L'ente previdenziale di Baml contro gli Sri standardizzati

Il fondo pensione si fa l’Esg “su misura”

News 9 Nov 2017 Risparmio SRI Commenta Commenta Stampa Invia ad un amico

Il fondo pensione Uk di Bank of America Merrill Lync ha deciso di costruire la propria strategia sostenibile con la consulenza di Aon e Willis Towers Watson. Msci starebbe lavorando a un nuovo benchmark

Gli investimenti Esg «off-the-shelf» stanno stretti al fondo pensione britannico di Bank of America Merrill Lync. Per questa ragione lo schema previdenziale Uk del gigante statunitense ha deciso di costruire una strategia di investimento sostenibile «tailor made» che risponda alle esigenze degli investitori più evoluti. La formula Diy (Do-it-yourself) investment, che si è andata affermando negli ultimi anni con l’avvento degli investimenti online e le incertezze legate alla crisi finanziaria, si fa strada anche nel mondo della sostenibilità e va oltre la gestione del portafoglio del singolo investitore. E questa evoluzione vede Baml alla ricerca di un asset manager interessato alla gestione di un prodotto cucito “su misura” per i propri investitori sulla base di un indice di riferimento realizzato a questo scopo.

Secondo la testata online Institutionalinvestor, che per prima ha diffuso la notizia, Baml starebbe collaborando con le società di consulenza e brokeraggio Aon e Willis Towers Watson per la definizione del nuovo fondo, che potrebbe essere una versione riveduta e corretta in chiave ambientale, sociale e di governo societario del suo attuale Global equity fund. Come riportato nella rassegna sostenibile della scorsa settimana (OB/113 – Baml si fa il suo fondo Sri) il fondo potrebbe essere offerto in un primo periodo di prova come opzione, per diventare una scelta di default solo se si riscontra una risposta positiva da parte del mercato. Per questo motivo, Aon e Willis Towers Watson starebbero lavorando a una sorta di «filtro» per l’identificazione dei titoli che soddisfino gli standard Esg del piano previdenziale e, al contempo, il service provider Msci starebbe lavorando alla creazione di un nuovo benchmark che faccia da sottostante per il nuovo prodotto.

La scelta di Baml non è una novità. La scorsa estate il New Zealand Superannuation Fund’s (NZ Super Fund), che gestisce masse per 35 miliardi di dollari neozelandesi, ha spostato i fondi presenti nel portafoglio equity (14 miliardi di dollari Nz) su investimenti a basse emissioni di carbonio. Il portafoglio, che adesso gestisce il 40% degli Aum del fondo pensione neozelandese, è anch’esso basato su una metodologia di misurazione del carbonio presente nelle azioni quotate, sviluppata di concerto con Msci Esg research.  E un anno fa anche il Taiwan’s Bureau of Labor Funds, il fondo pensione governativo di Taiwan, si è affidato a Msci per la realizzazione di un benchmark a cui agganciare il suo portafoglio di investimenti sostenibili da 2,4 miliardi di dollari. Si è trattato, in questo caso, anche del primo mandato multimiliardario sottoscritto in una Paese Apac (Asia-Pacifico) che includesse l’Esg all’interno di una strategia di investimento multifattoriale.

Baml starebbe dunque costruendo la propria strategia sulla scia delle esperienze precedenti. E, soprattutto, ha deciso di muoversi per anticipare le esigenze di un mercato, che anche secondo quanto dichiarato dal presidente Skip McMullan, avverte sempre più «rumore» riguardo agli investimenti sostenibili e socialmente responsabili. Ciò ha portato il sistema Baml ad analizzare in maniera più approfondita i gestori degli investimenti in merito alla loro azione «non solo sotto il profilo della governance, ma anche da un punto di vista ambientale e sociale».

Raffaela Ulgheri

@raffaelaulgheri

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