Atlante Sri: 24 fondi, 8 società, crescita a doppia cifra

La mappa dei fondi green bond Italia

News 15 Mag 2018 Risparmio SRI Commenta Commenta Stampa Invia ad un amico

L'Atlante Sri svela il mondo dei fondi green bond disponibili in Italia: 24 prodotti emessi da 8 società, che dal 2016 crescono molto velocemente. I voti Esg di questi fondi obbligazionari sono da primi della classe. Mentre le spese correnti variano parecchio

sriVentiquattro fondi. Voti in materia Esg da primi della classe. E spese correnti con grosse differenze tra un prodotto e l’altro. La puntata dell’Atlante Sri di oggi fa luce sui fondi green bond elaborando, come sempre, le informazioni fornite dal provider di dati MoneyMate. Un settore piuttosto nuovo per la finanza responsabile, ma anche tra quelli che stanno registrando i maggiori tassi di crescita in termini percentuali.

LA MAPPA DEI FONDI OBBLIGAZIONARI GREEN

I fondi green bond disponibili sul mercato italiano sono al momento suddivisi in 10 comparti, per un totale di 24 fondi. In questi dati, che danno una rappresentazione numerica di strumenti d’investimento che finanziano progetti con un impatto positivo su ambiente e clima, sono comprese sia le classi retail sia quelle istituzionali.

Tra il 2016 e il 2017 si è avuta una vera e propria impennata nella crescita di questi prodotti. Il numero di classi, infatti, è passato da 9 a 22, mentre i comparti sono raddoppiati, passando da quattro a otto.

green bond
Fonte: rielaborazione ETicaNews su dati MoneyMate

In particolare, tra i fondi green bond autorizzati nel nostro Paese, tre comparti sono focalizzati sull’area euro (9 classi), mentre gli altri sette investono a livello internazionale (corrispondenti a 15 classi di fondi).

La società che attualmente offrono fondi obbligazionari green sono otto in tutto: Allianz, Bnp Paribas, Credit Suisse, Eurizon, J. Safra Sarasin, Natixis Im, Nn Investment Partners, Raiffeisen.

Ognuno di questi gruppi propone agli investitori un solo comparto, con la sola eccezione di Natixis, che ha in portafoglio tre diversi fondi, tutti di Mirova. Storicamente, del resto, è da questa società che arriva il primo fondo green bond, prendendo in considerazione quelli ancora esistenti sul mercato italiano: il Mirova Euro Green And Sustainable Corporate Bond Fund R, lanciato nel 2011.

Altra particolarità emersa nel corso dell’analisi è che Credit Suisse e J. Safra Sarasin propongono oggi dei prodotti che erano nati come fondi sostenibili e che, solo in un secondo momento (rispettivamente nel 2017 e nel 2018), sono diventati fondi obbligazionari verdi.

ESG QUALITY SCORE DA PRIMI DELLA CLASSE

Andando ad analizzare l’Esg Quality Score assegnato da Msci, si scopre che i fondi green bond raggiungono una votazione piuttosto alta. In media, infatti, la votazione è di 7,08 punti, superiore quindi alla media degli obbligarionari Sri (vedi la puntata numero 11 dell’Atlante).

Il limite maggiore di questa analisi è che i comparti a cui è stato assegnato un punteggio, stando al provider MoneyMate, sono solo 5 su 10.

Ad esserci aggiudicato il punteggio migliore è il JSS Sustainable Green Bond Global (7,3).

RENDIMENTI E VOLATILITÀ

Le performance a un anno, prendendo come riferimento il periodo 30 marzo 2017 – 30 marzo 2018, sono piuttosto diverse nel caso in cui l’investimento del green bond sia stato fatto a livello internazionale, oppure in area Euro. Nel primo caso, infatti, in media sui 12 mesi si è avuta una perdita dello 0,6%; nel secondo, invece, si è registrato un guadagno medio dell’1,33 per cento.

Il miglior risultato assoluto in zona Euro è stato quello di Nn Investment Partners, che con il fondo NN (L) Euro Green Bond I ha messo a segno un +2,32 per cento sui dodici mesi. A livello globale, invece, il migliore è stato l’Allianz Green Bond AT, che non è però riuscito a chiudere in terreno positivo (-0,10%).

Quanto alla volatilità, i due migliori fondi sono, per quanto riguarda l’area Euro, il Mirova Euro Green And Sustainable Corp. Bond Fund R (deviazione standard a un anno 0,249), mentre come investimento a livello globale il meno rischioso è risultato essere il Raiffeisen Green Bonds (0,223).

IL SU E GIÙ DELLE SPESE CORRENTI

Analizzando le ongoing charge dei fondi green bond, ci sono differenze tra classi retail e istituzionali (e anche all’interno delle stesse classi). Per le prime, infatti, si va da un minimo di 0,78% a un massimo di 1,64%, con una media di 1,10% su 12 fondi.

Per le classi istituzionali, si parte da un minimo di 0,33% fino a un massimo di 0,79 per cento, con una media di 0,59% su un totale di 12 fondi.

Nella sezione dedicata dell’Atlante Sri si trovano anche i fondi green bond meno costosi e più costosi.

Si ricorda che, per avere un quadro completo dei costi, è necessario prendere in considerazione anche altre commissioni (come le performance fees o le entry/exit fees) che qui non sono considerate e possono invece pesare parecchio sul costo finale a carico dell’investitore.

Marco Ratti

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