di verifica portata avanti nei mesi scorsi verso le sgr. Il report, oltre a essere un esempio di audit verso i gestori, è in sé un’ottima pratica di governance per gli enti previdenziali: la descrizione pubblica delle relazioni con i gestori, e delle iniziative per migliorarle.
Il Fondo comune pensionistico del personale delle Nazioni Unite, che gestisce un patrimonio di 107 miliardi di dollari, arriva dopo alcuni abbandoni di alto profilo dalle iniziative degli investitori sul clima da parte dei gestori statunitensi negli ultimi anni. Lo scorso gennaio, l’Unjspf era tra i grandi investitori istituzionali che avevano esortato i firmatari della Nzam a mantenere la propria adesione in vista del rilancio dell’iniziativa.
UNA SPINTA A NOVE SGR EQUITY
«Nel 2025 – si legge nel documento (scarica qui) – il Fondo ha avviato un dialogo con nove gestori esterni di titoli azionari quotati in Borsa in materia di clima, concentrandosi sull’allineamento delle loro strategie agli obiettivi di zero emissioni nette. Ciò ha comportato l’incoraggiamento dei gestori a impegnarsi a realizzare portafogli allineati all’obiettivo di 1,5 °C, a rafforzare il loro approccio all’integrazione del rischio climatico e a integrare la stewardship come componente fondamentale della gestione del portafoglio. I gestori sono incoraggiati a dialogare attivamente con le società in portafoglio, a stimolarle in modo costruttivo sulle loro strategie di transizione e a dimostrare in che modo la stewardship sostenga i risultati di decarbonizzazione in tutte le classi di attività».
Spunta anche una prova di esame. «Nell’ambito di questo processo – scrive il fondo dell’Onu -, i gestori sono incoraggiati a fornire casi di studio sulle loro attività di stewardship».
QUANDO IL GESTORE LASCIA LE ALLEANZE
C’è anche uno specifico paragrafo sulle verifiche per i gestori che hanno fatto retromarcia. «L’Unjspf ha condotto revisioni ad hoc con i gestori a seguito dei cambiamenti nella loro partecipazione a iniziative chiave quali la Net Zero Asset Managers Initiative e Climate Action 100+, per valutare le implicazioni sui loro impegni climatici e garantire il continuo allineamento con le aspettative del Fondo».
Insomma, le uscite non sono passate inosservate. E non sono piaciute.
ATTENZIONE SUI PRIVATE MARKETS
Nei mercati privati, l’Unjspf ha avviato un dialogo con alcuni General Partner (Gp) selezionati in merito alla governance Esg, alla partecipazione agli Unpri e alle azioni di gestione e mitigazione dei rischi legati a potenziali controversie. Ad esempio, si legge, «il Fondo ha avviato un dialogo con un Gp in relazione a potenziali problemi reputazionali presso una piattaforma del portafoglio, riguardanti inadempienze in materia ambientale e relative ai locatari. Il Gp ha illustrato le misure correttive intraprese, tra cui la risoluzione del contratto con il gestore terzo coinvolto, il rafforzamento dei quadri di conformità, l’attuazione di corsi di formazione obbligatori e la cessione degli asset interessati».
Il Fondo ha inoltre avviato un dialogo con due gestori d’impatto per valutare la solidità dei loro quadri di impatto, compresa la definizione dei Kpi, le pratiche di misurazione e la gestione dei rischi legati all’impatto.
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