Sono le questioni relative alla remunerazione quelle più spinose per l’attività di voto in assemblea di Allianz Global Investors: l’asset manager ha respinto il quasi la metà (il 48%) di tutte le proposte in merito avanzate dal management. Un risultato allineato al 52%  del 2018. Gran parte di tali voti sfavorevoli è motivata dai «timori circa un allineamento inadeguato fra vertici aziendali e azionisti, riscontrabile nella scarsa corrispondenza fra compensi e prestazioni, nonché fra indicatori di performance (Kpi) e obiettivi nell’ambito di schemi di incentivazione che non collimano con i principali driver del valore dell’azienda».

Oltre ai timori circa la scarsa correlazione fra compensi e prestazioni, vi sono altre ragioni dietro al voto contrario sulle remunerazioni rispetto a tali proposte: «modelli di incentivazione azionaria altamente diluitivi o a breve termine – spiega l’asset manager – , nonché accordi di risoluzione e disposizioni sulla liquidazione che consentirebbero esborsi eccessivi in caso di cessazione del rapporto di lavoro o cambio di controllo». Nel 2019 sono aumentati i casi di astensione su proposte relative alla remunerazione (7% rispetto al 4% del 2018), segno, fa notare Allianz Gi, di un maggiore livello di engagement presso le società partecipate. Allianz Gi ha votato su quasi 100.000 proposte avanzate da azionisti e vertici aziendali in circa 9.500 assemblee, rilevando «forti discrepanze» negli standard di corporate governance tra i diversi Paesi. Nel 77% dei casi, l’asset manager ha votato contro, rifiutando o astenendosi dal voto su almeno uno dei punti all’ordine del giorno. Nel 24% dei casi, sempre a livello globale, si è invece opposta a tutte le risoluzioni (24% anche nel 2018).

Sul tema si segnala anche l’intervista rilasciata da Michele Scolletta, head of Allianz network sales Italy di Allianz Global Investors, al Salone Sri 2019 del 20 novembre in cui si delinea la partecipazione attiva alle assemblee degli azionisti.

 

 

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