ET.DIRECTORIES - I PROTAGONISTI DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… fanno sostenibilità/ 48

19 Lug 2019
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Una selezione dei protagonisti della sostenibilità che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. Una parte del mondo raccolto nelle ET.directories: Eric Voravong, Matthieu David, Bernard Descreux, Enzo Manes

Nel corso delle ultime settimane, ETicaNews ha coinvolto o menzionato una serie di protagonisti del business sostenibile e responsabile. Di seguito, ne riportiamo alcuni, con una breve sintesi di ciò che hanno detto e delle posizioni che hanno espresso, con rimando al relativo articolo. Queste persone sono solo una minima parte delle centinaia di protagonisti che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DI…

Eric Voravong, Esg Analyst di Comgest

INTERVISTA: Comgest: «L’Esg? È un processo artistico»

Non sempre un processo “scientifico”, quantitativo e standardizzato conduce ai risultati migliori. Soprattutto se applicato, senza distinzioni, in contesti che presentano caratteristiche culturali e normative eterogenee. Per riuscire a cogliere le differenze e adattarsi al contesto in cui si opera, non si può prescindere da un’analisi qualitativa e dal dialogo diretto con le persone. Questa è in sintesi la filosofia che Comgest, società di asset management internazionale con sede a Parigi, applica anche all’investimento Esg. Un approccio che potrebbe sopperire al gap di informazioni in molti mercati, soprattutto asiatici, e che affronta l’investimento Esg in un’ottica “relativizzata”. ETicaNews ha intervistato Eric Voravong, Esg Analyst di Comgest, per capire meglio i limiti e i  punti di forza del “processo artistico” applicato all’Esg.

ABBIAMO PARLATO DI…

Matthieu David, Head of Italian Branch di Candriam

INTERVISTA: Candriam: «Greenwashing, pericolo numero 1»

Quella a cui si assiste nella finanza sostenibile può essere considerata una rivoluzione anche soltanto se si guarda agli ultimi 18 mesi. Ossia dalla definizione dell’Action Plan dell’Unione europea alle ultime raccomandazioni del gruppo di esperti. Lato case finanziarie, però, si è trattato piuttosto di un processo inevitabile. «Se mettiamo insieme i tasselli, la Commissione europea ha fatto un percorso accelerato e preciso. E il passaggio più complesso sta nel trovare regole del gioco che vadano bene per tutti», sostiene Matthieu David, Head of Italian Branch di Candriam. «In ogni caso questi cambi normativi sono in linea con quanto noi, come Candriam, portiamo avanti da oltre venti anni, e quanto messo in atto dalle autorità europee contribuisce a creare un quadro regolamentare condiviso». E mentre aumenta l’attenzione verso gli asset sostenibili da parte del retail, il greenwashing avrà «conseguenze importanti» nel lungo periodo.

ABBIAMO PARLATO DI…

Bernard Descreux, Asset Management Division Director di Edf

ARTICOLO: Quando l’azienda diventa investitore Sri

Alla fine di giugno, un comunicato diffuso da Msci, relativo al lancio di nuovi indici climate change, ha fatto un doppio passo avanti. Il primo passo è stato quello di citare nella nota l’esperienza di un’azienda industriale in relazione a questi nuovi indici. In particolare, nel comunicato del gruppo americano si spiega che Edf, la gigantesca utility francese, ha deciso di utilizzare questi nuovi indici per i propri “investimenti”. C’è poi un secondo aspetto da rilevare. Non solo Edf viene menzionata nel comunicato di Msci. Ma prende una posizione ufficiale, con un virgolettato di Bernard Descreux, Director of the Asset Management division di Edf. Il quale ha commentato: «Come asset manager responsabile, crediamo fermamente che facilitare la transizione verso una economia low carbon sia cruciale per lo sviluppo di un sistema finanziario sostenibile. Siamo confidenti che Msci sia il giusto partner per il nostro obiettivo di investire responsabilmente nel lungo termine».

ABBIAMO PARLATO DI…

Enzo Manes, imprenditore (gruppo Intek)

ARTICOLO: Manes: un nuovo fisco per recuperare i patrimoni estinti

Dai patrimoni senza eredi, una potenziale ricchezza per il Paese, a condizione di attivare un meccanismo efficiente per il loro ri-utilizzo. Enzo Manes, imprenditore (gruppo Intek) molto attivo sul piano sociale, ha pubblicato un’analisi sul tema sul Corriere della Sera. «Secondo una stima effettuata un paio di anni fa dalla Fondazione Cariplo – ha scritto Manes -, incrociando i dati della Banca d’Italia sulla ricchezza delle famiglie con quelli dell’Istat sulle aspettative di vita, nel 2030 la quota di patrimoni in capo a famiglie “estinte” potrebbe superare gli 800 miliardi. Una cifra da capogiro che rappresenta un’opportunità straordinaria per un intervento mirato a ridurre gli attuali, e sempre meno sostenibili, livelli di disuguaglianza nel nostro Paese».

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