Investimenti real estate non Esg: svalutati 20-40% in tre anni
Oltre tre quarti (76%) degli investitori istituzionali europei con immobili commerciali in sofferenza (edifici che hanno subito una riduzione del valore del capitale, della locazione o della liquidità futura a causa delle scarse prestazioni energetiche) hanno visto il loro valore diminuire tra il 20% e il 40% negli ultimi tre anni.
È quanto emerge da una nuova ricerca di benchmarking condotta da re:sustain, la piattaforma tecnologica leader nel settore scientifico che ottimizza il consumo energetico degli immobili. Re:sustain ha intervistato 200 gestori patrimoniali istituzionali immobiliari europei nel Regno Unito, in Germania, Francia, Paesi Bassi, Spagna e Italia, con un patrimonio gestito complessivo di 296 miliardi di euro.
Due terzi degli intervistati (63%) hanno affermato che il 20-40% del loro portafoglio immobiliare commerciale presenta un consumo energetico elevato, ovvero superiore ai benchmark energetici previsti per quel tipo di bene e quella ubicazione. Oltre la metà (57%) degli intervistati ha dichiarato che tra il 10% e il 50% dei propri beni immobiliari era bloccato, il che rappresenta un enorme problema per il settore.
re:sustainreal estatestudiericerche