ET.OBSERVER - RASSEGNA COMMENTATA DI CIÒ-CHE-FA-SISTEMA

L’occhio sostenibile della settimana/ 188

16 Set 2019
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In questo numero: Nuova acquisizione per Msci - Investitori, impegno monodirezionale - I ritorni finanziari dell’adaptation - A cosa guardano gli investitori (e i non) - Aumentano i fondi aperti sostenibili - In Europa gli azionisti dicono «No»

Quadrato_ETpro_OBET.observer è la Rassegna Stampa settimanale commentata di ETicaNews. Che punta la lente su alcuni dei principali snodi dell’informazione sui temi di sostenibilità negli ultimi sette giorni. Dando la precedenza agli argomenti su cui l’attenzione di ETicaNews è costante.

Nuova acquisizione per Msci

  • OGGETTO – MSCI Barra (Suisse) Sàrl stipula un accordo definitivo per l’acquisizione del 100% di Carbon Delta AG
  • DATA – 9 settembre 2019
  • FONTE – MSCI in deal to acquire data analytics firm Carbon Delta
  • PAROLE CHIAVE: Msci, MSCI Barra (Suisse) Sàrl, Carbon Delta AG, fintech

Riprende la giostra di acquisizioni in ambito ambientale, sociale e di governance (Esg). L’ultima mossa è quella del provider Msci, che ha annunciato che la sua controllata, MSCI Barra (Suisse) Sàrl, ha stipulato un accordo definitivo per l’acquisizione del 100% di Carbon Delta AG, società di fintech ambientale e analisi dei dati con sede a Zurigo. Attraverso l’operazione, la cui chiusura è prevista per il prossimo mese, Msci intende ampliare la sua valutazione del rischio climatico e di reporting per il mercato istituzionale per assistere gli investitori con requisiti di informativa sul rischio climatico. Le condizioni dell’operazione non sono state rese note.

Investitori, impegno monodirezionale

Cresce la preoccupazione dei grandi investitori Uk sulle questioni ambientali e di corporate governance, ma, secondo un report di Ey, asset manager e asset owner dovrebbero aumentare il proprio impegno anche in altre aree quali audit, corporate reporting, trust e reputazione. Ey ha analizzato i livelli di engagement dei top asset manager, e le linee guida date alle imprese in cui investono, in 25 aree chiave, assegnando punteggi in base allo «spessore dell’attività di stewardship segnalata» per ciascuna area. Tra i nomi valutati nel rapporto emergono Blackrock, Jp Morgan Asset Management e Fidelity, nonché i regimi pensionistici di British Airways e Bt. Le questioni ambientali, in particolare climate change e sostenibilità, sono state classificate come le aree di massima priorità per gli investitori. Il cambiamento climatico è stato l’unico tema che ha ottenuto il punteggio più alto ed è stato descritto nel report come «una delle principali priorità per gli investitori». La governance è la seconda area in cui si è rilevato maggiore engagement, con investitori particolarmente attenti alla remunerazione dei dirigenti e alla composizione della leadership, entrambi sotto i riflettori negli ultimi mesi. Al contrario, le questioni relative all’audit e all’assicurazione, nonché alla fiducia e alla reputazione sono state le aree in cui l’impegno asset manager e asset owner è stato il più basso.

I ritorni finanziari dell’adaptation

  • OGGETTO – Secondo un report della Global Commission on Adaptation 1.800 miliardi di dollari in investimenti entro il 2030 potrebbero produrre 7.100 miliardi di dollari in benefici
  • DATA – 10 settembre 2019
  • FONTE – The Massive Cost of Not Adapting to Climate Change
  • PAROLE CHIAVE: Global Commission on Adaptation, Climate Change, World Resources Institutee

Le stime sui ritorni finanziari degli investimenti per ridurre il climate change superano di quasi quattro volte la posta. Un nuovo rapporto della Global Commission on Adaptation, la commissione per l’adattamento, gestita dal World Resources Institute e dal Global Center on Adaptation, ha concluso che 1.800 miliardi di dollari in investimenti entro il 2030 concentrati in cinque categorie (sistemi di allarme meteo, infrastrutture, agricoltura in terreni aridi, protezione delle mangrovie e gestione delle acque) potrebbero produrre 7.100 miliardi di dollari in benefici. Le proposte della Commissione riguardano molte categorie di rischio climatico e il modo in cui le diverse regioni geografiche saranno interessate individualmente. E i miglioramenti richiesti, in molti casi, hanno budget relativamente bassi. Un esempio sono i sistemi di allerta anticipata di tempeste per progetti edilizi su larga scala: la diffusione di informazioni affidabili sulle tempeste con un solo giorno di anticipo può ridurre i danni del 30%, secondo il report; un investimento di 800 milioni di dollari potrebbe evitare fino a 16 miliardi di dollari di costi annuali. La Global Commission on Adaptation è stata creata nel 2018 per mantenere il tema del climate change nelle agende nazionali, è un gruppo di 34 membri, guidato dal fondatore di Microsoft Corp. Bill Gates, l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e dalla dg della Banca Mondiale, Kristalina Georgieva.

A cosa guardano gli investitori (e i non)

Gender diversity in cda e disclosure sul rischio climatico sono al centro dell’attenzione nell’azione delle aziende. Lo dimostrano i risultati della Global Benchmark Policy Survey 2019 di Institutional Shareholder Services (Iss). Nell’indagine, condotta tra luglio e agosto, emerge come il 61% degli investitori e il 55% dei non-investitori concordino sul fatto che la diversità di genere nei consigli di amministrazione sia un fattore essenziale per una governance efficace, e questo a prescindere dal tipo di attività dell’azienda o dal mercato di riferimento. Un altro tema che ha visto maggiore interesse da parte delle due categorie di intervistati è la divulgazione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici: il 60% degli investitori ha detto che tutte le aziende dovrebbero valutare e divulgare i rischi legati al clima, il 35%, ha dichiarato che occorre prendere in considerazione una serie di fattori, tra cui il modello di business della singola società, dove e come opera l’azienda e i suoi settori industriali. Soltanto il 5% degli investitori ha indicato che i possibili rischi legati ai cambiamenti climatici sono spesso troppo incerti per essere incorporati in un modello di valutazione del rischio specifico dell’azienda. Le risposte dei non investitori a questi stessi tre problemi sono state rispettivamente del 21%, 68% e 11 per cento. Iss ha intervistato 268 non-investitori di società pubbliche e 128 investitori di asset owners e money managers.

Aumentano i fondi aperti sostenibili

I fondi open-ended con il marchio “investimento sostenibile”, a metà 2019 toccano quota 1.800 miliardi di dollari di masse in gestione. All’interno di questo universo, gli obbligazionari arrivano a un quinto del totale delle attività: 375 miliardi di dollari. A rilevarlo la ricerca “A primer on sustainable fixed income funds” elaborata da Morningstar. L’introduzione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite nel 2016, sostiene la società, avrebbe dato forte impulso all’adozione delle pratiche Esg da parte dei grandi investitori istituzionali.

In Europa gli azionisti dicono «No»

Aumenta la curva del dissenso degli azionisti in Germania e Spagna. Il picco proprio a Berlino, dove la quota di risoluzioni di grandi aziende tedesche che hanno sperimentato un significativo dissenso degli azionisti durante le assemblee annuali è aumentata del 108,6% tra il 2018 e il 2019. In Spagna la crescita è stata più contenuta, ma, comunque significativa: 21,1 per cento. A rilevarlo la società di consulenza in materia di shareholder engagement e governance, Georgeson. Complessivamente, in Europa si è registrato un aumento del 6,7% di risoluzioni che hanno incontrato il dissenso, tra cui Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Spagna, Svizzera e Paesi Bassi. Georgeson definisce un voto controverso come un voto contestato che è osteggiato da oltre il 10% degli azionisti.

@raffaelaulgheri

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