eliminata "d'urgenza" la scadenza intermedia del 2030

Net Zero, Sbti libera tutti sul near term

6 Mag 2026
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L'organizzazione ha rimosso la data del 2030 come scadenza per dimezzare le emissioni aziendali e raggiungere gli obiettivi a medio termine. Le aziende dovranno stabilire il proprio anno per il raggiungimento degli obiettivi climatici a medio termine. Ma la mossa divide

Science Based Targets Initiative (Sbti) ha modificato il suo quadro di riferimento per il Net zero, attraverso una procedura di “urgenza” e una revisione definita “non sostanziale” che rimuove la data del 2030 per raggiungere gli obiettivi di medio termine (dimezzando le emissioni aziendali) e chiede alle aziende di stabilire il proprio anno target per il medio termine.

La mossa, come riferito dalla Rassegna Stampa sostenibile che riprende un articolo di Responsible Investor del 28 aprile, è finita al centro delle critiche per le modalità e i contenuti. Alcuni analisti citati da Responsible Investor hanno criticato la mancanza di trasparenza, le modalità di comunicazione e il rischio che la decisione comporti un peggioramento dell’impatto delle emissioni sul cambiamento climatico. Insomma, per i critici la mossa è tutt’altro che “non sostanziale” e viene bollata come un tentativo di venire incontro alle aziende che hanno tardato ad adottare obiettivi di riduzione delle emissioni. In questo modo, infatti, anche i ritardatari nel settare target potrebbero ottenre l’approvazione Sbti. Tuttavia, c’è anche chi rileva la necessità di flessibilità e di aggiustamenti per riuscire a centrare i target fissati tra qui e il 2030.

LA MODIFICA

Sbti aveva precedentemente fissato il 2030 come scadenza per dimezzare le emissioni aziendali e raggiungere gli obiettivi a medio termine. Le aziende erano tenute a ridurre le emissioni Scope 1 e 2 di almeno il 42% entro il 2030, indipendentemente dalla data di approvazione degli obiettivi climatici. Sbti ha rimosso la data del 2030 e ha chiesto alle aziende di stabilire il proprio anno per il raggiungimento degli obiettivi climatici a medio termine, mantenendo il requisito minimo di riduzione delle emissioni del 4,2% all’anno tra l’anno base e l’anno target.

«Tenendo conto dell’anno di riferimento di un’azienda e dell’anno in cui intende raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette – scrive Sbti nel suo comunicato – , il metodo rivisto offre un approccio coerente tra aziende con punti di partenza diversi, pur mantenendo il pieno allineamento con i percorsi scientificamente fondati verso il Net Zero. Ciò garantisce che le riduzioni siano distribuite in modo uniforme lungo l’intero percorso fino al 2050, anziché concentrarsi eccessivamente in un arco di tempo più breve a breve termine per le aziende che fissano i propri obiettivi in un secondo momento». L’adeguamento punta a risolvere un problema riscontrato con il metodo precedente, originariamente progettato per fissare obiettivi all’inizio degli anni 2020, ma che, quando si fissano obiettivi nella seconda metà di questo decennio, comporta tassi di riduzione sempre più proibitivi, dato il periodo compresso che ciò implica per raggiungere le riduzioni delle emissioni.

L’iniziativa, spiega Science Based Targets, ha aggiornato l’Approccio di contrazione assoluta (Aca), la metodologia utilizzata dalle aziende per fissare obiettivi di riduzione assoluta delle emissioni nell’ambito dello Standard aziendale Net-Zero V1.3 e dei Criteri aziendali a breve termine V5.3. Ciò allinea il metodo alla direzione metodologica proposta nell’imminente Corporate Net-Zero Standard V2.0, favorendo una transizione più agevole per le aziende che passeranno dalla versione 1.3 alla versione 2.0 nel corso del tempo.

 A CHI SI APPLICA

L’aggiornamento entra in vigore con effetto immediato (dal 14 aprile) per tutte le aziende che fissano obiettivi in materia di energia ed emissioni industriali, nonché obiettivi relativi a foreste, terreni e agricoltura (Flag). È rilevante per le aziende che fissano obiettivi nel 2026 e nel 2027, comprese le aziende che si avvicinano per la prima volta all’Sbti e fissano obiettivi per la prima volta, nonché quelle che stanno rinnovando i propri obiettivi, sia nell’ambito della revisione quinquennale obbligatoria sia per altri motivi. Gli obiettivi precedentemente convalidati in base alla versione precedente del metodo rimangono validi e conformi ai requisiti dell’Sbti.

TRASPARENZA CERCASI

La modifica è in vigore dal 14 aprile con la pubblicazione da parte di Sbti del “Sbti corporate net-zero standard version 1.3.1 april 2026” e con la comunicazione il 22 aprile diretta alle sole aziende che si trovavano in una fase avanzata di definizione degli obiettivi climatici a breve termine. Il 28 aprile, Responsible Investor ha dato conto della modifica e il 29 aprile Sbti ha pubblicato una nota sul proprio sito web dove spiega che «il nuovo metodo, su cui si basa la presente revisione, è già stato sottoposto a consultazione e testato in fase pilota nell’ambito della versione 2 del Corporate Net Zero Standard, secondo quanto previsto dalla Procedura operativa standard per lo sviluppo degli standard». L’adeguamento è stato considerato una «revisione urgente, date le implicazioni del vecchio metodo per le aziende che fissano obiettivi a partire dal 2026. Nessun criterio dello Standard è stato modificato».

Elena Bonanni

 

 

 

 

 

 

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