ESG.litigation - Causa contro le restrizioni ai consulenti

Investitori contro il Kentucky per legge anti-Esg

6 Nov 2026
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ET.litigation propone ogni settimana un esempio particolarmente interessante di contenzioso legato agli Esg, ossia le "Esg litigation". In questa rubrica si trovano anche gli aggiornamenti dei casi più importanti, magari accompagnati da contributi legali. Selezionati per chi vuole approfondire questo specifico fronte

Una rete di investitori ha fatto causa allo Stato del Kentucky per una legge che limita le attività ambientali, sociali e di governance (Esg) dei consulenti nei voti per delega.

La legge. Il Senate Bill 183 del Kentucky impone ai consulenti sul voto per delega di notificare e divulgare informazioni agli azionisti e alle società che operano nel Kentucky, se non stanno “agendo esclusivamente nell‘interesse degli azionisti” o stanno fornendo “pareri sostanzialmente differenti” in merito a proposte di voto o proposte aziendali.

Le organizzazioni che violano la legge possono andare incontro a sanzioni fino a 2.000 dollari per ogni infrazione.

La legge aveva già suscitato polemiche in fase di approvazione, con il governatore democratico Andy Beshear che aveva posto il veto sul provvedimento lo scorso marzo. Tuttavia, la legislatura dello Stato ha superato il veto e trasformato il provvedimento in legge il 31 marzo 2026.

Il caso. Il 29 ottobre 2026 l’Interfaith Center on Corporate Responsibility, United Church Funds e Ceres hanno intentato una causa presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale del Kentucky contro il Procuratore generale del Kentucky Russell Coleman per la legge “Senate Bill 183“, che limita le attività dei proxy adviser in ottica anti-Esg.

I querelanti hanno argomentato che la normativa è “inammissibilmente vaga” nel definire quali entità e quali servizi rientrino nell’ambito di applicazione della legge.

Inoltre, hanno aggiunto che la legge mira a sopprimere le idee e le richieste di investitori e azionisti e a rendere più difficile per gli azionisti opporsi alle posizioni dei vertici aziendali.

La denuncia sostiene che la legge violi i diritti garantiti dal Primo Emendamento della Costituzione statunitense, che tutela la libertà di parola, poiché costringe le organizzazioni “a sostenere il punto di vista preferito dal Kentucky attraverso divulgazioni obbligatorie“, in contrasto con le proprie convinzioni e con gli obiettivi dichiarati dai propri membri. I ricorrenti si trovano di fronte a un dilemma, si legge nel documento: rilasciare “dichiarazioni che non condividono, smettere di esprimersi su questioni di interesse pubblico legate ai propri valori fondamentali, oppure continuare a intervenire su tali temi correndo il rischio di indagini, contenziosi e sanzioni pecuniarie ingenti”.

La causa mira a ottenere una dichiarazione giudiziaria che attesti l’incostituzionalità della SB 183 e un’ingiunzione che ne impedisca l’applicazione.

I precedenti. Leggi simili, che prendono di mira i consulenti per le raccomandazioni formulate sul voto per delega, sono già state approvate o in fase di proposta in 13 Stati americani a guida Repubblicana. Molte di queste sono già state contestate in tribunale.

A luglio, Glass Lewis e Institutional Shareholder Services hanno ottenuto un’ingiunzione preliminare per bloccare due leggi anti-Esg simili in Indiana e Kansas (Per approfondire leggi il caso sulla rubrica Et.litigation “Indiana e Kansas sconfitte su leggi anti-Esg“).

E nell’agosto dell’anno scorso, hanno ottenuto da un tribunale federale di bloccare l’applicazione di una legge statale del Texas che mirava a limitare la consulenza dei proxy adviser su questioni Dei e Esg (Per approfondire leggi il caso sulla rubrica Et.litigation “Esg e Dei, il giudice boccia il blocco del Texas“).

Alessia Albertin

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