fondi UK coivolgono il Financial Reporting Council

Hsbc, investitori chiedono check Esg all’authority

30 Apr 2026
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Un gruppo di istituzionali britannici non si è limitato a interpellare direttamente la banca, ma ha chiesto direttamente alla autorità contabile di verificare se Hsbc stia valutando correttamente i rischi climatici nei propri conti

Gli investitori istituzionali britannici sono così attenti alle tematiche Esg da compiere un passo inusuale: anziché rivolgersi direttamente all’azienda investita riguardo ai loro dubbi Esg, hanno scritto direttamente all’authority per chiedere un’indagine. È quanto emerge dall’articolo di Reuters “Investors urge UK audit watchdog to scrutinize HSBC’s climate accounting”, che racconta come un gruppo di investitori istituzionali abbia chiesto al Financial Reporting Council (Frc) di esaminare i conti e la revisione contabile di Hsbc per il 2025, per verificare se la banca stia valutando correttamente i rischi materiali legati al cambiamento climatico.

Come riportato nella rassegna stampa di questa settimana, tra i firmatari della lettera figurano Sarasin & Partners, il fondo pensione per lavoratori Nest, il Merseyside Pension Fund e le società di gestione Lombard Odier Investment Management ed Edentree Investment Management. La lettera, indirizzata al Frc e inviata per conoscenza alla stessa Hsbc e alla Prudential Regulation Authority, «esprime preoccupazione per la scarsa trasparenza sia della banca sia del suo revisore PwC su aspetti ritenuti materiali per la comprensione della resilienza patrimoniale della banca da parte degli investitori». L’Frc ha confermato di aver ricevuto la lettera, ma ha dichiarato di non poter commentare ulteriormente. PwC ha declinato ogni commento, mentre Hsbc non ha risposto alla richiesta di Reuters.

LE PREOCCUPAZIONI DEGLI INVESTITORI

Al centro della contestazione c’è la valutazione dei rischi climatici nei bilanci di Hsbc. Gli ultimi tre rendiconti finanziari della banca hanno concluso che nel breve-medio termine non si prospettano impatti significativi, pur riconoscendo l’incertezza legata al cambiamento climatico. Gli investitori ritengono questa posizione eccessivamente ottimistica, alla luce dell’esposizione della banca a rischi fisici come alluvioni e incendi, e a rischi di transizione legati all’evoluzione normativa. Gli investitori affermano che, «in un momento di crescente instabilità climatica e di accelerazione della decarbonizzazione in settori chiave, non contabilizzare perdite o passività probabili potrebbe mettere a rischio il capitale degli investitori».

Il gruppo di investitori afferma di aver avviato un dialogo con il comitato di audit, il responsabile contabile e il revisore della banca già dal 2023, senza però vedere alcuna evidenza concreta di progressi. Nel corso del 2025, gli investitori avevano chiesto al board di rivedere la metodologia di valutazione dei rischi climatici, di incorporarla nelle assunzioni contabili e di pubblicare un’analisi di sensitività basata su scenari climatici più severi. Viene sollevato inoltre un potenziale conflitto di interessi nella figura del presidente di Hsbc, Brendan Nelson, che ricopre anche il ruolo di presidente del comitato di audit.

UN SEGNALE FORTE

Il fatto che degli investitori istituzionali si rivolgano direttamente al regolatore, e non all’azienda investita stessa, per chiedere conto della sostenibilità di un bilancio, è un gesto unico e significativo. Un segnale di quanto il mercato britannico, sia lato asset owner (leggi “Asset owner: 5 ultimatum Esg ai gestori”) sia lato asset manager, consideri la sostenibilità non come un tema accessorio, bensì come tema principale e di solidità finanziaria.

Alessandro Fenili

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