L’Ue approva l’accordo sul clima. Anche l’Italia avvia la ratifica

10 Ott 2016
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La plenaria dell’Europarlamento ha approvato, lo scorso 4 ottobre, la ratifica Ue dell’accordo sul clima di Parigi, garantendone l’entrata in vigore entro un mese. Dunque, “salvando” la prossima conferenza sul clima di Marrakesh al via il 7 novembre, dove sono in agenda i primi passi per attuare l’accordo di Parigi.

Il sigillo politico, secondo quanto riportato dall’Ansa, è arrivato con un’ampia maggioranza dell’assemblea (610 a favore su 679 votanti) ed è “storico” perché garantisce il superamento dei criteri minimi previsti per l’entrata in vigore dell’intesa di Parigi a livello globale. Secondo le regole stabilite, l’intesa può entrare a regime dopo 30 giorni dall’adesione di almeno 55 Paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni. Fino al voto europeo, i Paesi erano 62 per quasi il 52% delle emissioni. Con l’ok dell’Ue (o meglio col peso dei sette Stati membri che hanno aderito), si aggiunge il 4,5% delle emissioni, quota che consente il superamento della soglia critica, e l’entrata in vigore. Un risultato non secondario, se si considera solo che per il protocollo di Kyoto c’erano voluti otto anni, mentre la Cop21 di Parigi si è tenuta appena nove mesi fa.

Per accelerare il processo di ratifica, l’Ue ha dato il disco verde nonostante fossero solo sette gli Stati membri che avevano aderito all’intesa: Austria, Francia, Germania, Malta, Portogallo, Slovacchia e Ungheria.

Sempre il 4 ottobre, il consiglio dei ministri a Roma ha approvato il disegno di legge di ratifica dell’accordo di Parigi. Il testo prevede che l’Italia partecipi alla prima capitalizzazione del “Green Climate Fund” con 150 milioni di euro, 50 per ogni anno fino al 2018, che si aggiungono ai 50 milioni già versati dall’Italia nel fondo che sostiene gli sforzi dei Paesi in via di sviluppo nel conseguimento degli impegni dell’accordo.

 

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