c'è un generale consenso su pronunciati rischi esg

In realtà, l’investitore AI teme l’AI

15 Set 2026
Notizie ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Secondo la ricerca Robocap, gli istituzionali, pur allocando capitali sul settore, prevedono nei prossimi tre anni un aumento degli effetti negativi dell’intelligenza artificiale. Tra i rischi indicati: consumi energetici, diritti democratici, occupazione, sicurezza dei dati e privacy

Il 97% degli investitori professionali ritiene che gli impatti negativi dell’intelligenza artificiale sui principali temi Esg peggioreranno nei prossimi tre anni. È quanto emerge da una ricerca globale realizzata da Robocap su investitori istituzionali e wealth manager che, complessivamente, gestiscono 513 miliardi di dollari. Il campione comprende senior executive di asset manager assicurativi, fondi pensione, family office e società di wealth management.

Per il 44% degli intervistati, gli impatti negativi dell’AI aumenteranno in maniera significativa nei prossimi tre anni, mentre il 53% prevede un peggioramento più contenuto.

In questo contesto, tuttavia, il 71% degli investitori ritiene che esista un livello sufficiente di trasparenza sui potenziali impatti Esg di alcune tecnologie e programmi di AI. Per il 29%, invece, il livello di chiarezza è insufficiente.

Accanto ai rischi, gli investitori individuano anche benefici legati alla tecnologia. Il 59% indica l’aumento dei livelli di produzione come principale beneficio dell’AI, seguito dal miglioramento della flessibilità produttiva e della qualità e coerenza dei prodotti.

I MAGGIORI IMPATTI SUGLI ESG

La ricerca evidenzia una serie di rischi che interessano diverse dimensioni Esg legate all’ambiente, alla governance, alla privacy, alla sicurezza e al futuro del lavoro.

Tra principali temi Esg considerati dalla ricerca emergono il consumo energetico e l’indebolimento dei diritti democratici.

Un altro tema che desta preoccupazione è l’impatto dell’intelligenza artificiale sui posti di lavoro nel settore finanziario. Il 43% degli investitori ritiene che l’AI avrà un impatto su tutti i ruoli della finanza. Il 38% prevede invece che ogni ruolo sarà fondamentalmente ridefinito, con la contemporanea ricostruzione di alcune funzioni. Una quota più ridotta, pari al 5%, ritiene che tutti i ruoli finanziari saranno alla fine sostituiti dall’intelligenza artificiale.

Tra le principali minacce associate alla tecnologia, l’87% degli intervistati indica i sistemi autonomi di AI capaci di prendere decisioni senza intervento umano. Il 71% segnala le vulnerabilità tecnologiche e la possibilità che i sistemi di AI vengano hackerati o manipolati. Seguono l’utilizzo dell’AI per attività di sorveglianza o controllo (70%), le implicazioni etiche e il possibile uso improprio dell’AI (64%) e le questioni relative alla privacy e alla sicurezza dei dati (62%).

«Gli investitori non considerano queste preoccupazioni come un motivo per prendere le distanze dall’AI – ha dichiarato Jonathan Cohen, founder e CIO di Robocap -. Al contrario, vedono l’innovazione responsabile come essenziale per sbloccare il valore a lungo termine di questa tecnologia».

Secondo Cohen, la ricerca mostra una crescente consapevolezza tra gli investitori istituzionali del fatto che, alle opportunità offerte dall’AI, si accompagnano «significative responsabilità». In particolare «gli investitori si aspettano dalle aziende che sviluppano e utilizzano tecnologie di AI solidi framework di governance, trasparenza e accountability».

«Le aziende meglio posizionate per una crescita sostenibile saranno quelle che combinano capacità AI all’avanguardia con una solida gestione del rischio e un chiaro commitment verso uno sviluppo etico», ha concluso Cohen.

Noemi Primini

 

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