Il paradosso della guerra (in Iran) che spinge la Transizione
L’attacco all’Iran ha generato il paradosso della guerra Esg. Ovvero, se, da un lato, il conflitto in corso in Medio Oriente causa disatri ambientali, vittime e distruzione delle infrastrutture sociali, dall’altro lato, crea i presupposti per accelerare la transizione. Il messaggio è stato messo nero su bianco in una nota di Morningstar, intitolata “Energy Security in an Age of Conflict — The Case for Accelerating the Transition”.
Un primo aspetto considerato è la chiusura dello stretto di Hormuz e le ricadute sul mercato dell’oil. «Riteniamo – scrive Morningstar – che l’attuale conflitto (e la conseguente crisi energetica) possa spingere alcuni dei governi più colpiti a rivedere il proprio approccio energetico, al fine di migliorare non solo la propria sicurezza energetica, ma anche la propria resilienza ai cambiamenti climatici. La precedente crisi energetica del 2022 ha indotto molti governi europei ad aggiornare le proprie strategie di sicurezza energetica, puntando a diversificare le proprie fonti energetiche e ad aumentare la quota delle energie rinnovabili nel proprio mix energetico».
L’altro aspetto esaminato dal report è la disponibilità di acqua. «Oltre alla volatilità dei prezzi del petrolio e del gas, osserviamo che il conflitto accresce anche il rischio per la sicurezza idrica, poiché l’acqua dolce è una risorsa naturale strategica. In Medio Oriente, molti paesi fanno affidamento sugli impianti di desalinizzazione per una quota molto consistente del proprio approvvigionamento idrico, rendendoli una colonna portante della sicurezza idrica
e un’infrastruttura idrica fondamentale. Complessivamente, gli Stati del Golfo gestiscono circa 400 impianti di desalinizzazione che producono all’incirca il 40% dell’acqua desalinizzata a livello mondiale. Nel frattempo, metà dell’acqua potabile di Israele proviene da cinque grandi impianti di desalinizzazione costieri. Considerando i cambiamenti climatici e le variazioni dei modelli meteorologici, è improbabile che questa dipendenza cambi. Ora alcuni di questi impianti sono minacciati da attacchi, e alcuni sono già stati colpiti».
La conseguenza, anche qui, potrebbe essere quella di un aggiornamento degli investimenti sulla gestione dell’acqua.
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